Il naso di Pinocchio

 

Il naso di Pinocchio

Il naso di Pinocchio

 

Esporsi col prossimo è una gara che produce romanzi in continuo aggiornamento. Impressionate è il numero di persone che pensa di essere al centro della vita altrui. La metafora è quella dell’autoscontro: inevitabile sbattere nelle vetture di altri nel momento in cui si entra in pista.

La gente è dannatamente preoccupata a non fare la figura dello stupido e a magnificare su se stessa, senza pensare che quel che arriva all’interlocutore è un concetto diverso.

 

Gli ambienti lavorativi ne sono una riproduzione fedele. Non può non venire in mente la goffaggine di Fantozzi, l’organizzazione di Filini, e la meravigliosa signorina Silvani.

L’insoddisfazione, i sogni infranti, la mancata realizzazione, fanno in modo che la nostra vita sia in bilico tra commedia e dramma. Spesso ridiamo in segreto del collega almeno quanto questi ride in segreto di noi. Sono quegli stessi gruppi al cui interno ognuno maligna alle spalle dell’altro ma dove, alla bisogna, ci si compatta.

 

Esiste un disagio in ognuno o almeno, nella maggioranza di noi. La differenza sta nel modo di affrontare quella miseria personale. Non esserne consapevoli è dannoso per se stessi, ma divertente per gli altri.

Avete presente il film Il vedovo, quando Elvira, la moglie (Franca Valeri), descrive il marito Alberto Nardi (Sordi), come un megalomane e lui, non conoscendo il significato del termine, le chiede il senso?

Esserne coscienti e nasconderlo, invece, è legittimo, ma anche inutile. Siamo già stati immortalati ai posteri da un numero imprecisato di opere come l’amara rappresentazione de Il ventre di Parigi di Emile Zola. La descrizione che lo scrittore parigino offre delle figure che ruotano intorno al mercato alimentare delle Halles, infatti, ne costituisce un esempio perfetto. La concorrenza e la competizione quotidiana dei gestori dei banchi, la difesa della posizione e dei propri agi, culminano nel triste epilogo dell’opera: che canaglia la gente onesta.

Orgoglio, scaltrezza, superiorità, meriti. È questa millantata onestà a colorire le giornate, ma le proprie miserie giungono sempre in anticipo, come il naso che precede Pinocchio.

 

 

 

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