Termini geneticamente modificati dalla pubblicità

 

Termini geneticamente modificati dalla pubblicità

Termini geneticamente modificati dalla pubblicità

 

In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

 

Tempo fa un collega di lavoro mi raccontò una storia. La figlia gli chiedeva dei soldi per l’acquisto di un nuovo cellulare. La ragazza rassicurava il padre che li avrebbe restituiti in sei comode rate. Ridemmo, io e lui, per quell’uscita: sei comode rate. Chi è che parla così?

I ragazzi definiscono delle rate comode perché, nella maggioranza dei casi, non sono loro a sottoscriverle. Quando ero più giovane guardavo a questo genere di cose come si guarda uno scaffale pericolante. Prima o dopo cadrà sulla testa di qualcuno o ancora peggio, avrà un effetto domino sull’esistenza.

Avvisiamo la gentile clientela: dietro le quinte del supermercato – Il settore commercio raccontato da un addetto vendite – ebook 0,99 €

Umorismo a parte, il linguaggio pubblicitario con luce distorta indica la direzione, ti perseguita su internet o per posta. È la vecchia finanziaria che continua a scriverti dopo anni che hai esaurito il debito e ora vuole premiarti perché sei stato un ottimo pagatore. Sono i termini geneticamente modificati, svuotati della propria etimologia e farciti di altri significati. Se la ragazza che parla di sei comode rate da restituire al padre, parlerà di comode rate anche quando sarà una madre di famiglia, ben sapendo che le rate non sono certo comode, vorrà dire che lei avrà assimilato un’alterazione impropria del termine che condurrà a una miopia di massa e all’olocausto linguistico.

La pubblicità da una parte è l’anima del commercio, dall’altra è un’infezione che attacca un organismo debilitato come la nostra comunità. Si insinua come un virus, anzi è un trojan killer, un’applicazione apparentemente innocua che nasconde un morbo. Noialtri lo abbiamo contratto da ragazzini, si chiamava Carosello e ancora oggi lo ricordiamo con nostalgia. Se siamo ancora qui, è solo perché siamo abituati a tutto e i nostri pensieri sono anestetizzati, le nostre anime sono simili a quelle dei ratti che mangiano di tutto perché il proprio organismo, ormai, è impermeabile a qualsiasi veleno.

 

 


Iscriviti alla newsletter

Iscrivendoti riceverai ulteriori risorse e notizie da Enrico Mattioli e potrai cancellare la tua registrazione in ogni momento. Vedi Privacy e Cookie Policy

 

 

 

Lascia un commento da Facebook