Spesa al supermercato: come risparmiare

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In trent’anni trascorsi nella Grande Distribuzione Organizzata, a staccare scontrini in cassa o a caricare articoli sugli scaffali, la riflessione più frequente da parte del cliente è: ero venuto solo per un giro e ora ho il carrello pieno! spesa

Bene, in queste breve battuta, è sintetizzata non solo l’essenza del supermercato, ma anche di qualsiasi tecnica marketing, come pure cenni di psicologia collettiva: non hai bisogno di niente e io t’induco a comprare di tutto.

Nel compiacimento del controllo sull’individuo, c’è una dose massiccia di perversione. Dietro quell’io t’induco, si celano strategie occulte di persuasione. Innocui spot televisivi mostrano addetti vendite in missione per conto di Dio. Non a caso uso il concetto di Essere Superiore perché un’entità, che per comprensione di ognuno potremmo paragonare a un grande fratello, c’è e agisce in modo subdolo.

Non intendo disegnare il ritratto di un essere umano incapace d’intendere, né raccontare la favola del Cappuccetto Rosso che si perde in un bosco metropolitano, ma tratteggiare il profilo di una persona distratta, confusa, intontita da mail e sms pubblicitari, tv e radio e giornali, il web; e ancora chiamate al telefono fisso, volantini nella cassetta delle poste, addirittura visite in casa da addetti di compagnie di luce e gas o agenzie immobiliari. E poi, offerte continue e il periodo del Black Friday, che ormai di Friday ha soltanto il nome, visto che si snoda per tutto il fine settimana.

Insomma, tutti noi siamo sottoposti a una pioggia pubblicitaria incessante che in periodi particolari diventa un attacco terrificante di bombe d’acqua. La persuasione è qualcosa che fa parte del nostro vivere quotidiano cui abbiamo fatto l’abitudine e che in molti casi diventa assuefazione.

Immaginiamo di entrare in un grande spazio confortevole. Le luci sono disposte ad arte e una musica rilassante è in sottofondo. Osserviamo, camminiamo, ci immergiamo in quell’atmosfera, le nostre difese si abbassano, ci sentiamo in armonia: se in quel posto si vende qualcosa, è molto probabile che noi compreremo qualcosa, ma se in quel posto si vende di tutto, con troppa probabilità noi compreremo di tutto. E questi spazi sono i centri commerciali e i supermercati.

Nel mio libro Caro cliente, definisco questi luoghi come dei templi pagani della roba, per riprendere il concetto utilizzato da Giovanni Verga in Mastro Don Gesualdo. Mentre Gesualdo Motta (il protagonista), vorrebbe portare con sé la sua ricchezza anche nell’oltretomba, noi esseri del nuovo millennio, siamo programmati per consumarla, liberarcene e ricomprarla al successivo Black Friday.

 

Il consiglio, se mi posso permettere, è quello di piccole, brevi e soprattutto mirate incursioni al supermercato, anziché visite senza idee che si tramuteranno in una pioggia di sangue: si risparmia quando non hai i soldi, perciò se vai al supermercato, fai conto di non avere soldi. Del resto, anche al casinò, si vince quando non si gioca. Quando sarà il momento della scorta per la famiglia, basterà sollevarsi dalle piccole e brevi incursioni, ma essere almeno mirati. La presenza in noi stessi e la consapevolezza riescono a spezzare gli incantesimi delle offerte perpetue e dei bassi costi perché, alla base di tutto, c’è da chiedersi: è questo tutto ciò di cui ho bisogno?

Oh, beh… suvvia, non sono così estremista. Ogni tanto, caramelle e cioccolate, sono concesse. Fai una spesa consapevole, rimarrai sorpreso del risparmio.

 

 

 

 

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