I ragazzi del Johnny’s pub – capitolo Mister Keith

 

I ragazzi del Johnny's pub

I ragazzi del Johnny’s pub

Storie immaginarie di musica rock

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Intro

Johnny B. Boogie è il gestore di questo pub immaginario dove lui può incontrare i suoi idoli. È il sogno di tutti, in fondo, e Johnny riesce a realizzarlo.

Il nome prende origine dal brano di Chuck Berry, Johnny B. Goode, perché nel panorama rock and roll, secondo Johnny B. Boogie, tutti dovrebbero chiamarsi “Johnny qualchecosa” e, questa considerazione è un omaggio al grande Chuck come padre putativo della musica rock; così, anche i camerieri sono Johnny B. StrongJohnny B. BupJohnny Stand ByJohnny B. Cool. In fondo, ognuno è alla ricerca dell’origine, della genesi, di un qualcosa che si avvicini alla vera essenza.

Johnny B. Boogie è un fan svitato, ma non pericoloso. È un avvilito che s’è chiuso in se stesso per sfuggire al grigiore della vita e ama così tanto le stelle del rock da accettarne i limiti, gli eccessi, le contraddizioni; perfino i tradimenti: chi può mostrare una simile fedeltà?

Johnny evoca il loro spirito e i suoi idoli gli vengono in soccorso per scuoterlo, come se fossero una voce interiore o un’anima parlante. La vita è dura e spesso l’unica cosa che resta è la consolazione di una birra.

 

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Mister Keith

Possiedo molte cose, ma sono immaginarie. Il rock ha significato tanto e continua a rappresentare molto. Ne ho bisogno, eppure non mi basta solo la musica. Voglio loro, quelli che il rock l’hanno fatto e facendolo, hanno fottuto per sempre anche me.

Inventare un posto come questo, era l’unica maniera per aver a che fare con i miei diletti. È tutto nella mia testa, è solo nella mia immaginazione. È solo rock and roll.

È un posto sacro, il pub. Sacralità e rock and roll: beh, voi sapete com’è, no? Le panche, i tavoli, lo stile Urban e la sua atmosfera metropolitana, questo silenzio monastico che alimenta la fantasia, o forse è soltanto colpa della birra che mi fa vaneggiare, che importanza ha?

Due tizi siedono a tre tavoli dal mio. Il tintinnio dei loro boccali mi desta dalle mie considerazioni. Quando riconoscono l’uomo che entra e siede al mio tavolo, i due continuano a girarsi. Non sono geloso, m’infastidiscono gli sguardi fissi.

 

– Succede perché non ci sei abituato – dice l’uomo.

– Oh, ciao zio. Leggi anche nel pensiero?

– Ne ho viste talmente tante che ho sviluppato certe abilità…

– Oh, non ne dubito…

– Beh, insomma, che cavolo vuoi?

– Ho letto il tuo libro.

– Bene.

– È bello.

– Mmm…

– Una vita da vero scellerato del rock. Bella pietra, non potrebbe mancare nella mia libreria.

– Yeah, lo penso anch’io, ma…

– Cosa?

– Come on, dopo tutti questi salamelecchi, stai per dirmi qualcosa che non t’è piaciuto…

– No. Cioè…

– E quindi?

– Ok. Perché quel capitolo sul pisello di Sir Mick?

– Oh, non ho rovinato l’immagine a nessuno. Mick, comunque, non avrebbe potuto competere con il membro di Hendrix o con quello di Zappa… e nemmeno col mio, dopotutto…

– Io penso che non sia stato corretto soffermarsi sulle dimensioni del sesso di Sir Mick…

– Scherzi? Sono cose interessanti. I fans impazziscono, ah, ah, ah…

– Io mi chiedo che bisogno c’era di soffermarsi su una tale questione…

– Mi sembra che tu la prenda su un piano personale.

– Perché?

– Sì, sembra che la faccenda riguardi te: che cosa c’è che non va, ragazzo?

– Ti pare ci sia qualcosa che non vada? E poi, stavamo parlando di Sir Mick: come reagiresti tu, se qualcuno speculasse sul tuo pisello?

– Ho capito.

– Cosa?

– Oh, lascia perdere…

– No, dimmi pure…

– Non ha importanza, Johnny!

– Sì, per me ha importanza…

– Ok. Tu non scopi.

– Io?

– Oh, a me puoi dirlo. Sei uno sfigato, ma ti vorrei bene lo stesso.

– No… beh… io… insomma, ultimamente ho avuto un crollo verticale in questo settore, ho subito solo una grave recessione e le mie quotazioni sono un po’ in ribasso…

– Solo un po’?

– Beh, andiamo, non sono certo Sir Mick, io!

– Perché t’interessi tanto a Mick?

– Ascolta: anch’io penso che Sir Mick sia un po’…

– Hey: sta attento a quello che dici. Solo io posso insultare Mick.

 

I suoi modi sono perentori e convincenti e io sono solo uno che porta rispetto. Forse troppo. Sì, sono troppo devoto a tutti quelli che m’hanno strappato l’anima. Lui indossa delle strane scarpe verdi che sembrano ali di farfalla.

– Non intendevo insultare nessuno.

– Va bene.

– La parte che riguarda tua madre, quella è commovente. Eh, Malaguena

 

– Yep.

– E poi…

– Senti: basta, Johnny! Mi hai rotto i coglioni, sai?

– Beh, ma io…

– Quella è bella, quell’altra parte è brutta… non c’entra un cazzo, sai? È solo così che è andata. Non è un problema di ciò che ti piace o no.

– Era solo per parlare…

– Lo servono un Daniel’s in questo cazzo di posto?

– Beh, veramente…

– È proprio un cazzo di posto. Dove mi hai invitato, Johnny?

– La birra è veramente di ottima fattura…

– Ottima fattura… parli come un sarto, lo sai?

– Eh, un sarto…

– Birra hai detto?

– Sì, c’è quella rossa che…

– Rossa?

– Sì, rossa.

– E sanno aggiungere un po’ di vodka alla birra rossa, in questo cazzo di pub?

– Beh…

– Ok. Una birra rossa. Liscia, Johnny, per favore.

– Bene. Te la faccio portare subito.

– Vedi Johnny, non devi essere così compiacente…

– Ma tu per me sei…

– Io sono solo uno stronzo come chiunque altro. Sono solo un’equazione.

– Un’equazione?

– Ma sì, Johnny. Sono un tale che è stato elevato a qualche potenza, ma che ridotti i termini, diventa come gli altri numeri, capisci? Cerca di vedermi senza proiezioni. E perdona i miei capricci.

Si toglie le scarpe con le ali di farfalla. Poggia i suoi piedi stanchi sulle mie gambe. Mi guarda fisso e s’accende una cicca. Soffia sulla mia faccia il fumo che esce dai suoi poveri polmoni.

– Lo sai Johnny? Sei un gran ragazzo.

 

Poi, scalzo, sale sul piccolo palco e con la chitarra acustica suona un pezzo.

– Questa è per il mio amico Johnny B. Boogie.

 

È Malaguena. Alla fine, esce. Prende la birra e lascia le scarpe verdi. Gli corro dietro.

 

– Hey, Keef: le scarpe!

– Sono tue, Johnny. Questa vita fila via in fretta, ma tu metti le ali ai piedi e prova a volare!

 

 

 


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