Lettere dal Johnny’s pub – Jagger

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In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

Brutti presentimenti. Ho parlato troppo e quando ti esponi, sei vulnerabile. Ho ideato questo posto proprio per non avere guai. Le suggestioni negative sono dei morbi che bisognerebbe stroncare sul nascere per evitarne la proliferazione: un condizionamento prende il possesso della tua mente e questa paralizza il tuo corpo lasciandoti in balia di una minaccia che è soltanto virtuale. La successione dei tuoi comportamenti, influenzati da quello stato di tensione, è tale che i fatti tanto temuti, alla fine, accadano veramente. Oppure, molto più semplicemente, ho fumato troppo e l’erba medica non era esattamente priva di sostanze allucinogene…

 

- Hello Sir.

- Permetti che mi presenti?

- Oh, non c’è n’è bisogno…

- Sono un uomo raffinato…

- Lo so bene…

- Ok Johnny. Ti piace giocare con le tenebre?

- Oh no, non oserei mai…

- Eppure l’hai fatto, Johnny…

- Io? Mai, posso giurare…

- No, Johnny, non giurare…

- Se ti riferisci all’incontro con Mr. Richards…

- Keith è mio fratello, Johnny…

- Beh, certo, lo so bene…

- Oh, giocare con la mia fama, Johnny, che squallore: dopo quello che ho fatto per te…

- Prego: cosa avresti fatto per me?

- Io canto anche per te, Johnny…

- Oh, beh… questo mi sembra un po’ speculativo…

- Johnny, Johnny… come hai potuto farlo?

- Ecco, ci deve essere stato un equivoco, eppure, io mi scuso lo stesso…

- Johnny: non essere così compiacente…

- Ti chiedo doverosamente scusa…

- Guardami Johnny: dritto negli occhi!

- Oh… oh… uh… ooooo… uuuuh… uah… oh yeah…

- Ti piace Johnny?

- Oh… Uh…

- Ok, Johnny. Lo vedi? Mi sto approfittando di te.

- Oh… oh… per Giove!

- Hai avuto la prima lezione.

- Di quale lezione parli?

- Un amplesso comincia dalla testa, Johnny.

- Uh… oh…

- Ancora un po’, Johnny?

- Oh…

- No, basta. Così impari.

- Oh…

- Seconda lezione: decido sempre io, come e quando; e quanto. Ok?

- Ok.

- Non dimenticarlo.

- Va bene.

- Apparecchiami un tavolo e portami da mangiare, Johnny. Ho una fame bastarda!

- Vuoi anche bere?

- Secondo te?

- Birra rossa?

- Birra rossa va bene… oh, ma in che cavolo di posto sono capitato!

 

Apparecchio il tavolo e lo servo personalmente. Lui sembra contrariato.

 

- Comunque, ci tengo a farti sapere, che io non ho mai giocato con la tua fama…

- Ah no?

- No!

- E quello che hai detto a Mr. Cita?

- Che figlio di puttana! È stato lui a dire che hai preso il suo modo di danzare…

- Bene Johnny. Guardami.

 

Si arrampica sulle travi del soffitto come una vera scimmia, fa tutte le sue mossette da scimmia, prende una banana finta dal cesto di frutta di plastica e poi me la tira in faccia, batte le mani come una scimmia, e poi, farfuglia (e canta anche) come una scimmia. Alla fine si blocca. Mi fissa negli occhi.

 

- Hai visto, Johnny? Ti sembro una scimmia?

- No!

- Così va bene, Johnny.

- Anzi, secondo me, è la scimmia che ha copiato il tuo modo di danzare…

- Certo, Johnny. È così.

- Sicuro. Nessun dubbio su questo.

- Bene Johnny. Hai avuto la tua terza lezione.

- Oh… cioè?

- È il potere della persuasione.

- Che cos’è?

- Oh, lascia fare. Fai la cuccia e lasciami mangiare…

- Va bene.

- Hey, Johnny…

- Dimmi…

- Dovresti smettere di fumare quella robaccia… puzzi da far schifo!

- Mi dispiace…

- Gradirei un certo decoro, quando mi servono da mangiare…

 

I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper
  16. Il chitarrista diabetico
  17. Bob Marley
  18. A Johnny B. Cool non piacciono i Queen
  19. Il chitarrista irascibile

I MIEI LIBRI SU iTUNES



Nato in una città del Lazio, capitale di Stato, bagnata da un fiume, costruita su sette colli, della quale preferisce non fare il nome per questioni di privacy.
Enrico Mattioli inizia come umorista, ma un’esperienza come delegato sindacale di base, lo fa appassionare ai temi legati agli ambienti lavorativi. Umorismo e sociale, quindi, convivono nei suoi scritti.
Trent’anni di lavoro al pubblico come addetto vendite di un grande gruppo commerciale, gli hanno permesso di affinare la capacità di tratteggiare i profili dei suoi personaggi.