Libertà di parola e libertà di pensiero

 

 

Le persone chiedono la libertà di parola come compensazione per la libertà di pensiero che raramente usano.

S. Kierkegaard

 

Soren Kierkegaard, filosofo, scrittore e teologo danese, è considerato dagli studiosi come la genesi dell’esistenzialismo.

Il suo aforisma, in forma sintetica, si potrebbe definire come la facoltà di sparare sciocchezze senza filtro del pensiero: Io parlo pure se non  penso. L’hashtag sarebbe #tantoperdirequalchecosa.

Potremmo sovrapporre a questo concetto, quello espresso da Nanni Moretti nel film Palombella rossa, dove prendeva a schiaffi una giornalista, dicendo che le parole sono importanti.

Intendeva, Moretti, il tentativo di esprimersi uniformandosi a un linguaggio arricchito da termini fuorvianti, rilevando l’impoverimento di un pensiero ormai conformato alla dialettica di… tendenza.

Società

Nella società moderna (e in fondo in ogni tipo di società), il pensiero stesso è o è stato condizionato da innumerevoli fattori: l’educazione familiare e quella scolastica, la religione e le credenze popolari, gli amici e l’ambiente di lavoro; da una particolare situazione politica e sociale, dal passaggio dalla società contadina alla civiltà industriale, e poi dalla pubblicità, dalla tv e dal web.

Potremmo paragonare la nostra mente a una terra soggetta alle mutazioni climatiche. Il riscaldamento della sfera terrestre sta producendo catastrofi, quali lo scioglimento dei ghiacciai, delle calotte polari e conseguente innalzamento delle acque, temperature sempre più torride, alluvioni, erosione delle coste.

Reazioni

Immaginiamo, quindi, le reazioni del nostro cervello al bombardamento quotidiano di notizie politiche, di cronaca, a consigli di vario tipo, spesso, magari, proprio quelle informazioni che s’incontrano con le nostre presunte esigenze, da cui, ovviamente, la mente è attratta in modo più netto per restare fedele a un’immagine che abbiamo di noi stessi.

Spesso, però, l’immagine che abbiamo di noi stessi, non è reale così come potrebbe non esserlo il convincimento che gli altri hanno di noi. Ecco perché, rendere la nostra mente più impermeabile, entro limiti ragionevoli, al condizionamento esterno, può rappresentare un avvicinamento alla nostra essenza reale e creare presupposti per ipotizzare una vera indipendenza.

Durante il periodo della ferma obbligatoria, pensavo che giammai avrei firmato per intraprendere la carriera militare, perché non volevo essere rinchiuso negli stereotipi del soldato. Poi, ho passato buona parte della mia vita in un’azienda, compresso da orari e regolamenti, da livelli e gerarchie, svilito in un ambiente regolato da atteggiamenti di compiacimento tanto verso la parte direttiva quanto verso la parte – che avrebbe dovuto essere – opposta, cioè quella sindacale. Non cambiava molto, in realtà. Ero un soldato civile. Tutto qui.

Attualità

Oggi siamo abituati ad avere ogni cosa e a realizzare ogni desiderio, come la società sembrerebbe imporre. Abbiamo tutto, siamo al sicuro dentro la certezza delle nostre convinzioni, dominati e appagati dall’orgoglio, eppure ci manca una cosa: il dubbio. Per questo motivo non chiediamo scusa quando sbagliamo, ma paradossalmente, conserviamo l’istinto di giustificarci per quello che non siamo.

 

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