Passioni

 

 

Ci sono molte fasi che nella vita non supereremo mai. Mi viene in mente il film Febbre a 90°, quando il padre, nel rispondere al figlio che gli chiede di accompagnarlo per l’ennesima volta allo stadio, gli dice: credevo che avessimo superato questa fase.

Noi non supereremo mai questa fase, è la risposta solenne del ragazzo.

 

Mio nonno, Peppe, amava i cavalli perché da giovane ne montava uno e la passione gli è rimasta dentro. Quando si abbandonava ai ricordi, me ne raccontava guardando fuori della finestra. Gli brillavano ancora gli occhi.

Mio padre lavorò tutta la vita in sella alle sue motociclette. Quando incontrava qualsiasi centauro, si intratteneva per un tempo indefinito a condividere impressioni su marmitte o frizioni. Nonostante ciò (o proprio per questo), non regalò mai un motorino a suo figlio, perché, diceva, ne vedo tanti che finiscono sotto il tram, ma è un altro discorso. Per gran parte della sua vita, la moto restò un prolungamento del suo corpo.

Riguardo a me, almeno una volta al giorno, devo ascoltare la voce di uno dei Beatles, che sia una vecchia intervista o un brano. È questa la fase che io non ho mai superato. Ormai credo sia una patologia.

Le passioni sono fasi che sviluppano ulteriormente. Quella per i Beatles si tramutò nell’amore per la musica in generale. Per anni ho tentato di emulare chiunque davanti allo specchio, senza trovare un diavolo cui vendere l’anima.

Le passioni sono dei tratti distintivi che lasciano una traccia di noi stessi. Talvolta, sono il motivo del nostro soprannome.

La passione per le cose che amiamo, sarà un’amica fedele che darà qualità alla nostra esistenza e, spesso, ci salverà da giornate senza un’apparente uscita. Perché è vero che, per parafrasare Pablo Neruda, evitando, si muore lentamente.

 

 

Vita o commedia quotidiana che sia, si finge e si mente solo a se stessi. Ogni tanto mi capita di pensare anche a Thomas Albergari. Noi non ci siamo più sentiti. Nonostante il veleno che monta dentro di me, l’aspetto che non riesco a rimuovere è l’aver alimentato invano una speranza, perché ti senti un coglione a esser stato veramente felice, anche se solo per un attimo. Oh, ma si tratta pur sempre dei miei giorni più belli.

 

Stelle di polvere

 

 

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