Come risolvere i problemi – L’arte di Mister Wolf

 

 

Risolvere

Se non è facile guardare dentro se stessi e mettere a fuoco le problematiche esistenziali, è ancor più complicato trovare soluzioni. Sarebbe bello conoscere un signor Wolf che suoni alla porta per risolverle, anche se poi diventerebbe opportuno chiedersi, giacché ognuno ha i propri, chi è che risolve i problemi di Wolf?

Esistono infiniti termini che sintetizzano l’atto di risolvere un problema. Sbrogliare la matassa, venire a capo, missione compiuta… ognuno può trovarne di migliori.

 

Huston

Tutti hanno una Huston di fantasia cui rivolgersi in caso di necessità. Siamo tante navicelle Apollo che tentano di sbarcare sul suolo lunare, ma spesso, richiamiamo la base per segnalare un guasto. È un po’ come piangere chiamando la mamma o raccomandarsi a un’entità suprema.

Tensioni e stress incidono sulle nostre energie, esaurendole, eppure saremmo in grado di fronteggiare le emergenze, come una specie di Unità di crisi, se non ne fossimo ignari.

 

Mollare

Non esiste persona che non debba fare i conti con le proprie abitudini. Chi sostiene di non averne, semplicemente le ha diverse dalle tue. In qualche modo confortano. Mettere in discussione qualcosa o addirittura se stessi, non è facile, così come non tutti hanno l’intenzione di praticare meditazione, training o yoga per rilassarsi. Si possono scaricare stress e tensione con l’esercizio fisico o il passeggio. C’è chi si rilassa stirando o dedicandosi alla casa o a un passatempo, insomma, qualunque cosa riesca a distrarlo dai problemi della vita. I pensieri fissi, le nevrosi, sono amici infedeli.

Tante volte abbiamo sentito slogan che incitano a non mollare mai. Non è pratico e non è trendy, soprattutto è contro ogni logica manageriale e di marketing, ma personalmente valuterei proprio il fatto di cominciare a mollare.

 

Problemi: cominciare a mollare!

 

Cavalcare l’onda

C’è una condizione particolare nel trascendere se stessi che, se non si prova, è impossibile definire con le parole. Potrebbe avvicinarsi a quel che comunemente definiamo vivere con la testa sulle nuvole.

Il nostro corpo è lì, in quel posto, ma quello che siamo realmente è altrove, o meglio, ovunque nello spazio. La nostra mente tace e avvertiamo una reale vibrazione, che è o dovrebbe essere la connessione con il .

Ora, il miglioramento di se stessi non avviene in modo semplice o da un giorno a un altro, almeno non fino a quando continueremo a considerare il tempo come ci hanno insegnato. Utile una definizione tra il serio e il faceto di Luciano De Crescenzo, per il quale noi consideriamo il tempo in lunghezza, mentre dovremmo cominciare la misurazione in larghezza.

Nella trascendenza superiamo i concetti di corpo, spazio o ambiente, e tempo; anzi, riguardo al tempo, potremmo riflettere sul fatto che non esista realmente e noi viviamo in un lungo adesso nascosto nell’inconscio.

Il cambiamento è un po’ come cavalcare un’onda e dobbiamo tenere quel galoppo, così com’è vitale salvare la consapevolezza del tragitto.

Non siamo folli, viviamo su questa terra. Siamo spiriti in un mondo materiale, cantavano i Police. Quello che facciamo è entrare e uscire da quel mondo, dalla praticità che serve per campare, dal tempo che è stato inventato per gli appuntamenti o per timbrare i cartellini. Alla fine, però, bisogna tornare con la testa fra le nuvole, e, quel che più conta, distanti dai nostri problemi.

La consapevolezza arriverà quando non l’aspetti, perché non si tratta solo d’una questione di tenacia. Sarà quando guardando l’orizzonte, ti accorgerai del sole scendere e nello stesso momento, alzando gli occhi, scorgerai la luna. Così, come in un piano immaginario, inclinato e imperfetto, scoprirai di essere solo un punto nell’universo e con esso, tutt’uno.

Ah, la vita…

 

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscrivendoti riceverai ulteriori risorse e notizie da Enrico Mattioli e potrai cancellare la tua registrazione in ogni momento. Vedi Privacy e Cookie Policy

 

 

Lascia un commento da Facebook