Lettere dal Johnny’s pub: a Johnny B. Cool non piacciono i Queen

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Possiedo molte cose, ma sono immaginarie. Non so spiegare perché ripeto questa frase, suppongo sia un marchio di fabbrica inconscio. E poi, in qualche modo, mi serve per legittimare i nostri discorsi qui al locale.

In effetti, noi del Johnny’s pub, parliamo molto di musica, ma le nostre discussioni non sono politicamente corrette e farebbero incazzare orde di fan in delirio per un artista o l’altro.

In genere, io sono tollerante riguardo ai discorsi tra Johnny Stand By e Johnny B. Bup che, essendo cuochi, discutono all’interno della cucina. Il problema nasce quando polemizzano Johnny B. Cool e Johnny B. Strong che, come camerieri, dibattono dove gli capita, quindi, anche in sala alla presenza di avventori.

 

- … a me piacciono i suoni da cantina, non amo la regalità di quei suoni che nascono negli spazi grandi come gli stadi…

- … oh, Johnny, io non ti capisco, ma che vuoi dire?

- Voglio dire… a me i Queen mi stavano sul cazzo, va bene?

- No, no, no, B. Cool, tu stai bestemmiando…

- Come sarebbe che sto bestemmiando?

- Almeno dimmi perché ti stanno sul cazzo i Queen…

- Avevano quel suono da stadio, ma se un gruppo vuole fare cover e deve proporre i Queen in cantina o al pub, non può farlo, mi spiego?

- No!

- Insomma: l’uso della chitarra e i brani con quei cori tipici da stadio, puoi riprodurli solo allo stadio, non puoi suonarli al pub!

- Perché?

- Perché no!

- Oh…

- E non parliamo della chitarra…

- Che cosa c’è di male nella chitarra di Brian May?

- Come che cosa c’è di male?

- Sì, che cosa c’è di male?

- Oh, mio Dio, tu non riesci ad avere un pensiero critico, mio caro B. Strong…

- Io capisco che tu non ami i Queen, ma questo non vuol dire che i Queen siano merda…

- Ah no?

- No. E poi, caro B. Cool, ricorda che Brian May è il ventiseiesimo chitarrista di tutti i tempi, secondo Rolling Stone…

- Per carità: le riviste musicali come Rolling Stone, ormai non sono attendibili…

- Bah… e poi, Johnny, i suoni di Brian hanno caratterizzato i Queen per quello stile orchestra, ma tu li giudichi solo come un gruppo da stadio o da grandi spazi…

 

- Hey, avevo ordinato due birre mezz’ora fa… - fa un cliente seduto al tavolo vicino alla vetrata.

- Lo so, amico, ma io stavo difendendo Brian May e i Queen… - risponde B. Strong.

- Perché, che cosa c’è di male in Brian May e i Queen? – Chiede il cliente.

- È quello che stavo chiedendo al mio collega… per lui i Queen sono merda… - conclude B. Strong indicando Johnny B. Cool.

- Hey, amico, ma sei impazzito? – Gli chiede il cliente.

 

Johnny B. Cool alza gli occhi al soffitto ed esasperato ma con aria saccente, espone al cliente il suo punto di vista: - La musica deve essere riproducibile da tutti e in ogni posto. La musica dei Queen e di Brian May non è riproducibile nei pub, quindi a me non piace.

- Chi lo dice che non è riproducibile nel pub? – Chiede il cliente.

- Lo dico io! – Risponde solenne Johnny B. Cool.

 

Finora ho osservato da distante ma adesso credo sia il momento di intervenire. Porto io le birre al cliente: - Hey, amico, queste le offro io…

- Oh, grazie Johnny – fa il cliente – non dovevi…

- Dovere… - rispondo. Poi, fisso Johnny B. Cool: - Puoi seguirmi in cucina, Johnny?

- Ok, ho già capito, Johnny…

- Anche tu – dico io a Johnny B. Strong – in cucina…

 

Entriamo in cucina. È un ambiente ampio e ordinato, vissuto e funzionale al tempo stesso. Non avevo un’idea precisa sul modo di arredarla, l’ho solo immaginata dopo aver letto il libro di Banana Yoshimoto.

Johnny B. Bup prepara un soffritto di verdurine e Johnny Stand By impasta del lievito con acqua e farina. Entrambi mantengono il ritmo di un blues di B. B. King che esce dalla radio, ruotando la testa. Il nostro arrivo rompe l’armonia che pochi attimi prima regnava in cucina.

 

- Ragazzi: quante volte devo ripeterlo? – Dico io ai camerieri: - In sala, è meglio non fare certi discorsi davanti ai clienti!

- Ci siamo lasciati prendere la mano – chiarisce Johnny B. Strong – hai ragione tu, Johnny.

- Oh sì, il fatto è che non so contenermi, quando si tratta della musica da pub… - fa B. Cool.

- Che cos’è la musica da pub? – Chiede incuriosito Johnny B. Bup, interrompendo la preparazione del soffritto.

- B. Cool sostiene che esista una musica da pub e una da stadio – Risponde Johnny B. Strong.

- Che cazzo vuol dire questa cosa? – Interviene anche Johnny Stand By.

- Lui non sopporta i Queen – risponde ancora Johnny B. Strong.

- Oh, beh… non facevano impazzire nemmeno me – chiude Stand By.

- Lo vedi che non sono il solo? – Fa Johnny B. Cool nei confronti di Johnny B. Strong.

- Però io non ho capito la differenza tra la musica da pub e quella da stadio – interviene ancora Johnny B. Bup.

- Purtroppo, non è la sola cosa che non capisci… - lo attacca sarcastico Johnny B. Cool.

- Che cosa vorresti dire? – Gli chiede Johnny B. Bup.

- Ti sei mai chiesto perché ti fanno restare chiuso in cucina? – Risponde B. Cool.

- Che cosa hai da dire su chi lavora in cucina? – Interviene minaccioso anche Johnny Stand By.

- Non sto parlando con te! – Intima Johnny B. Cool.

- Ti consiglio di uscire da qui con le tue gambe – replica perentorio B. Bup, brandendo il coltello con cui stava tagliuzzando gli odori per il soffritto.

 

Urge il mio intervento: - Insomma, smettetela!

Fisso Johnny B. Cool: - Johnny, ma che cos’hai? Stai combinando un casino… devi chiedere scusa a tutti, Johnny…

 

Scende il silenzio nella cucina del Johnny’s pub. Tutti e quattro si guardano in cagnesco. Facce serie, orgogliose. Poi, la quiete è interrotta da Johnny B. Cool: - Ok, ragazzi… ho esagerato. Chiedo … a tutti…

- Cosa? – Fa Johnny Stand By.

- HO DETTO CHE CHIEDO SCUSA A TUTTI! – Urla Johnny B. Cool.

- Ok – conclude Johnny Stand By.

- Però – aggiunge Johnny B. Cool – sia chiara una cosa: a me non piacciono i Queen…

 

 

I POST DAL JOHNNY’S PUB

  1. Presentazione
  2. Pete Townshend
  3. Keith Richards
  4. John Lee Hooker
  5. Janis Joplin
  6. Chuck Berry
  7. Patti Smith
  8. Syd Barret
  9. Debbie Harry
  10. Cita
  11. Mick Jagger
  12. Keith Richards, John Belushi, James Brown
  13. Stuart Sutcliffe
  14. Keith Richards 2
  15. Il Sergente Pepper
  16. Il chitarrista diabetico
  17. Bob Marley
  18. A Johnny B. Cool non piacciono i Queen
  19. Il chitarrista irascibile

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Un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve allargarle. Un libro deve essere un pericolo. A cosa serviranno mai i libri? A imparare? No di certo, per imparare basta andare a scuola. No; io credo che un libro debba essere davvero una ferita, che debba cambiare in qualche modo la vita del lettore. 

Emil Cioran