Signorina Lola – Rapina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvisiamo la gentile clientela 

 

– Questa è una rapina, svuota la cassa!

– No, io oggi non tocco soldi…

– Cioè?

– In questa cassa solo pagamenti bancomat. Non maneggio moneta o carta, io…

– E perché?

– Sono un’obiettrice. I contanti mi fanno schifo…

– Ma ti fa questo effetto il denaro in genere o solo i contanti?

– No, solo i contanti.

– E perché fai la cassiera al supermercato?

– Beh, ma che c’entra…

– Bisogna aver rispetto anche per i contanti…

– Senti chi parla di rispetto!

– Beh, rapinare è un lavoro come un altro!

– Lavoro…

– Tu non sai i rischi che si corrono in questo mestiere…

– Mestiere…

– E tu che lavori per una multinazionale del commercio, credi di avere la coscienza pulita?

– Sì, perché?

– Perché il concetto di centro commerciale, dove il consumismo e il plusvalore e bla bla bla e poi ancora bla bla bla e di nuovo bla bla bla…

– Hai ragione. Non ci avevo pensato. È una logica sbagliata, pure se dominante.

– Eh, la logica di questo mondo è stoltezza davanti a Dio!

– Mmm… che spot era questo?

– No, è una frase tratta dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi…

– Sicuro che non era uno spot?

– Mah… e comunque, lo sai che sei veramente fantastica?

– Sì sì, certo che lo so… ma anche tu hai del fascino…

– Tu come lo vedi un rapinatore con una cassiera?

– … obiettrice…

– Ma certo, obiettrice…

– … e io ce li vedo eccome insieme! A te, invece, sai come ti vedo?

– Dimmi…

– A te ti vedo come un Antonio Lupin che ruba nei supermercati per donare ai morti di fame…

– Beh, grazie ma io lavoro in proprio…

– Mannaggia…

– Perché?

– Perché io mi stavo già illudendo…

– Ma no, non fare così…

– Sono molto ingenua…

– Senti: ti aspetto fuori, dopo la rapina?

– Ma tu sei un po’ mascalzone, eh?

– Beh, ma è la professione che ti porta a questo…

– Vabbè, allora quando finisco il turno e tu finisci il tuo giro, ci vediamo al bar dietro l’angolo!

– A dopo!


 

- Signorina Capovolta?

- Mi dica, direttore.

- Cos’è questa storia che voi indirizzate i clienti nelle altre file?

- No, io non caccio via nessuno, accetto solo pagamenti con bancomat perché oggi i contanti mi fanno schifo…

- Oggi gli fanno schifo?

- Sì.

- E gli altri giorni, no?

- Beh, ma prima o poi, bisogna pure cominciare a fare qualcosa contro a questo sistema e io comincio oggi!

- Oh, ma perché voi non mi cominciate mai con il lavorare?

- Direttore la smetta di perseguitarmi perché lo dico al mio fidanzato che fa il rapinatore e poi gli faccio vedere io, gli faccio…

- Dove andate adesso, perdio?

- Adesso mi alzo che mi viene di piangere…

 

SOMMARIO DI SUPERCASSIERI

 


 

I MIEI LIBRI SU STREET LIB


Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore o la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, “creature di sangue caldo e nervi”, come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.


Raymond Carver




 

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