Spesa on line: il futuro del supermercato

 

 

Nella meditazione e in generale nelle pratiche di yoga, il futuro non esiste e neanche il passato. Emerge il concetto del qui e ora.

Per praticità, divideremo il tempo in orario e psicologico. Con il primo termine s’intende una frazione consapevole che consenta di regolare le normali attività della giornata. Quando la cognizione del tempo orario viene meno, si cade nel tempo psicologico: la mente prende il sopravvento identificandosi con il passato, generando vecchie ansie, tensioni, emozioni negative. Il tempo orario consiste anche nel considerare il passato come lezione per non ripetere gli errori, pianificare traguardi e raggiungerli.

Nelle attività commerciali e di lavoro in genere, è necessario attenersi a schemi e format, interpretare grafici, consultare statistiche. Soprattutto, è fondamentale progettare il futuro: quale, dunque, per la grande distribuzione?

Immaginate i vecchi spazi dalle grandi metrature, come degli show rooms per intrattenimento commerciale, il cui giro d’affari sarà prevalentemente digitale.

La spesa avverrà on line. Alcuni gruppi commerciali stanno già sperimentando dei progetti pilota. Cambierà la vita. Le persone, per ragioni di lavoro private di tutto il proprio tempo, ne disporranno sempre di meno. L’atto di fare la spesa, si consumerà dal telefonino, come già avviene per i colossi come Amazon. Ci sarà un incremento di fatture per le consegne, che potrebbero avvenire, per ipotesi, sul proprio posto di lavoro, un’ora dopo aver fatto l’ordine o direttamente a casa, una volta tornati.

Ulteriori possibili sviluppi sono rappresentati dalla spesa senza fare la fila alla cassa. Tramite un’applicazione sul telefonino, si scansiona un codice e si accede nel punto vendita. Si fa la spesa normalmente, sotto il controllo di telecamere e sensori che tengono traccia di ogni tipo di movimento del cliente. Terminato il giro, si esce con buste e borse. All’applicazione telefonica è collegato un conto per l’addebito della spesa. Altre opzioni di sicurezza sono il riconoscimento facciale e i sensori nelle confezioni.

Questi scenari metteranno a rischio i posti di lavoro, com’è ovvio. Forse, ne creeranno degli altri, ma tra cinque, dieci o quindici anni, il panorama della Grande Distribuzione Organizzata, muterà. Se fosse l’Antologia di Spoon River, farebbe così:

 

Dove sono Alfredo Toffolo, Donna Boccione, la signora Scarola e Nico,

l’anziano poeta ladruncolo, la vecchia acida, la donna infelice ma provocante, il tossico che fuggiva da un piano a un altro?

 

E dove sono Vacca, Leopoldo Canapone, Alberta e il dottor Gagliardo Guidozzi,

il cassiere ottuso, il dipendente negligente, la segretaria e il capo del personale?

 

Tutti, tutti si sono persi tra le pagine di Avvisiamo la gentile clientela e La città senza uscita.

 

Non è ovviamente la celebre antologia di Lee Masters e io, immodestamente, mi son lasciato prendere la mano. Eppure, resteranno delle storie soppresse, vite sospese tra fantasia e realtà, vicende che forse nessuno leggerà. Sono i tempi che cambiano e che lasciano lungo la strada, frammenti da custodire.

 

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