I disegni – #VecchioFreak

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… mi trovo all’interno della mia macchina e subisco un tamponamento da parte di una volante della Polizia… per qualche attimo non sono in grado di concepire pensieri, le mani sulla testa e non riesco a vedere bene… rumori di clacson e voci sguaiate fuori… odore di carburante e di bruciato, io sono compresso nel mio lato guida…

 

Mi desto di colpo, un po’ in affanno. Guardo intorno, scorgo gli angoli familiari della mia camera. Dalle persiane filtra la luce del giorno. Solo un incubo che ha deciso di sostituire il suono della sveglia.

 

Chi li capisce i sogni?

 

Sul web ci sono molte interpretazioni. Un elemento costante è la macchina, cioè, la vita: guidare una vettura significherebbe affrontare la vita. E nel mio sogno non sono in grado di ricordare se stessi dormendo dentro l’auto. Non c’è che dire: bella immagine della mia vita. Se fosse uno spot, sarebbe quello di una tisana rilassante o anche dei materassi.

Spesso ho sentito parlare di disegno superiore, ma è complicato percepirne i tratti nel momento in cui sta accadendo, altrimenti dovresti prestare attenzione a migliaia di segnali insignificanti.

 

Nel gioco della vita, possiamo distinguere due figure: chi non si affanna perché tutto è già pianificato e quindi non c’è motivo di riscrivere una trama, e chi è un frenetico autore d’intrecci perché il destino possiamo crearlo soltanto noi.

 

La storia del disegno superiore è materia di chi si occupa di questioni religiose mentre leggere tra le maglie dell’esistenza, è lavoro per cartomanti.

 

Ognuno di noi si trova certamente meglio a considerare le cose altrui piuttosto che le proprie e se c’è da incidere, è più facile riuscire nella vita del prossimo e, in questo caso, è possibile farlo ostacolando, quando il soggetto che subisce è ignaro.

Ho osservato cacciatori di taglie portare lo scalpo del nemico per riscuotere ricompense e ricevere encomi, e poi ricostruirsi identità e verginità. Delle loro azioni, nessuno saprà, men che meno chi ne è stato colpito. Le persone che traggono profitto dalle disgrazie provocate sanno che la loro non fu vera gloria, ma non gli interessa, quel che conta è che gli altri credano il contrario. Cinismo e opportunismo, occupano il posto di scrupoli e rimorsi, e in questo forzare il destino si spreca la creatività esistenziale.

 

L’invidia è un sentimento umano che tutti hanno provato almeno una volta e finché resta una sensazione, è tollerabile, ma quando ci spinge ad agire diventa pericolosa. Mors tua vita mea, la tua morte è la mia vita, sembrerebbe una frase d’epoca medioevale, anche se è più affascinante l’ipotesi della locuzione pronunciata dai gladiatori, prima d’entrare nell’arena: quello che la vita è per molti, un’eterna competizione e se tu non vuoi battagliare, devi almeno imparare a schivarne i colpi.

 

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