Come uscire da una comfort zone

 

La confort zone

La comfort zone

La comfort zone

Intendo per comfort zone, quello spazio di certezze e consolazioni che alimentiamo strada facendo. Cosa c’è di sbagliato in questo? Niente e tutto. La zona di conforto è il sentiero battuto dalla maggioranza degli esseri umani e la questione non si riduce all’equazione giusto o errato. In genere, le consolazioni sono valvole di sfogo che confondono, che impediscono di vedere cosa vuoi veramente.

Il lavoro

Quante volte lo abbiamo pensato. Non riesco a esprimere le mie capacità, in questa società contano le pubbliche relazioni e sono quotidianamente superato da persone meno preparate ma più abili nelle cose pratiche. Quelli come me non vanno da nessuna parte.

Bene, posso sopportare questa situazione infelice mettendo su famiglia.

Il mio rapporto sentimentale è in crisi?

Bene, alla fine l’inquietudine passerà, nel frattempo mi getterò anima e corpo nel lavoro.

Troverò un nuovo hobby. Magari, un amante o un altro sport da praticare o da seguire. Proverò a fare più soldi.

 

I processi personali hanno tempi incerti, anzi, sono indeterminati loro stessi, non è detto che avvengano. Le teorie e le riflessioni sul tempo che passa, da sempre hanno impegnato poeti e pensatori, perdigiorno e luminari.

La poesia

I poeti neoclassici (metà del ‘700), ponevano al centro dei propri concetti la poesia la cui funzione era di rendere immortale quel che era destinato a scomparire, e la bellezza consolatrice perché in grado di confortare l’essere umano dalle ristrettezze quotidiane.

Foscolo esalta il valore delle illusioni perché sottraggono l’umanità dal pericolo dell’oblio e consegnano all’eternità lo spirito dell’uomo, consolandolo dalle tragedie dell’esistenza. Per il poeta di Zante, la funzione della poesia è di esaltare le illusioni che la storia e la società negano e sopprimono.

La società

I tempi cambiano. Oggi possiamo affermare che lo sport, la musica, la televisione o il cinema, e in genere tutti quegli aspetti che definiamo sotto il termine celebrità, sono le nuove illusioni. Non l’arte in senso stretto, tantomeno la cultura, ma la notorietà, tutto ciò che in qualche modo perpetua la vita dell’essere umano che, di fatto, non cambia, ma lo aiuta a sostenere macigni e ad addolcire il senso di un’esistenza agra, incolore, spesso mediocre.

Se la tua squadra del cuore vince, il tuo lunedì sarà migliore. Se assisti al concerto del tuo cantante preferito, riscopri per qualche ora di provare emozioni perché lui canta quel che tu senti nel profondo del tuo animo. Solo che non sei tu a farlo.

I tuoi stessi bisogni sono legati alla necessità di comprare. La cultura di massa è orientata esclusivamente al consumo e ti fa credere che puoi essere felice solo se metti in circolo del denaro. Ti priva del tuo tempo migliore e costringe a vivere entro livelli di stress elevati. Se hai la fortuna di avere un lavoro non puoi lamentarti, anche se i tuoi spazi sono sempre più ristretti.

Questa società ti regala o meglio ti vende le proprie illusioni che rappresentano lo spazio di conforto. Un cardine essenzialmente maschilista, è rappresentato dall’uomo che corteggia una donna la quale, abile giocoliera, non si concederà mai a lui. Volgarmente definiamo questa partita come lei gliela fa annusare.

L’essere umano insegue una felicità che può soltanto odorare, ma ha la conoscenza impalpabile di una sensazione che nemmeno conosce davvero perché l’immagine che ha della stessa, è indotta.

Uscire

Uscire da una zona di conforto è un’impresa titanica che può avvenire (non sempre e non a tutti) solo quando un fatto più grande di te stesso e che addirittura non hai mai provato, sconvolge la tua vita. I tempi non sono brevi e devi essere in grado di gestirlo, di riconoscerlo quando accade. Devi superare decenni d’indottrinamento, d’insegnamento, di tutto quello che ha costruito quel te stesso, anche se la domanda resta semplice, banale, scontata, ed è quella iniziale: cosa voglio veramente?

 

La verità è che ti fa paura, l’idea di scomparire, l’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire

 

Brunori Sas – La verità

 

 

 

 

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