Il goniometro – Tutto è relativo

 

Il goniometro

Il goniometro

 

 

Sappiate avere torto, il mondo è pieno di gente che ha ragione. È per questo che marcisce.

Louis-Ferdinand Céline

Io la chiamo teoria del goniometro. E’ lo strumento che serve per la misurazione degli angoli, ma anche per pesare la verità assoluta, quella considerazione che molti pensano di possedere.

In cosa consiste? Si pone idealmente al centro dello strumento, un’idea, una forma, un’immagine, e si gira intorno fino a compiere la rotazione completa. Nello spostarsi, cambiano colori e ombre dell’oggetto o del concetto posto al centro.

Esempio? Potreste dire che io non sia un grande attore come Laurence Olivier, il che è senz’altro vero. Non sono nemmeno un attore scarso: sono una persona per niente portata all’arte della recitazione, ecco tutto. In casi disperati come il mio, servirebbero lunghi corsi di preparazione mentale, di coaching professionali e approccio coatto perché se ognuno adottasse il mio spirito combattivo, gli insuccessi sarebbero certificati anche se renderemmo un servizio alla nazione e il nostro sarebbe un paese migliore. Ci libereremmo di tanti mostri che pretendono di restare sotto i riflettori pur se incapaci totali. Danno lavoro ai giornali di gossip perché tutti, in fondo, devono campare e spesso è ignoto l’indotto che si crea intorno a un simile nulla. Impossibile immaginare un capolavoro più alto anche se non chiarisce il dubbio di fondo: ma questa gente di cosa si occupa?

Da un’ottica diversa, però, (cioè, spostandoci lungo il perimetro del goniometro), porre l’asticella dei limiti troppo in alto, farebbe in modo che nessuno affronti il mestiere della recitazione e a noi resterebbe solo il ricordo del grande Olivier. Nessun ragazzino giocherebbe più a calcio se il parametro di riferimento diventasse Cristiano Ronaldo o Lio Messi. Nessuno sarà mai degno di imbracciare una chitarra se l’obiettivo è raggiungere Jimi Hendrix.

La rivoluzione che non c’è – Storia di una resistenza immaginata

È un goniometro inclinabile, il mio. Permette di ruotare intorno all’oggetto o al concetto osservando da più coordinate. Non obbliga a definire, etichettare o fidelizzare, ma soltanto a conoscere. Una verità, ammesso che esista, ha una scadenza che, considerando la storia dell’umanità, è anche breve. Insomma, parliamo di verità come di una tendenza che avrà un termine e che lascerà spazio a una nuova moda. È il gioco della vita, altrimenti che gusto ci sarebbe?

Sì, lo so, si tratta della relatività delle cose che fa ancora arrabbiare molti. Non ci sarebbero più cliché o stereotipi. Non ci sarebbe più la ragione, ma l’opinione. In generale, torto e ragione sono solo dei punti di vista. Per parafrasare Céline, bisognerebbe rivalutare il fatto di avere torto. Nell’era della fenomenalità e della perfezione, tutto ciò è rivoluzionario.

Dopotutto, il torto è come le corna: bisogna saperle portare.

 

 


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