Lettere dal Johnny’s pub – Il chitarrista diabetico

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In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

 

Sono tutte immaginarie le cose che possiedo. E anche quelle che posso offrire. Questa iniziativa del pub sta andando bene. I musicisti sconosciuti mi chiedono di potersi esibire nel locale, ma a molti di loro non importa della propria musica, no: sperano di incontrare qualche stella che ne illumini la direzione.

Eppure il problema non è incontrare o non incontrare. Si tratta di sintonia, connessione, empatia. Si tratta della fantasia, dell’immaginazione. Se non c’è tutto questo, è inutile venire al Johnny’s pub. È una lezione banale, ma se non sai cosa dire e di cosa trattare, non combinerai un granché nella musica.

Seguendo questi parametri di selezione, mi capita di valutare molti tipi strambi, ma del resto, sono artisti.

Bevo birra rossa e mangio taralli al finocchio, mentre assisto alla prova di un tizio di nome Cliff. La caratteristica che mi colpisce è che suona voltato di spalle perché lo imbarazza farsi vedere: una prerogativa fulminante per chi vuole esibirsi dal vivo!

 

- Posso farti una domanda?

- Sì, ma non mi guardare che mi vergogno!

- Ok. Non ti guardo.

- Grazie. Dimmi pure…

- Allora…

- No, un attimo che mi concentro…

- Posso?

- Ancora un momento… fatto. Dimmi pure…

- Hai suonato Brown Sugar degli Stones…

- Sì, ma io ho la mia versione…

- Infatti… e hai suonato anche Sugar Sugar degli Archies…

- Sì…

- … infine hai suonato un tuo brano dal titolo Dolcificanti per la casa

- Sì…

- Perché suoni tutti brani con riferimenti allo zucchero?

- Beh, ecco… c’è una ragione, per questo…

- Oh, magnifico. Quale?

- Io sono un chitarrista diabetico e volevo attirare l’attenzione su questa piaga sociale…

- Ah… è molto interessante…

- Davvero? Credevo di aver detto una cazzata!

- Ma no…

- Se tu me lo permetti, io potrei anche misurarmi la glicemia sul palco, bucandomi il dito indice con la corda del Mi cantino e raccogliendo il sangue sul plettro della chitarra…

- Sarebbe fantastico!

- Sul serio?

- Sì, e io potrei farti esibire con Mr. Richards in Brown Sugar, quando lui passa di qui…

- Mmm…

- Ti vedo perplesso…

- Mr. Richards va bene, a patto che accetti le mie modifiche al brano…

- Le modifiche a Brown Sugar?

- Certo…

- Ascolta Simon: davvero non so come la prenderebbe Mr. Richards

- Non ti devi preoccupare per questo.

- No?

- No. Certe cose le risolviamo tra noi chitarristi…

- Ah… Simon…

- Sì?

- Dove sei stato per tutto questo tempo?

- A casa. Io ero a casa mia.

- Beh, da questo momento sei un musicista del Johnny’s pub.

- Chi io?

- Sì.

- E cosa posso dire?

- Per esempio… wow!

- Sì… wow…

- E adesso cosa devo fare?

- Soltanto suonare come sai…

- Tu sei l’unico che mi ha dato credito, Johnny.

- Te lo meriti, Simon. Sei un buon chitarrista.

- No, io voglio proprio dire che tu hai rispettato le mie debolezze, Johnny.

- Certo, Simon…

- Un giorno riuscirò a suonare rivolto verso il pubblico.

- Ne sono sicuro, amico.

- Ci vuole un po’ di fiducia nella vita… tu sei il mio amico, Johnny, tu sei il mio amico Johnny B. Boogie…

 

I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper
  16. Il chitarrista diabetico
  17. Bob Marley
  18. A Johnny B. Cool non piacciono i Queen
  19. Il chitarrista irascibile

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Scrivo, ma mi definisco una voce e non uno scrittoreQuello che faccio è lanciare messaggi attraverso testi e immagini. Dal conflitto tra i personaggi e l’ambiente intorno, attingo le mie trame. Raccontare le stonature è quanto mi propongo di fare con i miei libri.