Lettere dal Johnny’s pub – Il chitarrista irascibile

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In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

 

Sono immaginarie le cose che possiedo. Dicono che la vera felicità sia liberarsi dei beni materiali, un concetto fuori dalla logica dei nostri giorni. Il mondo è strutturato perché si accumuli in abbondanza e la felicità è strettamente legata all’accumulare delle cose.

 

- Ciao. È qui che si fanno provini?

- Sì, tu suoni la chitarra?

- Io suono ogni tipo di chitarra. Permetti che scarico la mia roba?

- Fai pure.

 

Sembra un tipo dai modi spicci. È avanti con l’età e ha i capelli tinti, ma sono tinti male. Si riconoscono larghe striature bianche sull’attaccatura del cuoio capelluto. Io, al suo posto, sarei imbarazzato. Continua a scaricare chitarre e amplificatori, mi sorge il dubbio che abbia scambiato il mio pub per un negozio di articoli musicali.

 

- Ascolta: sei da solo e siete un gruppo?

- Perché?

- Vedo tanta roba, hai scaricato molta strumentazione…

- … e allora?

- Nulla, esprimevo un…

- No, a me sembra che tu mi stia giudicando e questo io non te lo permetto!

- Se accetti di sottoporti a un provino, è implicito che qualcuno debba giudicarti…

- No, ma tu vuoi giudicarmi come persona…

- Ti stai sbagliando…

- Lo vedi? Ancora non ho finito di scaricare la roba e tu già credi che io sbagli…

- Come sarebbe che non hai finito di scaricare? Basta così, credimi: non c’è bisogno di mostrarmi altre chitarre…

- Beh, lo decido io quando ho finito di scaricare la mia roba…

- No, se permetti, questo lo decido io, mi hai riempito il locale di custodie…

- Tu devi lasciarmi esprimere, l’artista sono io…

- E chi dice il contrario? Adesso basta, però, prendi una chitarra, attacca un amplificatore e fammi ascoltare qualcosa!

- A me non piace il tuo tono, hai capito?

- Amico, stai parlando molto. Troppo…

- A me non piacciono le persone con i pregiudizi…

- Ok. Hai finito la lista delle cose che non ti piacciono? Vorrei ascoltare un po’ di musica…

- Tu hai troppi problemi, ragazzo…

- Io?

- Sì, tu.

 

Rifletto. Temo di non uscirne, così preferisco tenere un atteggiamento collaborativo.

 

- Ok. Abbiamo soltanto iniziato male. Qualunque sia stato il problema, ti chiedo scusa.

- Mmm…

- Che c’è adesso?

- Sto cercando di capire che cosa c’è dietro il tuo cambio di atteggiamento.

- Cosa?

- Mmm… tu sei un tipo volubile, ragazzo… a me non piacciono i tipi lunatici…

- Oh Cristo: adesso basta, per Dio! O ti decidi a suonare o sbatto fuori a calci te insieme a tutte le tue cazzo di chitarre!

- Sei molto aggressivo, ma non credere di farmi paura. Ormai sono qui, quindi suonerò.

- Oh, era ora…

- … e comunque non mi sento a mio agio, sia chiaro!

- Beh, non puoi sempre prendere quello che vuoi…

- E tu non fissarmi…

- Ok.

- No, ma allora non mi ascolti: perché mi fissi?

 

Resto in silenzio. Mi alzo dalla sedia e non certo per stringergli la mano. Soltanto adesso questo pazzo davanti a me, attacca una versione acustica di We are spirits in the material world dei Police.

 

 

Una versione struggente. Una voce vissuta. Ottima tecnica alla chitarra. Perfino i suoi capelli, sembrano meno orripilanti.

 

- Una prova strepitosa – ammetto. – Bravo.

- Mmm… - dice lui.

- Che cos’altro hai preparato?

- Ho solo questo pezzo.

- E allora perché hai scaricato tutta quella roba?

- È per scena. Le custodie, le casse, sono vuote.

- Cioè?

- Un amplificatore e una chitarra. È tutto quello che ho.

- Capisco…

- Sai… non ho un posto fisso in cui stare. La musica, amico... io possiedo solo cose immaginarie.

- Oh, anch'io... da oggi, se vuoi, sei un musicista del Johnny's pub e questa potrebbe essere la tua casa.

- Beh... mmm... va bene...

 


I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper
  16. Il chitarrista diabetico
  17. Bob Marley
  18. A Johnny B. Cool non piacciono i Queen
  19. Il chitarrista irascibile

 


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I miei ebook su Goole Play

STELLE DI POLVERE (un'incursione nel sottobosco dell'arte e dello spettacolo) - Siamo noi gli artefici del nostro destino oppure le sue trame ci sfuggono e restiamo impotenti di fronte al fato? Talvolta accade che nonostante un impegno feroce, i risultati non siano quelli sperati. Nel tentativo di non avere rimpianti si può sacrificare tutta la vita per accorgersi che il tempo non è buon amico di nessuno.
Riccardo Nola, il protagonista di Stelle di polvere, dopo un’infanzia crudele, scopre da adolescente che la recitazione può avere effetti terapeutici. Il sottobosco dello spettacolo, però, si rivela una selva oscura, dove non è facile orientarsi. Rick ha un talento naturale nello sbagliare la scelta di soci e compagni di lavoro. Questa dote lo accompagna nel percorso della sua carriera artistica. Attore diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, il suo cruccio è di lavorare solo con gli spot pubblicitari, grazie ai pessimi uffici di un impresario dal nome nefasto: Al Sapone. Eppure, i suoi amici lo adorano, lo invidiano, scambiano la sua precarietà per avventura. In seguito a esperienze artistiche di poco conto, Riccardo è costretto a vivacchiare lavorando al mercato rionale, ma al cuor non si comanda: annoiato, si fa affabulare da un vago progetto del suo amico e collega Thomas Albergari di Polonghera, origini nobiliari e famiglia facoltosa. Il piano consiste nel portare in scena (in realtà sulla strada, sui mezzi pubblici o nelle piazze), dei monologhi tratti da un libro sull’impresa dei Mille di Garibaldi, che li condurrà dalla capitale fino in Sicilia. Mentre il Generale riuscì nell’intento di unificare il paese, però, le strade di Thomas e Riccardo prenderanno direzioni diverse.



LA CITTÅ SENZA USCITA (tutto quello di cui hai bisogno è comprare) - Che cos’è una città senza uscita e chi c’è dietro una sigla aziendale?
La città senza uscita è un centro commerciale che ha soppiantato la vecchia metropoli, in un tempo indefinito. Attraverso le vicende di Leopoldo Canapone, il dipendente col più alto numero di provvedimenti disciplinari, emerge il profilo dell’addetto vendite, una figura che, oltre la lealtà verso l’impresa per cui opera, è una persona come tutte, compreso il cliente con il quale entra in contrasto. Canapone, idealista stanco e presuntuoso, terrorizza la clientela suggestionandola con la cattiva qualità dei prodotti, inducendola a non tornare. Il suo atteggiamento va a minare il marchio, che è cosa sacra.
È soprattutto la storia di una persona che per ragioni di sopravvivenza coesiste con un lavoro che non ama. Questo conflitto si snoda lungo una narrazione amara e beffarda, dove tecniche di vendita e slogan stordiscono il dipendente, minando la sua identità personale in nome della fedeltà a un gruppo commerciale.
Quando il caso regala a Leopoldo una sterile notorietà, i superiori scoprono che le sue provocazioni fungono da veicolo promozionale. Canappa, come lo chiamano i colleghi, si trova inserito in un sistema da dove è impossibile fuggire perché il consenso non si può combattere. Il suo momento di celebrità, però, volgerà presto al termine e le vicende lavorative resteranno sospese. Come la vita.