La fine di una pena

 

La fine della pena

La fine di una pena

Sono un cane che dorme. Mordo se mi scuotono. Si capisce molto dalle espressioni della gente. Di più che dai suoi discorsi. Mille facce s’incrociano tutti i giorni, alla stessa ora, in mille posti. Nulla sanno dell’altra e chissà quanto nascondono, quando s’incontrano per mentirsi addosso.

A cosa serve conoscersi se non è mai abbastanza?

Lettere su Amazon

La gente è dannatamente preoccupata a non fare la figura del fesso. A magnificare su se stessa. Relazionarsi col prossimo produce romanzi in continuo aggiornamento. È come essere alle giostre, sull’autoscontro: inevitabile sbattere nella vettura altrui nel momento in cui si entra in pista.

In questo modo vanno le cose. Se Shakespeare fosse qui oggi, scriverebbe che il dilemma moderno è quello di restare in bilico tra il mondo dello spettacolo e lo spettacolo del mondo.

Nessuno può aiutare nel momento dell’angoscia. Il corpo non risponde. Le ombre strisciano fuori dal letto come serpi che hanno morso. Risate sguaiate oltre la soglia. Insetti di razza nella buca. Mai stata così prossima la morte.

Eppure la comare non s’è fermata alla mia cella. La vita continua e qualcuno se ne duole. Guardarsi dentro è come ristrutturare uno stabile abbandonato. Devi cominciare dalle fondamenta, valutare lo stato delle fognature. Le cose che trovi non sono fiorellini profumati.

Devo abituarmi a respirare su fragili equilibri. Mi piace vagare seguendo i profumi che si diffondono nell’aria. Preferisco mangiare in piedi, forse per quella abitudine di correre, scappare. La paura d’essere inseguito mi lascia sospeso tra passioni e tormenti. Le questioni che non sono così nette si confondono.

Ho una passione per il cibo di strada. Vasche di cocomero e limone. Il tavolo di un chiosco lungo un viale alberato. Cartocci di olive, patate e d’inverno, le castagne.

Muoio felice nei cortili condominiali, trafitto dal profumo del soffritto per il sugo. Guardo le lenzuola stese ad asciugare. Sembrano bandiere che sventolano al vento. Sorrido. È confortante stare fuori dai guai.

 

 

PUBBLICAZIONI