Poche regole per diventare normali

 

Poche regole per diventare normali

In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

Bisognerebbe insegnare ai ragazzi a diventare persone normali e non a diventare qualcuno.

Marcello Mastroianni dal film Stanno tutti bene

Ogni attore spiega che il segreto della recitazione sta nel nascondere che si sta recitando. Il più grave paradosso dei nostri tempi sono i numerosi eserciti di eccentrici in lotta tra loro. Ognuno ne ha un caso o più tra i parenti, gli amici e i conoscenti, e deve farsene carico.

Che cosa vuol dire essere normali?

Nella società, diventare qualcuno è, è stato e sarà l’attività principale. Bisogna evitare l’anonimato a qualunque costo. Non importa chi o cosa diventare, è fondamentale uscire dal buio.

Massimo risultato col minimo sforzo.

Ci sono coloro i quali sono disposti a qualunque patto pur di diventare qualunque cosa, ma non una cosa qualunque. Essere sportivo o artista sono profili ricercati. In verità, lo sportivo e l’artista di sacrifici ne fanno eccome. Tutti si concentrano sul risultato finale (i soldi, la notorietà), ma quando scoprono la lunga e tortuosa via per arrivare fin lì, preferiscono le scorciatoie.

Perché faticare tanto?

Nel campo artistico una particolare eccentricità è comune. Diceva Ambroce Bierce, scrittore e giornalista statunitense, che l’eccentricità è un metodo per distinguersi così facile che gli sciocchi vi ricorrono accentuando le proprie incapacità. Giorgio Armani offre una personale definizione: l’eccentricità è un pensiero che dà nuovo significato alla normalità, un modo per sviarla, ma deve essere istintiva o si percepisce una fatica che trasmette solo un senso di pesantezza. Penso che il mio gusto per l’eccentrico sia andato in parallelo con quello per il rigore. Il filosofo e scrittore Fabrice Hadjadj, sostiene che essere originale non significa essere eccentrico.

Ecco che cosa pensava Walt Whitman della semplicità: l’arte dell’arte, la gloria dell’espressione, il lume solare della lettura è la semplicità. Nulla è meglio della semplicità – nulla può scusare eccessi o mancanza di precisione. Procedere sul palpito dell’impulso, e sondare profondità intellettuali, e conferire a tutti gli argomenti le loro articolazioni sono qualità né comuni né molto insolite. Ma esprimersi letteralmente con la perfetta rettitudine e naturalezza dei movimenti degli animali e l’incontrovertibile purezza di sentimento degli alberi nei boschi e dell’erba lungo i sentieri, è il trionfo immacolato dell’arte. Se avete potuto osservare chi è riuscito a tanto, avete visto uno dei maggiori artisti di tutte le nazioni e di tutti i tempi.

 

Personalmente, non ho odio i presuntuosi, anzi. La presunzione, però, deve essere giustificata altrimenti si diventa soltanto degli arroganti che pur non avendo chiaro ciò che dicono, credono che sia giusto e vogliono imporlo.

Il mondo è pieno di persone assolutamente comuni che si agitano millantando capacità presunte. Spesso ne trovano in soggetti persi nella medesima situazione, pronti a tradirsi appena devono scegliere tra se stessi e il compare. Vivono nella sindrome di Dorian Gray con uno specchio o un’immagine – la propria – su cui ripetere come un mantra pillole autoreferenziali e preghiere pagane.

Nei meandri dell’inconscio, ognuno di noi cela traiettorie simili. L’esperienza arriverà in soccorso fino a farci guardare la nostra immagine senza pretese innaturali, portandoci a sfogliare, ogni tanto, l’album dei nostri errori, serenamente. Questo, a mio modesto avviso, è essere normali. Ciao!