Lettere dal Johnny’s pub – Smith

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In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

Possiedo cose che sono immaginarie e ho raggiunto una consapevolezza: sono soddisfatto e non lo sapevo. Sì è paradossale, ma solo in apparenza. Quando cade l’inconsapevolezza, la consapevolezza ti appare nella sua equa dimensione.

Ero davanti a una vetrina di abbigliamento e guardavo senza interesse maglioni, felpe e pantaloni. Ho pensato da quanto tempo non compravo un capo di vestiario. Anni prima, quando non mi sentivo a posto, spendevo soldi acquistando compulsivamente qualsiasi cosa: vestiti, film, profumi. Lo facevo di continuo, possedere acquietava per un po’ di tempo la mia insicurezza, ma quando il suo livello scendeva, dovevo tornare a spendere. Poi, non ricordo bene quando, questo processo s’è fermato. Probabilmente ho acquistato tutta la musica che era possibile e adesso mi basta così. Mi trovo in questo posto dalle cose immaginarie, non possiedo nulla concretamente, ho solo quello che mi occorre. Me ne frego del mio aspetto, o meglio, ci tengo il minimo ragionevole, sto imparando a superare le chiacchiere della gente, sono soltanto quello che sono. È vero che sono solo, ho frequentazioni soltanto nel mondo della fantasia e non riesco ad andare a tempo con la realtà. A parte questo, mi sento bene.

 

- Oh, è un bel profilo, Johnny.

- La grande poetessa!

- Sono solo una che lavora.

- L’unica poetessa, in realtà...

- Mi hanno avvertito che sei troppo compiacente, Johnny.

- Amo chi supera il concetto di personaggio per essere solo una persona. E tu lo sei.

- Anche tu, mi piace chi si accetta per quello che è.

- Sei troppo compiacente …

- Non l’ho già sentita questa?

- Sì, è il mio capo d’imputazione…

- In questo posto si beve birra rossa, vero?

- Certamente.

- Una, per piacere.

- Johnny? Birra rossa a questo tavolo.

- È in viaggio, Johnny – risponde Johnny B. Strong.

Johnny B. Strong, s’avvicina con due pinte di birra. La guarda e dice: è un vero piacere, Mrs. Smith. Lei sorride: il piacere è mio. Johnny B. Strong s’impegna in un inchino improbabile e torna dietro il banco. Mette musica in sottofondo: Because the night, che con tutta la ricchezza di materiale a disposizione, dev’essere il primo che ha trovato.

 

- Oh Gesù: non l’ho mai visto fare una cosa del genere, a nessuno! – Le confido io.

- La compiacenza è il criterio con cui scegli il personale, a quanto pare! – Ride.

- Sembra di sì!

- Bello questo locale, è tranquillo. Il posto ideale per sedersi e raccogliere appunti. Io vivo di parole, Johnny.

- Oh, le tue parole… molti dicono che la musica è importante, che nasce prima…

- Non è un processo standard. E poi, per me è diverso. Ho sempre amato la scrittura, quindi…

- Hai dei testi molto potenti…

- Mmm…

- People have the Power è forte, Mrs. Smith. Il fatto di sognare e di cacciare i folli…

- Oh Yeah…

- Io ho sempre visto il rock come un grande partito internazionale…

- Che partito?

- Politico.

- Bah… non so se sono d’accordo…

- Perché?

- Io non sono un politico, cerco solo di comunicare. Sono i politici che gestiscono le risorse, pure se hanno anche equilibri e interessi vari con cui fare i conti.

- Quindi?

- I cambiamenti avvengono sempre in un periodo dilatato di tempo. Seguendo queste trame, il musicista rock rischia di fare il donatore di speranze vane, può far leva sull’opinione pubblica e prestare la sua faccia, ma poi la politica ha i suoi tempi biblici. In realtà, l’essere umano ama complicarsi la vita.

- Già, quest’ultimo concetto riassume un po’ tutto…

- Bisogna andare avanti e non mollare, Johnny…

- Immagino che non sia stato facile per te...

- Beh, avevo due figli quando ho perso mio marito, un conto bancario in rosso come questa birra. Dovevo lavorare e badare ai ragazzi. Problemi quotidiani come qualunque donna. Non è stata come la vita di una star, piuttosto sembra il diario di una casalinga.

- Tu sei…

- Ascolta: mi dispiace di non rispondere al cliché che tu hai di una musicista, ma…

- Stai scherzando? Io nei musicisti cerco proprio la normalità, anche se questo può deludere qualcuno, ma non me!

- Bene, Johnny.

- Oh, è così, puoi giurarci.

- È buona questa birra.

- Beh, è solo una normale birra rossa, come tutte le altre…

- Ah, ah, ah…

- Perché ridi?

- Oh, non offenderti, ma…

- Cosa?

- Una normale birra come tante altre: cerchi di essere coerente per compiacermi ancora?

- No, è che… beh…

- Non c’è niente di male nell’eccezionalità, quando è autentica: questa birra è proprio buona.

- Eccezionalità… come incontrare il Papa?

- È uno che porta la sua croce, nel bene e nel male. Del resto, tutti portiamo una croce, giusto Johnny?

- Tu riesci a semplificare tutto: è straordinario!

- Bel paradosso, Johnny, complimenti…

- Oh, lo so, a volte sono così goffo…

- No, è divertente. Davvero.

- Grazie.

- Non hai una ragazza, Johnny?

- Io?

- Sì, tu.

- No.

- Qual è il problema?

- Non lo so.

- Mmm…

- Io ho bisogno di stare tranquillo, non riesco a seguire i ritmi della vita. Osservo, ma non riesco a partecipare. Mi spiego?

- Credo di sì. Eppure un giorno troverai una ragazza, Johnny.

- Oh… magari anche io le suonerò Because the night!

- Bella scelta, Johnny. Buona fortuna!

 

 

I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper
  16. Il chitarrista diabetico
  17. Bob Marley
  18. A Johnny B. Cool non piacciono i Queen
  19. Il chitarrista irascibile

 


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GABBIE - Le giornate di Omar Mumba passano tra l’ascolto della musica degli U2 e le faccende di casa, il lavoro e un’accusa ricorrente: chi è che buca le gomme alla macchina del suo capo?



LA CITTÅ SENZA USCITA - Leopoldo Canapone è il dipendente col più alto numero di provvedimenti disciplinari. È la storia di un persona impegnata in un lavoro che non ama.



IL BAMBOCCIONE - La precarietà è una condizione in cui le speranze abortiscono prima di essere concepite.