Il lordo, il netto e l’essenza del carciofino

 

 

Avevo un amico mitomane che si chiamava Nick La Puzza. Si spacciava, tra le altre cose, per laureato in filosofia, pure se nessuno l’aveva mai visto frequentare la facoltà, né sfogliare almeno un libro di De Crescenzo. Nonostante tutto, quel poco che conosco sulla vita, l’ho appreso da lui.

Nick aveva una sua teoria riguardo al lordo e al netto con cui ci confrontiamo nel corso dell’esistenza. Non capivo molto di queste cose, ma vivendo, scoprivo che i pensieri di Nick non erano così strampalati. Con la conoscenza di Nick La Puzza, cominciò quella parte della vita che si può chiamare la mia vita tra il lordo e il netto.

Io ho sempre amato la pizza, in particolare la capricciosa perché fa allegria. Sosteneva Nick La Puzza, riguardo alla pizza marinara con il pomodoro e soltanto un battuto di aglio, olio e origano – da me adorata ugualmente  – che era spoglia e metteva tristezza: quella va ordinata solo in certe occasioni di particolare pericolo e per legittima difesa – diceva Nick.

Ovviamente la pizza non è solo una questione di condimento. Se al primo taglio, l’impasto cede e gli ingredienti, pur se di prima qualità, cadono nel piatto, è segno che sarebbe stato più opportuno ordinare un antipasto e gustarlo con una focaccia calda. Direbbe il Principe De Curtis che è la somma che fa il totale.

Il mio amico Nick insisteva tenace che il segreto della pizza, quindi anche della vita dopotutto, fosse proprio una questione di lordo e netto. Era tutto, davvero. Le dinamiche delle cose così come le attese non sono mai come le avevi sognate.

Durante il mio percorso esistenziale, mi accorgevo che Nick La Puzza aveva proprio ragione.

Per un periodo, sono uscito con una tipa che aveva una figlia odiosa che tentava di allontanare chiunque facesse progetti a brevissima scadenza sulla madre. Si distinguevano per formalità, buone maniere e soprattutto dolcezza. Entrambe erano perennemente a dieta. A ben vedere non ne avevano bisogno, ma ci tenevano a rispettare i canoni di bellezza comuni, con la scusa dell’apprensione per la salute. Due ipocondriaci, insomma. Fedele a una banalità intrinseca, la mia ordinazione era sempre la tradizionale capricciosa. Arrivava la pizza e mi alzavo per lavare le mani, ma al mio ritorno, con profondo rammarico, notavo che i tre quarti della mia pinta rossa si erano vaporizzati e dalla pizza mancavano olive, uovo, prosciutto, qualche manciata di mozzarella cui erano rimasti attaccati i funghi, ma soprattutto l’adorato carciofino, unico sulla capricciosa. Se tentavo di ordinare un’altra birra, mi ammonivano: guarda che ti fa male, poi soprattutto ingrassi…

A prescindere dal fatto che uscivo con persone sbagliate, il trauma più grave era proprio il furto dell’angiosperma dicotiledone, giacché il segreto di una buona pizza capricciosa sono proprio le gemme del carciofino.

La brutalità di spiluccare nel piatto altrui – sodomizzandone la composizione – costituiva un attentato dal violento impatto emotivo oltre che materiale con ripercussioni sull’indole e sugli atteggiamenti futuri: come avrei potuto fidarmi ancora di una persona seduta al mio fianco? Il tristo sfogo di due commensali frustrate da una rigida dieta che si erano imposte, verso il prossimo più prossimo loro in quel momento, cioè me, lo stavo pagando a caro prezzo. Proiettato verso un attimo di estasi, vedevo svanire le speranze tanto attese. Si trattava di una castrazione in piena regola.

Non le ho mai denunziate, limitandomi – a mio parere con estrema prodigalità – a chiamare un taxi a loro spese, anziché riaccompagnarle a casa, millantando urgenti impegni nella parte opposta della città.

Non chiamarono più, credo che alla fine compresero le loro mancanze, pure se non si scusarono mai. Da quella volta, quando esco con le persone a dieta, ordino sempre la marinara. Mai fidarsi degli ipocondriaci e in genere di chi pensa di avere problemi: finiranno per toglierti il fiato e attaccali a te. E poi, le persone troppo dolci, alzano la glicemia altrui.

Oggi, quando mangio una pizza o rifletto sulle attese svanite, mi torna in mente la teoria sul lordo e sul netto. Cioè, penso perfino a Nick. Davvero, allora penso a Nick La Puzza, il filosofo cui non davamo un soldo di fiducia. Penso proprio a Nick La Puzza, il mio caro amico Nick.

 

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