Pinocchia – Gelosia

Leggi Anteprima Avvisiamo la gentile clientela su Create Space

arrow

 

 

 

 

- Buongiorno Pinocchia.

- Buongiorno direttore.

- Ho visto che avete battuto la spesa alla signorina Lola.

- Chi?

- Andiamo Pinocchia: la signorina Capovolta.

- Ah sì, una mia carissima amica.

- Ricordate quello che ha comprato?

- Mmm… due filoni di pane, cinque kg di pasta, un kg di salsicce…

- Ah! E come mai tutta questa roba?

- Perché? Forse un dipendente, quando finisce il turno, non può fare la spesa?

- Ve lo dico io cos’è: quella aspetta gente in casa!

- E allora?

- Sì, deve essere così, significa che ha ospiti. Vero, Pinocchia?

- E che ne so io?

- Avete detto che è una vostra carissima amica, quindi voi sapete se qualcuno la va a trovare…

- Ma che cos’è: un processo?

- Pinocchia, dunque: parlate!

- Siamo tutte persone libere e possiamo vedere chi vogliamo…

- Pinocchia, scegliete: o siete amico mio o siete amica della signorina Lola!

- In che senso amico mio? Lei così mi fa battere il cuore, sento già le farfalle nello stomaco…

- Pinocchia, come vi permettete?

- E allora io non parlo…

- Pinocchia, voi state coprendo quella donna, le conseguenze saranno terribili!

- Mi sta minacciando, direttore?

- Pinocchia, non mi fate perdere il controllo, che vi spacco la schiena!

- Uffa… bocca mia stai zitta!

- Pinocchia, parlate, ve lo chiedo per l’ultima volta!

- Direttore, io non capisco: se non foste sposato, direi che siete geloso…

- Voi non dovete capire, Pinocchia, voi dovete solo rispondere!

- Li conosco bene quelli come lei: vogliono solo accrescere il proprio harem. Crede di essere un sultano?

- Pinocchia, io sto soffrendo come un cane!

- Se lo merita. Andate tutti dietro a persone che non vi vogliono…

- Pensavo che avreste capito la situazione, credevo foste un... uomo… di mondo!

- Che cosa ci trova in quella smorfiosa?

- Per fortuna che la signorina Capovolta era una vostra amica: figurarsi se era una nemica!

- Che c’entra, direttore: la guerra è guerra…

- Non me lo aspettavo da voi questo atteggiamento, Pinocchia…

- Direttore, non faccia così, ma che sta piangendo?

- Io non piango mai, Pinocchia…

- Stasera io e lei ce ne andiamo al bar, ci prendiamo un cocktail guardandoci negli occhi e lei mi racconta tutto…

- Credete che sia una buona idea?

- Sì direttore, le farà bene.

- Ma sì, avevo proprio bisogno di parlare con qualcuno…

- Ah, ma io non sono qualcuno, direttore. Io sono un vostro amico…

- Grazie, Pinocchia, grazie.

 

SOMMARIO DI SUPERCASSIERI

 


LA CITTÅ SENZA USCITA SU AMAZON


Che cos’è una città senza uscita e chi c’è dietro una sigla aziendale?
La città senza uscita è un centro commerciale che ha soppiantato la vecchia metropoli, in un tempo indefinito. Attraverso le vicende di Leopoldo Canapone, il dipendente col più alto numero di provvedimenti disciplinari, emerge il profilo dell’addetto vendite, una figura che, oltre la lealtà verso l’impresa per cui opera, è una persona come tutte, compreso il cliente con il quale entra in contrasto. Canapone, idealista stanco e presuntuoso, terrorizza la clientela suggestionandola con la cattiva qualità dei prodotti, inducendola a non tornare. Il suo atteggiamento va a minare il marchio, che è cosa sacra.
È soprattutto la storia di una persona che per ragioni di sopravvivenza coesiste con un lavoro che non ama. Questo conflitto si snoda lungo una narrazione amara e beffarda, dove tecniche di vendita e slogan stordiscono il dipendente, minando la sua identità personale in nome della fedeltà a un gruppo commerciale.
Quando il caso regala a Leopoldo una sterile notorietà, i superiori scoprono che le sue provocazioni fungono da veicolo promozionale. Canappa, come lo chiamano i colleghi, si trova inserito in un sistema da dove è impossibile fuggire perché il consenso non si può combattere. Il suo momento di celebrità, però, volgerà presto al termine e le vicende lavorative resteranno sospese. Come la vita.