Pubblicazioni – Le mie copertine – Video –

                                                                                                                         Attivare audio

Pubblicazioni


Vita da scrittore


Pubblicazioni

Uno scrittore dovrebbe ambire alla censura perché se i libri fossero libri, andrebbero vietati. Uno scrittore dovrebbe pubblicare volantini. O scrivere sui muri affinché non ci siano più muri su cui scrivere. Dovrebbe stampare a puntate nella carta dei cioccolatini o nei tovaglioli; perfino sulla carta igienica e sulla porta del cesso; sulle schedine del gioco del lotto, nei pacchetti di sigarette, nella carta da regalo.

A che cosa serve un libro?

A rovinare l’esistenza, a far vacillare le convinzioni, a far tacere chi ha tante certezze. Questo andrebbe scritto sulla copertina, come per le sigarette.

 

 

 

Downloads

  • icon
    VITA DA SCRITTORE - PDF GRATUITO

    Ho raccolto questo materiale in tanti anni di attività. Leggere e rispecchiarsi nelle situazioni è il modo migliore per creare uno schermo di protezione riguardo a un mestiere che è preceduto da infiniti luoghi comuni.
    Andremo a scoprire il profilo intimo di chi scrive, cosa lo muove e perché perseverare in un'attività che è la più povera nel campo dell'arte e dell'espressione.

 

 


Super cassieri

 

 

di Emmanuele Catalbianco

Con il suo “Super Cassieri”, Enrico Mattioli ci regala un dissacrante e ilare spaccato sulla vita moderna. Costretti in una mansione trasfigurata in quintessenza del nostro capitalistico vivere, i personaggi di Enrico diventano la personificazione di sofisticate paranoie ed educate nevrosi.

Attraverso una sistematica proposizione di conversazioni inusitate, fatte di risposte politicamente scorrette, che sfidano il nostro civilizzato buon senso, Mattioli ci permette di vedere in tutta la sua nudità le contraddizioni di una vita ordinata dietro schemi reiterati e ridondanti, fatti di servizi alle persone dietro al quale la più creativa essenza dell’animo umano si dissolve in favore di una ordinata sequenzialità di azioni, frammenti di vita reale e polverizzazione del tutto umano.

L’unica soluzione di fronte a questa perdita di senso è una trasfigurazione della propria essenza, un superamento della condizione di individuo professionale. Il cassiere diviene un “Super cassiere”, capace di rimettere in ordine i tasselli proponendo forme nuove, eccentriche, che liberano del senso di costrizione e di vuota quotidianità. La fila alla cassa è il terreno di gioco di questo nuovo super eroe, che fa esercizio della sua rinnovata non-consapevolezza applicandola sugli ignari componenti della fila stessa, piccoli frammenti stereotipati della società e della civiltà moderna.

Pubblicazioni

Approfondimenti

 

 

 

Downloads

  • icon
    SUPERCASSIERI - PDF GRATUITO

    Gli operatori del supermercato sono persone che frequentiamo quotidianamente, ma con approssimazione. I cassieri rappresentano una sezione trasversale della vita moderna. Costretti a un compito trasfigurato al servizio del consumatore, questi personaggi diventano la personificazione delle paranoie e delle nevrosi. Si trasformano in super cassieri e mostrano tutte le contraddizioni di un'esistenza ordinata dietro schemi reiterati, dove la creatività dell'animo umano si dissolve in favore di una sequenzialità di azioni confuse a frammenti di vita reale.

 

 


 

I ragazzi del Johnny's pub

 

Storie immaginarie di musica rock

 

 

Johnny B. Boogie è il gestore di questo pub immaginario dove lui può incontrare i suoi idoli. È il sogno di tutti, in fondo, e Johnny riesce a realizzarlo.

Il nome prende origine dal brano di Chuck Berry, Johnny B. Goode, perché nel panorama rock and roll, secondo Johnny B. Boogie, tutti dovrebbero chiamarsi “Johnny qualchecosa” e, questa considerazione è un omaggio al grande Chuck come padre putativo della musica rock; così, anche i camerieri sono Johnny B. StrongJohnny B. BupJohnny Stand ByJohnny B. Cool. In fondo, ognuno è alla ricerca dell’origine, della genesi, di un qualcosa che si avvicini alla vera essenza.

Johnny B. Boogie è un fan svitato, ma non pericoloso. È un avvilito che s’è chiuso in se stesso per sfuggire al grigiore della vita e ama così tanto le stelle del rock da accettarne i limiti, gli eccessi, le contraddizioni; perfino i tradimenti: chi può mostrare una simile fedeltà?

Johnny evoca il loro spirito e i suoi idoli gli vengono in soccorso per scuoterlo, come se fossero una voce interiore o un’anima parlante. La vita è dura e spesso l’unica cosa che resta è la consolazione di una birra.

Capitolo Mister Keith

 

 

 

Downloads

  • icon
    I RAGAZZI DEL JOHNNY'S PUB - PDF GRATUITO

    Johnny B. Boogie gestisce un pub dove accadono molte cose strane.
    Lui ama così tanto le rock star che accetta i loro limiti, le contraddizioni e i tradimenti: chi può mostrare una tale lealtà? Johnny evoca il loro spirito e i suoi idoli vengono in soccorso per scuoterlo, come se fossero un'anima parlante. La vita è dura e spesso l'unica cosa rimasta è la consolazione di una birra.
    Vieni al pub di Johnny a bere una birra con tutti noi.
    Ci vediamo lì!

 

 


La città senza uscita

 

 

Pubblicazioni

Che cos’è una città senza uscita e chi c’è dietro una sigla aziendale?

La città senza uscita è un centro commerciale che ha soppiantato la vecchia metropoli, in un tempo indefinito.

Attraverso le vicende di Leopoldo Canapone, il dipendente col più alto numero di provvedimenti disciplinari, emerge il profilo dell’addetto vendite, una figura che, oltre la lealtà verso l’impresa per cui opera, è una persona come tutte, compreso il cliente con il quale entra in contrasto.

Canapone, idealista stanco e presuntuoso, terrorizza la clientela suggestionandola con la cattiva qualità dei prodotti, inducendola a non tornare. Il suo atteggiamento va a minare il marchio, che è cosa sacra.

È soprattutto la storia di una persona che per ragioni di sopravvivenza coesiste con un lavoro che non ama. Questo conflitto si snoda lungo una narrazione amara e beffarda, dove tecniche di vendita e slogan stordiscono il dipendente, minando la sua identità personale in nome della fedeltà a un gruppo commerciale.

Quando il caso regala a Leopoldo una sterile notorietà, i superiori scoprono che le sue provocazioni fungono da veicolo promozionale. Canappa, come lo chiamano i colleghi, si trova inserito in un sistema da dove è impossibile fuggire perché il consenso non si può combattere.

Il suo momento di celebrità, però, volgerà presto al termine e le vicende lavorative resteranno sospese. Come la vita.

 

Leggi gli Approfondimenti su La città senza uscita

Leggi il Quinto capitolo

 

 

 

Downloads

  • icon
    LA CITTÅ SENZA USCITA - PDF GRATUITO

    Storia di una persona che per ragioni di sopravvivenza coesiste con un lavoro che non ama.
    Leopoldo Canapone lavora come addetto vendite nei supermercati Bellagente. È il dipendente col più alto numero di provvedimenti disciplinari. Terrorizza la clientela suggestionandola con la scarsa qualità dei prodotti. La direzione lo considera come il cattivo esempio da non seguire.
    Il caso fornisce a Leopoldo una fama da quattro soldi, la notorietà funge da veicolo promozionale e la vita di Canapone all'interno del punto vendita diventa più facile. Il consenso, però, si rivelerà un'arma a doppio taglio.

 

Pubblicazioni

 

 


Avvisiamo la gentile clientela

 

 

Perché un soprannome è più indicativo del nostro nome?

Le generalità sono il frutto della scelta di altri, presto o tardi, quando entreremo nel mondo del lavoro, quelle lettere diventeranno numeri. Un nomignolo, invece, è legato a un fatto realmente accaduto o a una caratteristica personale e in qualche maniera rivela la nostra reale identità.

Nella società dei consumi, dove tutti gli echi sono adulterati - Karl Marx è quello della cioccolata con lo strato di caramello e Che Guevara ha ucciso l’Uomo Ragno - l’identità diventa un tema centrale. Mantenerla ed essere coinvolti il meno possibile dall’ossessione di dover comprare, è una faccenda primaria.

Leopoldo Canapone, protagonista di Avvisiamo la gentile clientela, assiste quotidianamente alla processione di clienti infatuati dagli spot e dalle offerte promozionali. È anche uno che di soprannomi se ne intende, soprattutto, aveva un’identità. Aspirante attore, era sicuro che alla fine, sarebbe entrato negli Studi di Cinecittà. Sbagliò di poche centinaia di metri: anni dopo, timbrava il cartellino nel supermercato adiacente agli stabilimenti cinematografici, ma in fondo, era arte anche quella perché come addetto vendite, doveva indossare una maschera e sorridere al pubblico.

“Il cliente è un cliente fottuto e non un fottuto cliente”

Leopoldo Canapone

 

Leggi il Quarto capitolo

 

 

 

Downloads

  • icon
    AVVISIAMO LA GENTILE CLIENTELA - PDF GRATUITO

    Ogni aspetto della vita, in primo luogo la pubblicità, deve essere funzionale alla vendita. Gli affari sono affari. Il cliente è uno strumento per fare soldi e diventa un alieno. L'identità è l'argomento principale. Un soprannome è collegato a un evento reale o a un tratto personale e rivela la nostra vera identità.
    Leopoldo Canapone ogni giorno assiste alla sfilata di clienti infatuati dalle offerte promozionali. Da ragazzo sognava di diventare un attore ed era sicuro che sarebbe entrato nei Cinecittà Studios. Si sbagliava di qualche centinaio di metri. Anni dopo, timbrava il cartellino nel supermercato vicino agli studi cinematografici. Tutto sommato, anche quella era arte. Come addetto vendite, doveva indossare una maschera e sorridere al pubblico.

 

 

 

 


Gabbie

 

Siamo davvero liberi oppure restiamo prigionieri di noi stessi?

Leggendo le riflessioni di Omar Mumba, il protagonista di questa storia, viviamo reclusi nelle nostre restrizioni mentali e ci rimaniamo per buona parte dell’esistenza, imparando a muoverci negli spazi ridotti di quelle stesse sbarre.

In ogni tipo di sistema proliferano contraddizioni che diventano tradizioni da rispettare. La società in cui viviamo ha applicato la norma per cui possiamo essere felici, anche se gli altri non lo sono: tutto quello che devi fare, è di non essere tra quegli altri.

È un’equazione semplice, in fondo, eppure Omar sembra non imparare. Mantiene un singolare passatempo, se così si può chiamarlo: conservare dentro una grande busta, tutte le lettere provenienti da quelle strutture e associazioni presenti in luoghi dimenticati, dove ogni bisogno è assoluto.

Le legge continuamente, anche quando è in servizio nell’albergo presso il quale lavora e per questa ragione è sbeffeggiato da colleghi e superiori.

L’attitudine nei confronti del prossimo in difficoltà, lo rende intransigente ma soprattutto lo lascia solo. Le sue giornate passano tra l’ascolto della musica degli U2 e le faccende di casa, il lavoro e un’accusa ricorrente: chi è che buca le gomme alla macchina del suo capo?

 

Leggi gli Approfondimenti su Gabbie

Leggi Il Terzo capitolo

 

 

Pubblicazioni

Downloads

  • icon
    GABBIE - PDF GRATUITO

    In ogni sistema di governo le distanze tra ricchi e poveri proliferano e diventano tradizioni da rispettare. La società in cui viviamo ha applicato la regola per cui possiamo essere felici, anche se gli altri non lo sono. Tutto quello che devi fare è non essere tra quegli altri.

 

 

 

 


Storie di qualunquisti anonimi

 

Qual è l’attività principale nell’esistenza? Crescere? Affermarsi nella società? Trovare una strada propria?

Qualunque sia questo compito, Emilio Santini - il protagonista della storia - e i suoi amici, non vogliono saperne di andare avanti. Tengono duro, l’unica strada da loro conosciuta è quella del portone di casa, dove vivono fin dagli anni ’70, quando erano ragazzini, in un quartiere periferico di Roma.

Sullo sfondo del clima segnato dalle tensioni sociali, essi osservano scorrere la vita con indifferenza, convinti che darsi da fare non serva in questo sistema perché niente potrà cambiare. Hanno motivazioni sterili, hanno giustificazioni puerili, la vita gli va bene com’è, nel grigiore quotidiano si sono accomodati in prima fila per assistere al cambio delle stagioni.

Nella cronaca disordinata di eventi riportati che conducono al passaggio tra la prima e la seconda repubblica in Italia, Emilio e gli amici di sempre, si apprestano a vivere il nuovo corso appoggiando l’ascesa di un politico rampante. Il calcio e la musica rock sono le loro uniche ragioni di vita, ma credono di trovare nell’onorevole Andrea Franzoni, loro caro, vecchio amico, una scorciatoia alle difficoltà dell’umano vivere.

Emilio - un appassionato dei Beatles - guadagna pochi soldi come insegnante di chitarra, il Taciturno lavora quando ha voglia distribuendo volantini pubblicitari, il Bestemmia opera nella salumeria di un parente dopo le dieci e mai oltre le tredici, il Cobra si arrangia come autista in lavoretti poco leciti e Rigatone è un fotografo di musica rock.

C’è un conto in sospeso, però, che tutti hanno con l’uomo politico e questo li desterà dal lungo sonno regalando un assist per la rivalsa e arginare il cinismo maturato.

Storia di una generazione afflitta dal morbo di Pete Best.

“ Nessuno potrebbe essere John, Paul, George o Ringo, ma tutti siamo Pete Best e in una maniera o nell’altra ci siamo dovuti adattare con quel che era rimasto ”.

Emilio Santini

 

Leggi gli Approfondimenti su Storie di qualunquisti anonimi

Leggi il Capitolo otto

 

 

 

Downloads

  • icon
    STORIE DI QUALUNQUISTI ANONIMI - PDF GRATUITO

    Emilio è un insegnante di chitarra. Taciturno distribuisce volantini. Bestemmia lavora in una salumeria. Cobra è autista nell'ambiente della mala e Rigatone è un fotografo di musica rock.
    Emilio Santini e i suoi amici, hanno imparato a tirare avanti senza farsi più coinvolgere. Il calcio e la musica sono le uniche ragioni di vita. Le loro giornate scorrono lentamente, come se il tempo si fosse fermato all'adolescenza. Tutti vivono nello stesso posto da quando erano bambini. Hanno visto luoghi nascere e scomparire, politici e governi susseguirsi, ma questa volta qualcosa è diverso: c’è un conto in sospeso che ognuno ha con un politico rampante, il loro caro vecchio amico da tutti ricordato come l'Infame.

    Basterà a svegliarli dal sonno?
    Un testo per guardare il passato con tolleranza perché il concetto di tempo resta imperfetto: è tutto un lungo oggi.

 

Pubblicazioni

 

 


Stelle di polvere

 

Siamo noi gli artefici del nostro destino oppure le sue trame ci sfuggono e restiamo impotenti di fronte al fato?

Talvolta accade che nonostante un impegno feroce, i risultati non siano quelli sperati. Nel tentativo di non avere rimpianti si può sacrificare tutta la vita per accorgersi che il tempo non è buon amico di nessuno.

Riccardo Nola, il protagonista di Stelle di polvere, dopo un’infanzia crudele, scopre da adolescente che la recitazione può avere effetti terapeutici. Il sottobosco dello spettacolo, però, si rivela una selva oscura, dove non è facile orientarsi. Rick ha un talento naturale nello sbagliare la scelta di soci e compagni di lavoro. Questa dote lo accompagna nel percorso della sua carriera artistica.

Attore diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, il suo cruccio è di lavorare solo con gli spot pubblicitari, grazie ai pessimi uffici di un impresario dal nome nefasto: Al Sapone. Eppure, i suoi amici lo adorano, lo invidiano, scambiano la sua precarietà per avventura. In seguito a esperienze artistiche di poco conto, Riccardo è costretto a vivacchiare lavorando al mercato rionale, ma al cuor non si comanda: annoiato, si fa affabulare da un vago progetto del suo amico e collega Thomas Albergari di Polonghera, origini nobiliari e famiglia facoltosa.

Il piano consiste nel portare in scena (in realtà sulla strada, sui mezzi pubblici o nelle piazze), dei monologhi tratti da un libro sull’impresa dei Mille di Garibaldi, che li condurrà dalla capitale fino in Sicilia.

Mentre il Generale riuscì nell’intento di unificare il paese, però, le strade di Thomas e Riccardo prenderanno direzioni diverse.

Leggi il Terzo capitolo

 

 

Pubblicazioni

Downloads

  • icon
    STELLE DI POLVERE - PDF GRATUITO

    Hai sognato spesso di entrare nel mondo dello spettacolo, non è così?
    Riccardo Nola, il protagonista di questa storia, condivide lo stesso sogno.
    Riccardo ha avuto un'infanzia crudele. Scopre e s’innamora della recitazione, ma il suo cammino non sarà privo di delusioni. Il sottobosco dello spettacolo, per lui si rivelerà spietato, e la sua incapacità di distinguere gli amici dai nemici, condiziona la sua carriera.

    Le occasioni sono poche e Riccardo sarà costretto a lavorare nel mercato rionale, fino a quando non troverà una migliore opportunità. Quell'opportunità arriva prima di quanto possa immaginare. In cuor suo Riccardo non dimentica che il suo posto è sul palco. Il caro amico Thomas, lo coinvolge in un progetto alternativo che dovrebbe portare ricchezza e fama a entrambi.

 

 

 

 


Diario di un precario

 

Quante volte oltre a essere danneggiati abbiamo subito anche lo sberleffo?

La pubblica berlina, espressione di origine barbarica, consisteva nell’esporre un colpevole alla derisione generale. Era usata soprattutto nel medioevo ma, ahimè, non solo: Renato Calloni, protagonista di questa storia, è Il bamboccione. Ha l’unica responsabilità di aver perso il lavoro per colpe non sue e si ritrova a sopportare l’ulteriore peso di questo termine canzonatorio con implicite accuse di opportunismo.

Le giornate del precario Calloni, sono segnate dall’effetto devastante della svastica, com’era chiamata senza precisi motivi la polvere bianca nel suo ambiente. Lui mantiene dignità e rettitudine, ma facilmente raggirato, è coinvolto in un traffico che gli fa perdere l’occupazione, patendo i morsi di una società senza scrupoli.

Ricomincia con lavoretti di breve durata e orari che sconvolgono le sue giornate. Per usare le parole di Renato, ti guardi, ti annusi, decidi che non è nemmeno il caso di provare.
Nonostante la situazione lo costringa ai margini, lui riesce ad allargare i parametri della sua esistenza, dove aggiungere ancora degli spazi.

Leggi gli Approfondimenti su Il bamboccione

Leggi il Secondo capitolo

 

 

 

Downloads

  • icon
    DIARIO DI UN PRECARIO - PDF GRATUITO

    Renato Calloni è un bamboccione. Dura la vita di Renato: una sorella detestabile, dei lavori provvisori, due genitori che lo sopportano sempre di meno. Renato ricomincia a lavorare con occupazioni temporanee, e orari che sconvolgono le sue giornate. Anche l'incontro casuale con Vanessa, cameriera in un fast-food e studentessa universitaria, non si trasforma in una storia sentimentale: la precarietà è una condizione in cui le speranze abortiscono prima ancora di essere concepite. Renato, però, scoprirà come anche in condizioni ostili, sia possibile trovare dei nuovi parametri, come vivere soltanto per il presente.

 


Pubblicazioni

 

 


La rivoluzione che non c'è

 

E se noi provassimo a esulare personaggi dal contesto in cui vissero, catapultandoli nell’oggi? Che cosa succederebbe se gli equilibri come il tempo e lo spazio saltassero, e le leggende popolari s’intrecciassero con fatti accaduti?

Accadrebbe che personaggi, già incontratesi nella realtà si ritroverebbero per scriverne un’altra che, ovviamente, avrebbe un finale diverso. Se a questi personaggi ne aggiungessimo alcuni di fantasia, sarebbe La Rivoluzione che non c’è.

Nick La Puzza, attraverso una trama di miti universali e aneddoti personali, narra una storia improbabile in cui Ernesto Guevara, avendo letto un libro di Luciano Bianciardi (Ai miei cari compagni), risorge nel nuovo millennio per correggere degli errori tattici che lo scrittore gli aveva imputato.

Nell’anno 2012, il Che - sotto il nome di Ramon Benitez – giunge nel quartiere popolare dove vive Nick La Puzza. Guevara sceglie proprio quel sobborgo perché a causa del decentramento sta per essere demolito per far posto alla nuova zona finanziaria.

Gli abitanti del luogo, allo scopo di bloccare il progetto, hanno occupato gli alloggi destinati ai bancari e sotto la guida del Che e di altri personaggi, in parte storici, intendono oscurare il segnale televisivo e impadronirsi delle banche, come indicato dal Bianciardi, eletto teorico di questa ipotetica, sgangherata e allegra rivoluzione.

Leggi gli Approfondimenti su La rivoluzione che non c'è

Leggi il Sesto capitolo

 

 

 

Pubblicazioni

Downloads

  • icon
    LA RIVOLUZIONE CHE NON C'È - PDF GRATUITO

    Che cosa accadrebbe se gli equilibri come il tempo e lo spazio saltassero, e le leggende popolari s’intrecciassero con fatti accaduti?
    Ernesto Guevara risorge nel nuovo millennio. Giunge nel quartiere popolare dove vive il giovane Nick La Puzza, scegliendo quel sobborgo perché a causa del decentramento deve essere demolito a favore della nuova zona finanziaria. Gli abitanti del luogo, al fine di bloccare il progetto, hanno occupato gli alloggi destinati ai bancari e sotto la guida del Che, intendono oscurare il segnale televisivo e impadronirsi delle banche.

    Riusciranno questi poveri pazzi eretici, a espandere la loro allegra e sgangherata rivoluzione nel tessuto urbano del proprio quartiere?

 

 

 

 

Pubblicazioni


Iscriviti alla Newsletter