La metafora

 

 


A volte la metafora 

è come non dire niente,


ma bisogna


saper non dire niente


in modo chiaro


 

 

 

 

Iscriviti alla Newsletter

Iscrivendoti riceverai ulteriori risorse e notizie da Enrico Mattioli e potrai cancellare la tua registrazione in ogni momento. Vedi Privacy e Cookie Policy

 

 

 

www.enricomattioli.com

 

 

LA RIVOLUZIONE CHE NON C’È – E se noi provassimo a esulare personaggi dal contesto in cui vissero, catapultandoli nell’oggi?
Che cosa succederebbe se gli equilibri come il tempo e lo spazio saltassero, e le leggende popolari s’intrecciassero con fatti accaduti?
Accadrebbe che personaggi, già incontratesi nella realtà si ritroverebbero per scriverne un’altra che, ovviamente, avrebbe un finale diverso. Se a questi personaggi ne aggiungessimo alcuni di fantasia, sarebbe La Rivoluzione che non c’è.
Nick La Puzza, attraverso una trama di miti universali e aneddoti personali, narra una storia improbabile in cui Ernesto Guevara, avendo letto un libro di Luciano Bianciardi (Ai miei cari compagni), risorge nel nuovo millennio per correggere degli errori tattici che lo scrittore gli aveva imputato.
Nell’anno 2012, il Che – sotto il nome di Ramon Benitez – giunge nel quartiere popolare dove vive Nick La Puzza. Guevara sceglie proprio quel sobborgo perché a causa del decentramento sta per essere demolito per far posto alla nuova zona finanziaria. Gli abitanti del luogo, allo scopo di bloccare il progetto, hanno occupato gli alloggi destinati ai bancari e sotto la guida del Che e di altri personaggi, in parte storici, intendono oscurare il segnale televisivo e impadronirsi delle banche, come indicato dal Bianciardi, eletto teorico di questa ipotetica, sgangherata e allegra rivoluzione.

 

Lascia un commento da Facebook