Lettere dal Johnny’s pub – Barret

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In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

Notte fonda. Un uomo si aggira fuori del pub, ha in mano una busta di biancheria. Indossa una t-shirt con la scritta I am Mister Roger. Sembra spaesato, come se si fosse perso. È fermo e osserva la luna. Quanti versi sono stati declamati alla luna?

Nel mondo dell’immaginazione accade la gran parte delle cose, per il resto viviamo in uno stato di generica staticità. Qualcuno ha detto che usiamo solo una parte del nostro cervello: che cosa ne è stato dell’altra?

 

L’uomo entra nel locale. Ha un’aria mite, studia l’ambiente, poi mi guarda.

 

- Sei un tipo strano tu – dice lui a me.

- Mi ascoltavi?

- Sì, fai delle strane domande…

- E tu sapresti rispondermi?

- Beh, io cercavo solo una lavanderia per lavare le mie magliette.

- A quest’ora di notte?

- Non riuscivo a dormire.

- Capisco…

- … e poi, mi piace restare in lavanderia, c’è profumo di pulito…

- Oh, certo…

- Io mi rilasso in lavanderia…

- Già…

- Sempre meglio che guardare la televisione, no?

- Hai ragione…

- Tu sei molto compiacente…

- Eh, me lo dicono tutti…

- Bello questo posto: cos’è?

- È un pub!

- Ah… e non avete lavatrici?

- No, abbiamo della pastosa birra rossa…

- Io cercavo una lavanderia, amico, però, ora che sono qui, un succo di frutta lo gradirei…

- Mi dispiace. Non abbiamo succhi di frutta…

- Capisco…

- Che cosa posso offrirti?

- Oh… dunque, che cosa potrei prendere? Acqua ne avete?

- Sì, direi di sì…

- Allora acqua fresca, grazie…

- Bene. Johnny? – Faccio a Johnny B. Strong – una caraffa d’acqua…

- Fresca, per piacere… - fa Mr. Roger.

- Sta viaggiando, Johnny – risponde Johnny B. Strong.

- Amico, quindi non sai dirmi dove posso trovare una lavanderia per lavare le mie magliette?

- No, mi dispiace…

- Proverò a cercarla di giorno…

- Sono sicuro che la troverai…

- Speriamo…

- Ecco l’acqua, amico…

- Grazie, Johnny… è proprio fresca… e poi è dissetante…

- Sì…

- Sai Johnny, ti ho sentito prima, mentre stavi pensando… a volte a me capita di sognare…

- Oh, forza Mr. Roger, raccontami dei tuoi sogni…

- Beh, sono dei sogni molto brevi…

- Descrivili…

- Davvero vuoi sapere?

- Scherzi? Ma certo…

- Beh, ecco… io… è un sogno un po’ singolare, in effetti…

- Non preoccuparti…

- Io… nel sogno… io suono in un gruppo rock di successo…

- E ti piace?

- È la cosa migliore che può capitare… poi, però, mi sveglio e torno sui miei passi… non è facile essere in una rock band di successo…

- Perché?

- Devi nuotare in avanti, io sono un tipo che ha bisogno di galleggiare.

- È un’immagine confusa, però rende l’idea…

- Sai, Johnny, la mente è… un animale selvaggio, la maggior parte della gente riesce a domarla… è un organo dentro una custodia, in fondo, e tende a liberarsi…

- Oh… è profondo quello che dici…

- Grazie Johnny. Sai dirmi a che ora apre la lavanderia?

- Domani mattina, Mr. Roger.

- Ti dispiace se aspetto qui?

- No, certo.

- È un bel posto questo.

- Grazie, Mr. Roger.

- Ma sì, mi sento bene. È ampio ma tranquillo, ti puoi riposare… e poi, nessuno ti cerca.

- Ti da fastidio quando ti cercano?

- Beh, non ho molto da dire… faccio la spesa, vado a passeggio, curo il giardino…

- Una vita tranquilla…

- Sì, una vita tranquilla… ti dispiace se schiaccio un pisolino?

- No, qui puoi riposare quanto vuoi…

- Ma tu svegliami quando apre la lavanderia…

- Sicuro.

- Magari faccio un bel sogno…

- Buon riposo, Mister Roger…

- Oh, sei molto gentile, Johnny…

 

 

I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper
  16. Il chitarrista diabetico
  17. Bob Marley
  18. A Johnny B. Cool non piacciono i Queen

 


STELLE DI POLVERE su iTunes

STELLE DI POLVERE - Siamo noi gli artefici del nostro destino oppure le sue trame ci sfuggono e restiamo impotenti di fronte al fato? Talvolta accade che nonostante un impegno feroce, i risultati non siano quelli sperati. Nel tentativo di non avere rimpianti si può sacrificare tutta la vita per accorgersi che il tempo non è buon amico di nessuno.
Riccardo Nola, il protagonista di Stelle di polvere, dopo un’infanzia crudele, scopre da adolescente che la recitazione può avere effetti terapeutici. Il sottobosco dello spettacolo, però, si rivela una selva oscura, dove non è facile orientarsi. Rick ha un talento naturale nello sbagliare la scelta di soci e compagni di lavoro. Questa dote lo accompagna nel percorso della sua carriera artistica. Attore diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, il suo cruccio è di lavorare solo con gli spot pubblicitari, grazie ai pessimi uffici di un impresario dal nome nefasto: Al Sapone. Eppure, i suoi amici lo adorano, lo invidiano, scambiano la sua precarietà per avventura. In seguito a esperienze artistiche di poco conto, Riccardo è costretto a vivacchiare lavorando al mercato rionale, ma al cuor non si comanda: annoiato, si fa affabulare da un vago progetto del suo amico e collega Thomas Albergari di Polonghera, origini nobiliari e famiglia facoltosa. Il piano consiste nel portare in scena (in realtà sulla strada, sui mezzi pubblici o nelle piazze), dei monologhi tratti da un libro sull’impresa dei Mille di Garibaldi, che li condurrà dalla capitale fino in Sicilia. Mentre il Generale riuscì nell’intento di unificare il paese, però, le strade di Thomas e Riccardo prenderanno direzioni diverse.