Lettere dal Johnny’s pub – Sutcliffe

 

In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

Non riesco a dormire stanotte. C’è un tipo che abita nell’appartamento sopra il pub. Lui torna a casa sempre molto tardi, quando il mio negozio è ormai chiuso. Oh, sapete come sono le mura che dividono i locali: sottili come fogli di carta e potresti scriverci tutte le impressioni che provi, quando non prendi sonno. Beh, questo tizio che torna molto tardi e che io non ho mai visto in faccia, indossa degli stivali di cuoio che, nel silenzio della notte profonda, producono un gran trambusto sul pavimento. Seguo il peso dei suoi passi mentre si sposta da una stanza all’altra ed è come se lui, in quell’incedere a volte nervoso e altre volte lento, rivendicasse di esistere.

 

– Non è facile vivere nell’ombra, Johnny.

 

La voce che sento, viene dall’altro lato del pub, che è al buio. Il tipo lo riconosco all’istante, ma io l’ho visto solo nelle foto: non ha avuto il tempo di mostrare la sua luce. Lui ha preceduto il più grande frastuono musicale di ogni tempo. Mai così beffarda e indecifrabile fu la sorte. La vita, in alcuni casi, è così crudele che è impossibile qualsiasi bilancio delle perdite. Lo guardo e sorrido. Sorride anche lui; indossa degli occhiali scuri e porta con sé un blocco da disegno e un astuccio nero che presumo contenga pastelli e matite. Sta leggendo un libro di cui non resco a vedere la copertina e tiene chiuso un altro testo di Gregory Corso.

 

– Ciao Johnny – mi dice.

– Oh, piacere di fare la tua conoscenza.

– Bello il tuo locale.

– Grazie. Posso… offrirti una birra?

– Sì, va bene.

– Johnny – dico a Johnny B. Strong – due rosse a questo tavolo, per piacere.

– Stanno viaggiando – risponde.

 

Il tipo si alza e guarda le pareti. Le accarezza, poi mi fissa e sorride ancora. Sfila dei pastelli dalla sua custodia. Posso? Mi chiede. Tu puoi fare tutto quello che vuoi, rispondo.

 

– Sì, ma non essere così compiacente – dice ridendo.

– Oh, anche tu con questa storia…

 

Comincia a disegnare sull’unica parete spoglia. Sembra posseduto. Lentamente, il murales comincia a prendere forma: quattro tizi di spalle, con i corpi da insetti e la testa da umani,  guardano un vulcano in eruzione da cui esplodono note musicali.

 

– Ti piace? – Mi chiede.

– Bello – rispondo.

– È la cima delle cime delle grandi cime – risponde lui.

– Oh… è bello avere una tua testimonianza nel mio pub.

– Ognuno nella propria vita è costretto a battere i piedi per dimostrare di esistere. La domanda quindi è: ma perché bisogna fare tutto questo rumore per chiedere un po’ d’amore?

– Già. Hai ragione. Purtroppo, io non so rispondere alla tua questione.

– Oh, tranquillo, Johnny. Nemmeno io. Assaggiamo la tua birra?

– Sì: beviamo!

 

Si toglie gli occhiali. Bagna le labbra. Sorseggia, chiude gli occhi e assapora.

 

– Buona, è un’opera d’arte la tua birra rossa!

– Davvero?

– Ma certo! Penso ce ne voglia un’altra, Johnny.

– Sicuro. Johnny? – Dico a Johnny B. Strong – Altre due!

– Stanno viaggiando, Johnny – risponde lui.

– Grazie, Johnny – dico io.

– È proprio un bel locale questo Johnny – fa ancora il pittore guardandosi intorno.

– Ci ho messo dentro tutto me stesso.

– Mi ricorda molto il Jacaranda, sai?

– Davvero? Il Jac…

– Sì, c’è una bella atmosfera.

– Le tue parole mi fanno veramente felice.

– Già, le parole – dice lui chiudendo il libro che stava leggendo.

– Oh… cos’è?

– Ferlinghetti.

 

Restiamo col silenzio nell’aria e la fragranza delle nostre birre nella gola.

 

– Sai Johnny? Mi dispiace di non averti fatto dormire.

– Cioè?

– Sono io quello degli stivali.

– Sei tu che abiti sopra il mio pub?

– Diciamo che cercavo di attirare la tua attenzione.

– Ora siamo amici, puoi venire quando vuoi.

– Grazie Johnny. Ti lascio questi – mi dice sfilando gli stivali.

– Beh, stanno bene ai piedi di questo murales come segno del tuo passaggio.

 

 

I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper

 


I MIEI LIBRI SU STREET LIB



Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore o la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, “creature di sangue caldo e nervi”, come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.


Raymond Carver