Vacca ft. Pinocchia – Malessere

 

 Avvisiamo la gentile clientela 

 

 

 

 

 

– Che giornata noiosa, Vacca!

– E allora?

– Pochi clienti, pochi affari: di questo passo, gli incassi crollano!

– E allora?

– Non ti interessa del posto di lavoro? Voglio vedere se il negozio chiude tu che farai…

– Non vedo cosa potrei fare, Pinocchia…

– Beh, almeno potresti preoccuparti un po’…

– Cambierebbe forse qualcosa?

– Tu sei la personificazione dell’indifferenza…

– Bah…

– Mi sembri un morto…

– Io mi sento abbastanza bene…

– Sicuro?

– Beh… almeno credo… puoi sentirmi il polso?

– Che cosa?

– Ora che me lo fai notare, mi sembra che qualcosa non vada…

– Vacca, ma io mi riferivo al tuo atteggiamento…

– Beh, ma tu hai detto che sembro un morto…

– No, io volevo indicare i tuoi modi compassati e flemmatici…

– È vero, lo sai? Non mi sento bene. Sento di avere anche la flemma…

– Vacca, ma che dici?

– Io vado a sdraiarmi in magazzino…

– Vacca, non esagerare…

– Un po’ di riposo è quello che ci vuole…

– Mamma mia, come sei ipocondriaco!

– Sì, devo avere anche qualche linea d’ipocondria… che brutto periodo, capitano tutte a me!

– Stai scherzando?

– Devo andare da un medico…

– Vacca…

– È colpa di questo lavoro, io non amo stare in mezzo alla gente…

– Sei forse un misantropo?

– Che cosa?

– È una battuta… ho detto che sei un misantropo.

– No, sono solo riservato…

– Ma…

– Beh, io vado. Avverti tu il direttore? Non voglio farmi vedere in queste condizioni…

 

SOMMARIO DI SUPERCASSIERI

 


LA CITTÅ SENZA USCITA SU iTUNES

Che cos’è una città senza uscita e chi c’è dietro una sigla aziendale?
La città senza uscita è un centro commerciale che ha soppiantato la vecchia metropoli, in un tempo indefinito. Attraverso le vicende di Leopoldo Canapone, il dipendente col più alto numero di provvedimenti disciplinari, emerge il profilo dell’addetto vendite, una figura che, oltre la lealtà verso l’impresa per cui opera, è una persona come tutte, compreso il cliente con il quale entra in contrasto. Canapone, idealista stanco e presuntuoso, terrorizza la clientela suggestionandola con la cattiva qualità dei prodotti, inducendola a non tornare. Il suo atteggiamento va a minare il marchio, che è cosa sacra.
È soprattutto la storia di una persona che per ragioni di sopravvivenza coesiste con un lavoro che non ama. Questo conflitto si snoda lungo una narrazione amara e beffarda, dove tecniche di vendita e slogan stordiscono il dipendente, minando la sua identità personale in nome della fedeltà a un gruppo commerciale.
Quando il caso regala a Leopoldo una sterile notorietà, i superiori scoprono che le sue provocazioni fungono da veicolo promozionale. Canappa, come lo chiamano i colleghi, si trova inserito in un sistema da dove è impossibile fuggire perché il consenso non si può combattere. Il suo momento di celebrità, però, volgerà presto al termine e le vicende lavorative resteranno sospese. Come la vita.

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