Il goniometro – tutto è relativo

 

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In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

 

Sappiate avere torto, il mondo è pieno di gente che ha ragione. È per questo che marcisce.

Louis-Ferdinand Céline

 

Io la chiamo teoria del goniometro. E' lo strumento che serve per la misurazione degli angoli, ma anche per pesare la verità assoluta, quella considerazione che molti pensano di possedere.

 

In cosa consiste? Si pone idealmente al centro dello strumento, un'idea, una forma, un’immagine, e si gira intorno fino a compiere la rotazione completa. Nello spostarsi, cambiano colori e ombre dell'oggetto o del concetto posto al centro.

 

Esempio? Potreste dire che io non sia un grande attore come Laurence Olivier, il che è senz’altro vero. Non sono nemmeno un attore scarso, se fosse per questo. Non sono proprio adatto a recitare, ecco tutto, ma, anche se in questo modo ci libereremmo di tanti mostri che pretendono di restare sotto i riflettori pur se incapaci totali, da un’ottica diversa (cioè, spostandoci lungo il perimetro dell’ideale goniometro) porre l’asticella dei limiti troppo in alto, farebbe in modo che nessuno (o forse in pochi), affrontino il mestiere della recitazione e a noi resterebbe solo il ricordo del grande Olivier!

 

Sì, lo so, è solo la relatività delle cose che fa ancora arrabbiare molti. Non ci sarebbero più cliché o stereotipi. Non ci sarebbe più la ragione, ma l'opinione. In generale, torto e ragione sono solo dei punti di vista. Per parafrasare Céline, bisognerebbe rivalutare il fatto di avere torto. Nell’era della fenomenalità e della perfezione, tutto ciò è rivoluzionario.

Dopotutto, il torto è come le corna: bisogna saperle portare.

 

 


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