Lettere dal Johnny’s pub – Richards, Belushi, Brown

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In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

Le cose che possiedo sono immaginarie, ma quelle che mi fregano sono reali. I camerieri del Johnny’s pub, Johnny B. Strong e Johnny B. Cool, i due cuochi, Johnny B. Bup e Johnny Stand By, si uniscono in libera associazione e rivendicano diritti: ferie e permessi retribuiti, riposi.

Da stamattina si protrae una sterile discussione in cui io tento di farli ragionare.

 

- Questa iniziativa del Johnny’s pub è come una missione, cioè dovreste sentirvi coinvolti, noi tutti siamo Johnny, mi spiego?

- Già, però tu vuoi fare il capo – dice B. Cool.

- No… beh, pensavo che fosse sottointeso – rispondo – del resto, fra tutti noi, io sono il più…

- Il più, cosa? – Mi chiede minaccioso Johnny B. Strong.

- … no, solo il più…

- E allora? – Fa B. Cool.

- Io sono il più adatto a gestire… dopotutto l’idea è mia!

- E poi non ci provare – rincara B. Bup – la storia della missione per conto di Dio è già stata scritta!

- Noi siamo una grande famiglia, Johnny – dico io a tutti e quattro.

- Sei bravo con la retorica – dice Johnny Stand By.

 

Scende il silenzio. Ognuno si serve una birra per riflettere. Una Limou bianca parcheggia proprio davanti al Johnny’s pub. Scendono tre tipi e uno mi pare di riconoscerlo. Entrano.

 

- È permesso?

- Oh, salve Mr. Richards. Mi dispiace, è chiuso.

- Sei impazzito? Sono venuto con degli amici…

 

Li guardo tutti e tre e resto immobile.

 

- Hello, Johnny, tutto bene? – Dice il nero.

- Johnny B. Boogie, amico mio, siamo venuti per fare un po’ di baldoria! – Dice il robusto.

- Oh, è un tale onore… - rispondo.

- Oh, non essere così compiacente – fanno loro due in coro.

- Abbiamo saputo che qui si beve e che… hai della meravigliosa erba medica… - fa il robusto.

- Beh, sì, ma…

- Che problemi ci sono? – Mi chiede Mr. Richards.

- Il personale mi sta ammutinando… - rispondo.

- Come sarebbe? – Chiede lui.

- Vogliamo ferie, permessi, riposi… - dice Johnny B. Bup a nome di tutti loro.

- È giusto – mi dice il nero – i fratelli hanno ragione. Non dirmi che tu sei uno di quelli che sfrutta il lavoro degli altri o ti faccio ragionare io a forza di calci…

- Sai qual è il problema del tuo locale, Johnny? – Dice Mr. Richards.

- Dimmi… - rispondo.

- Va bene la birra, bello il pub, buona la musica…

- … anche l’erba medica… - fa il robusto.

- Sì, bello tutto – riprende Mr. Richards – però… - fa una pausa, si guarda intorno sconcertato sputando fumo dalle narici.

- Però? – Chiedo io.

- Però… dovresti assumere qualche ragazza, Johnny – sentenzia Mr. Richards.

- Già – fa il nero indicandoci – voi siete tutti uomini.

- Perché siete tutti uomini? – Ci chiede il robusto.

- Perché non siamo donne… ma che cazzo di domanda è! – Risponde Johnny Stand By.

- Intendevo dire: perché in questo pub non ci sono donne, idiota! – Fa il robusto.

- E poi – gli dice Johnny B. Strong – anche voi siete tutti uomini.

- Che c’entra – replica il robusto – noi siamo quello che siamo.

- Giusto – aggiunge il nero – non vorrete certo fare un paragone con noi!

- Vai a prenderlo nel culo! – Fanno loro quattro in coro.

- B. Boogie – mi dice perentorio il nero – fai bene a non concedere diritti a questi quattro stronzi!

- Ah, ma noi i diritti ce li prendiamo da soli! – Urla Johnny B. Cool.

- Calma, gente… - dice Mr. Richards. – Ok, Johnny. Hai bisogno di ragazze in questo locale. Le donne migliorano la vita, capisci?

- Sì, ma anche l’erba medica migliora le cose – suggerisce il robusto.

- Sì, anche l’erba medica – sogghigna Mr. Richards.

- Dunque? – Chiedo io.

- Dunque – continua Mr. Richards – devi prendere delle ragazze, Johnny. Il tuo business crescerà…

- Eh, ma dove le trovo delle ragazze? – Chiedo io.

- Lui conosce molte ragazze – fa il nero indicando Mr. Richards.

- Oh, potrei darti una mano, Johnny – dice Mr. Richards. – Accompagnami a vedere gli altri ambienti del locale. Hey ragazzi – dice lui al nero e al robusto – faccio un giro con Johnny…

- Bene – dicono loro.

 

Ci allontaniamo e lo porto a vedere i bagni, la cucina e anche il magazzino.

 

- Potrei organizzarti degli stage, poi la ragazza la scegli tu – dice Mr. Richards.

- Bene – rispondo.

- Sai Johnny, io metterei qualche tavolo in più, magari anche di fuori…

- Non c’è n’è bisogno, Mr. Richards…

- Sarebbero dei privè, Johnny…

- Cioè?

- Mi piace pensare che quando io vengo a trovarti, il mio tavolo sia libero. È un capriccio, Johnny, mi capisci?

- Sì, credo di sì…

- E poi io ristrutturerei la cucina, Johnny…

- La cucina va bene così, Mr. Richards…

- Lo so che va bene, Johnny, però se io dico che la ristrutturerei, tu non dovresti contraddirmi, se mi vuoi bene veramente… mi sono spiegato, Johnny?

- Effettivamente, anche io credo che la cucina vada ristrutturata, Mr. Richards…

- Benissimo, Johnny, come vuoi tu. Vorrà dire che ristrutturerò la cucina…

- Ok Mr. Richards. Dovrò chiamare una ditta.

- No, Johnny, ma quale ditta… lo farò io e tu mi aiuterai.

- Bene, ma io non so fare il muratore o l’imbianchino…

- Ci penserò io, Johnny, tu dovrai solo guardare me…

 

I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper
  16. Il chitarrista diabetico
  17. Bob Marley
  18. A Johnny B. Cool non piacciono i Queen
  19. Il chitarrista irascibile

 


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Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve allargarle. Un libro deve essere un pericolo. A cosa serviranno mai i libri? A imparare? No di certo, per imparare basta andare a scuola. No; io credo che un libro debba essere davvero una ferita, che debba cambiare in qualche modo la vita del lettore. 

Emil Cioran