La cena dei cretini

 

 

La cena dei cretini (Le dîner de cons), è un film del 1998 scritto e diretto da Francis Veber, ispirato ad un’opera teatrale di successo dello stesso regista andata in scena a Parigi per tre anni. In Italia è stato distribuito nel 2000.

Trama – Ogni mercoledì sera un gruppo di amici, ricchi e annoiati, organizza per tradizione la cosiddetta “cena dei cretini”, alla quale i partecipanti devono portare un personaggio giudicato stupido e riderne sadicamente per tutta la serata. Su segnalazione dell’amico Jean Cordier, l’editore Pierre Brochant individua la vittima ideale in François Pignon, contabile al Ministero delle Finanze e appassionato costruttore di modellini con i fiammiferi, e lo invita a un aperitivo a casa sua prima di recarsi insieme alla cena.

Dal momento in cui il “cretino” prescelto entra in casa di Pierre Brochant, gli eventi precipitano: prima una lombalgia acuta impedisce all’editore di raggiungere i suoi amici alla cena, poi la moglie Christine, irritata dal comportamento del marito, gli comunica tramite segreteria telefonica di avere intenzione di lasciarlo. I maldestri tentativi di aiuto di François Pignon portano solamente a un’altra complicazione della vicenda, prima con l’entrata in scena di Juste Leblanc, vecchio amico di Pierre, di Marlene Sasseur, l’amante ninfomane di Pierre, e di Lucien Cheval, un pedante collega di Pignon, interessato a una possibile ispezione a casa di Pierre Brochant.

Fonte Wikipedia

 

È una commedia crudele sull’ego. Sui limiti e sulle fragilità. Sulla paura di sembrare deboli. Oggi, sarebbe una storia di bullismo da adulti. La cena dei cretini può essere considerata la cronaca di atteggiamenti avuti nel corso di una vita in cui abbiamo offeso e subito al tempo stesso.

Si passa dai panni del carnefice Brochant a quelli della vittima Pignon. Ruoli intercambiabili perché la goffaggine del secondo diventa una pistola puntata alla tempia di Brochant, il quale realizza che nulla può più fare contro la fatalità materializzata Pignon.

Tutto ruota intorno al concetto di superiorità attraverso cui un essere umano vede se stesso considerando, come logica conseguenza, inferiori quasi tutti gli altri. Questi, facili bersagli, diventano prima verifica e poi conferma di una supremazia formale e conforme. E non si agisce certo da soli, in queste operazioni, ci si muove in stormi organizzati – costituiti dai pochi degni di stima e approvazione – in una ricerca capillare dei soggetti da vessare.

Ambientato nell’alta società parigina, dove professionisti riconosciuti e facoltosi abitano appartamenti elegantissimi in cui espongono opere di rilievo e oggetti preziosi, consumano cibi e vini pregiati, La cena dei cretini si svolge quasi interamente in un interno adattandosi sia a trasposizioni teatrali, che cinematografiche.

Le dinamiche tragicomiche agiscono con un effetto domino sulla trama i cui eventi, dall’entrata in scena di Pignon, precipitano vertiginosamente in un susseguirsi di calamità che ne fanno commedia dell’assurdo, ma anche dramma. Tocca i temi del tradimento, della noia, della solitudine, del rancore, della frustrazione. Paradossalmente, la storia evidenzia il disagio del carnefice, il cinismo e la meschinità in cui è caduto e continua a vivere.

Pignon, l’inferiore, a modo suo riuscirà a redimere dal vuoto della sua esistenza Brochant, il quale confesserà amaramente, all’ormai amico François Pignon, che alla prossima cena andremo insieme, ma sarà lei a portare me come cretino…

 

 

 

 

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