Lo scemo del villaggio – La felicità è una scelta

 

Lo scemo del villaggio

 

E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.

Antoine de Saint-Exupéry – Il piccolo Principe

Spesso, associamo alla felicità l’assenza di preoccupazioni, di responsabilità, e anche una particolare deficienza: come si può essere sereni, in un mondo in cui le prospettive per il futuro sono intangibili? Lo scemo

Inesperienza, ingenuità, superficialità: queste le accuse di chi vive confortato nella propria aridità d’animo, verso il tipo con la testa tra le nuvole.

La figura dello scemo del villaggio, da sempre stimola il sarcasmo. Viviamo in una società in cui il cinismo è elevato alla massima espressione e avere passioni, speranze, star bene con quello che si è, comporta anche un margine largo di vulnerabilità, sia perché si diventa un bersaglio troppo visibile e sia perché distruggere, è più facile che costruire. Lo scemo

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Voler convincere gli altri di essere felici è dannoso. Il giudizio altrui è un processo che condiziona, in molti casi ostacola e fa più danni di un drink alla varechina.

Da giovani, quasi tutti guardavamo con raccapriccio all’anno di servizio militare, inquadrandolo come un caleidoscopio di obblighi e convenzioni. Fino a poco tempo prima avevamo battuto ogni cadenza e tenuto il passo nella nostra comitiva, preoccupati di non stonare, attenendoci rigidamente alle sue regole e alle sue consuetudini. Avremmo continuato a farlo anche dopo la naia, in una dimensione diversa. Non cambiava nulla, in realtà. Notavamo le differenze solo perché spostati dal nostro ambiente e posti in un altro, ma con le medesime dinamiche.

La necessità di essere accettati è un’emergenza di cui bisogna sbarazzarsi al più presto se si vuole scoprire se stessi e arrivare a splendere. A molti, in qualche fase della vita, è capitato di dipendere e di pendere dalle labbra di chi mostra ostracismo o indifferenza, e di sprecare il proprio tempo a chiedersi il perché di un tale atteggiamento. La verità è che c’è sempre uno che cercherà di non farti alzare da terra perché lui non è riuscito a volare.

La felicità non si esibisce, al più si percepisce. Chi è felice sorride dentro. È un lavoro che richiede una preparazione essenziale a fronteggiare il proprio scetticismo e il vecchio sé, l’ostilità di un falso miglior amico, di un familiare, del gruppo da cui ci si allontana e in genere da tutte le difficoltà in agguato. Essere felice, appunto, non significa non avere problemi, ma convincersi di possedere le capacità di risolverli e, qualora non si riesca, sapere che una sconfitta non farà di te un perdente.

Se c’è una lezione che ho imparato, è che non porterai tutti quanti a vedere il tuo giardino. Lo hai curato, pulito, innaffiato. Hai scelto tu, le rose più belle e di sera, quando calava il sole, gli parlavi. Qualcuno continuerà a pensare che tu sia soltanto lo scemo del villaggio, e probabilmente questo è vero, ma non fino al punto di farti calpestare le aiuole e rovinare il giardino.

 

La felicità è uno stato mentale in cui abbiamo pensieri piacevoli per buona parte del tempo.

John A. Schindler

 

 

Lo scemo

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