Uno, nessuno e Facebook

 

 

In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

 

Conosco persone che si sono cancellate da Facebook e sono ancora vive!

 

È solo una battuta, ma esprime la meraviglia del mondo che continua oltre i social media. A volte, le cose più ovvie sembrano irraggiungibili.

 

Alla base di tutto, c’è l’uso che se ne fa.

 

INIZIO

Da una rapida indagine, scopro di essere iscritto a Facebook dall’ottobre del 2008. Tra circa un mese e mezzo, quindi, festeggerò dieci anni di presenza sul social più noto.

Non sono stati anni di consapevolezza. Ci ho speso troppo tempo. In alcuni momenti, ne sono diventato dipendente. S’è insidiato nella mia vita. Ha inciso sul mio umore. Gli ho dedicato molti dei miei tempi morti. Rifletto: quei tempi morti sono stati innumerevoli. Troppi. Il guaio, non l’unico, è che lo dice Facebook, io non ne sono stato cosciente.

 

STATO DI COSCIENZA

Già. Questo è un secondo problema. Nella società in cui viviamo, di quante cose siamo realmente coscienti?

Pratico yoga e meditazione da tre anni. Non sono migliore di prima, ma trovo che mi faccia bene. È complicato spiegare e non intendo dilungarmi sulle tecniche, perché le parole spesso tradiscono un’essenza che si può percepire solo praticando.

La nostra mente ci propone continuamente immagini, ricordi, parole, discorsi: dobbiamo imparare a riconoscerli per lasciarli andare e avvicinarci a quello che siamo nell’Adesso. Il tempo non esiste. Noi non siamo la nostra mente. La defusione è l’intento di riportarla (la mente) al suo ruolo naturale.

 

CONSEGUENZE

Facebook ha solo dilatato un mio problema personale che è stato quello di lasciare l’esistenza in balia degli accadimenti. Facebook è la metafora di un’epoca in cui si ha la sensazione di non essere padroni della propria vita e del proprio destino, una frase che di yogico e di meditativo ha ben poco. Il fatto è che fuori da Facebook c’è un altro Facebook, rappresentato da nuove nevrosi personali. E su queste Facebook non ha alcuna responsabilità.

 

CONCLUSIONI

Io su Facebook ho conosciuto molte persone. Ci sono passati tutti, anche chi – ovviamente – s’è cancellato. La praticità della vita insegna che se hai qualcosa da nascondere, esci da qualunque esperienza mantenga le tue tracce.

Ho conosciuto persone che non hanno mai parlato bene di nessuno. Ho conosciuto persone che mentivano su Facebook come mentono nell’esistenza reale e, almeno in questo, mantengono una coerenza netta.

Eppure, se la questione fosse di esporre un’identità – vera, presunta o contraffatta – Facebook (o chi per “lui”), sarebbe addirittura fondamentale. Come, invece, manifestato da Luigi Pirandello in “Uno nessuno e centomila”, la realtà non è oggettiva (neanche quella virtuale). Nessun essere umano possiede unicità nel confronto con gli altri. Appariamo diversi, secondo le persone che via via incontriamo. L’identità dell’individuo è relativa. Sul social network tendiamo a perpetuare un identikit in maniera vana. Ogni profilo confuta il concetto pirandelliano della maschera con cui il singolo presenta se stesso agli altri nell’illusione che sia universale.

Dal contrasto tra quello che crediamo di noi stessi e i molteplici modi con cui ci osservano gli altri, s’insinuano le prime crisi. Spesso la maniera attraverso la quale il prossimo ci percepisce è per noi inaccettabile e restiamo, quindi, prigionieri di uno sforzo teso a dimostrare il contrario. Questa tensione non è giusta o sbagliata, ma semplicemente inutile.

Nella meditazione lo scopo è di abbandonarsi alla vita nel presente, lasciando cadere maschere imposte dagli altri, trascendendo le convenzioni stesse della società.

Facebook è l’ingannevole tentativo di immortalare una vita che scorre mutevole e il riconoscersi in un profilo che potrebbe essere di chiunque e al tempo stesso di nessuno. Se Luigi Pirandello ha trattato egregiamente la crisi d’identità dell’uomo moderno e, in un certo qual modo ha anticipato “il social”, Mark Zuckerberg non ha inventato Facebook, l’ha tratto dall’inconscio della società.

 

 


 

Iscriviti alla Newsletter

Iscrivendoti riceverai ulteriori risorse e notizie da Enrico Mattioli e potrai cancellare la tua registrazione in ogni momento. Vedi Privacy e Cookie Policy

 


LEGGI

SUPERCASSIERI

UNA SERIE UMORISTICA SUGLI OPERATORI DI SUPERMERCATO

     

    Lascia un commento da Facebook