Il tempo non aspetta nessuno – da Epicuro ai Rolling Stones

 

 

Riflettevo sulla differenza che esiste tra guardare l’orario e consultare il calendario. Nella vita che conduciamo, non potremmo fare a meno dell’ora che scandisce la nostra marcia. Eppure, tempo fa scrissi un articolo dal titolo Il tempo non esiste: questo significa che ci prodighiamo e ci sbattiamo per qualcosa d’inutile, in quanto non c’è?

È indubbio che l’ora, riportata sull’orologio o sul cellulare o sul timer della nostra vettura, ci faccia accumulare stress e ansia, soprattutto se siamo in ritardo. Attraverso il calendario, invece, riusciamo a programmare i nostri impegni.

 

Il tempo andrebbe considerato solo come uno strumento che ci aiuta a mettere ordine alla nostra confusione, quasi come un frigorifero mantiene gli alimenti o il forno a microonde li riscalda. Quando siamo in giro, non pensiamo al frigorifero che abbiamo lasciato a casa da solo (?), salvo che non sia guasto o, peggio ancora, vuoto.

 

EpicuroLettera sulla felicità:

 

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

 

Epicuro la sapeva lunga. In quel suo esserci e non esserci, si gioca la partita sul tempo. Esiste solo ciò che possiamo fare, non quel che abbiamo fatto o che faremo. Quello che noi consideriamo passato, s’è svolto in un tempo presente. Anche il domani, si svolgerà in un tempo presente, pure se non lo conosciamo. Conta soltanto l’Adesso, tutta la nostra esistenza si svolge adesso.

 

Giusto per rimanere leggeri, un luogo comune tanto in voga, ci parlava di patti con il diavolo, riguardo al tempo che passa. Nella musica rock, per esempio, sono innumerevoli i musicisti che hanno trattato l’argomento.

I Rolling Stones scrissero Time waits for no one. Mi piace pensare che sia un’esortazione a vivere adesso, anche se la band dice che il tempo non aspetta nessuno, che tutto passa e di non sprecare le ore che abbiamo, quindi il pensiero riporta al concetto di ansia e di frenesia.

Poco male, il gruppo di Dartford ha saputo vivere nell’adesso, la vitalità e la longevità sono i pregi che la caratterizzano.

I rivali di sempre, quei Fab four di Liverpool, cantavano in We can work it out, che la vita è troppo breve e non c’è tempo per correre e combattere.

Che dire poi, degli Who, autori probabilmente del verso più discusso: voglio morire prima di diventare vecchioMy Generation.

Sono questi, pensieri giovanili partoriti quando le attenzioni di tutto il mondo erano puntate sui rispettivi artefici. Non è un caso se, in seguito, alcuni di questi personaggi, si sono dedicati alla meditazione. Il rock, del resto, è associato alla giovinezza e all’adolescenza, ed è necessario trovare una ragione quando queste, a mano a mano, sfioriscono. Che cosa ne penseranno oggi, in età veneranda?

 

Il tempo può tirare giù un palazzo
O distruggere il viso di una donna
Le ore sono come diamanti
Non sprecatele

 

  • Time waits for no one – Rolling Stones

 

 


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