Come diventare un vero alieno

Come diventare un alieno

In regalo per te i primi capitoli de Il bamboccione

 

Domenica, strade libere e ciclisti padroni dell’asfalto. Sembra che manchi il traffico delle automobili, dei fumi, del caos. Questa è dipendenza inconscia, come quando è festa. Esci, i negozi sono chiusi e ti senti a disagio perché hai fatto l’abitudine alle aperture libere e ti serve.

VIETATO STARE DA SOLI

Il rapporto con la connessione a una rete ha sostituito il rapporto con una persona. Cammini consultando il cellulare. Ti fermi per rispondere. Ridi da solo per un audio Whatsapp. Nelle sale d’attesa parli a voce alta affinché tutti sentano; spesso attivi la viva voce affinché tutti sappiano, e quanto torni casa, con lo stesso tono urlante, magari per una domanda innocente, intimi a tua moglie di farsi gli affari suoi.

Dicono che sia dietrologia la mia o al limite che Beh, ne conosco di gente così, ma non io, non mi assomiglia. Quindi, chi sei?

Cazzi miei, è la risposta. E poi, con non poca ragione, vai a delirare sui social. Lo dico a tutti quelli che non si fanno i cazzi loro: facevateveli!

Che succede fratello? (Perché in fondo siamo tutti fratelli e giustamente ci preoccupiamo della nostra social parentela) – Chiede uno delle tue cerchie.

Fatti i cazzi tuoi, rispondi con non poca eleganza.

Sei un grande, ti scrive un altro (perché in fondo siamo tutti GRANDI e giustamente ci preoccupiamo per… vabbè, lasciamo stare).

Grazie, rispondi, grazie a tutti per l’affetto che mi dimostrate ogni giorno. Stasera ho capito una cosa importante.

Cosa? – Chiede quello di prima.

Che io sono mio, rispondi.

Cioè? Chiede il solito, partecipe indefesso della tua situazione emotiva.

Fatti i cazzi tuoi!

QUANTO TEMPO RIESCI A STARE SENZA CONNESSIONE?

L’idea di un social perpetuo, connette a un mondo custodito nella tasca ma produce problemi in serie: in questa società devi essere sempre raggiungibile. In qualunque modo. A qualunque costo, perché a cercarti è la pubblicità. Numeri e liste, profili e identità: noi siamo dappertutto, pure sulla nuvola. Siamo così soli che da soli facciamo gruppo, eppure l’esistenza, privata di questo aspetto, appare distante.

Se Luigi Pirandello componesse oggi Il fu Mattia Pascal, tratteggerebbe un individuo sprovvisto di marchingegni tecnologici perché staccato dal mondo sarebbe inesistente. Il paradosso è rappresentato dal fatto che, per credersi vivi, si ha bisogno di una forma lontana dalla propria reale natura.

ESISTIAMO SOLO COME ALIENI?

Fuggiamo con l’ausilio della tecnologia, senza avere una destinazione o un obiettivo reale. Il metodo cartesiano dell’ego cogito, ergo sum, oggi diventa fuggo, dunque sono. I processi comunicativi, grazie al social o ai messaggi (e all’omologazione in genere), sono sostituiti dagli slogan, dalle faccine emozionali. Un’immagine arriva prima di un pensiero formulato. Essere in vita si riduce al manifestarsi sotto varie forme di tendenza. Il silenzio, l’osservazione, la riflessione, rappresentano uno stato considerato, nel migliore dei casi, di coma irreversibile.

 

Loving the alien

E le tue preghiere spaccano il cielo in due
(Credendo nelle cose più strane, amando l’alieno)

Preghi fino all’arrivo dell’alba
(Credendo nelle cose più strane, amando l’alieno)

Crederai di amare l’alieno
(Credendo nelle cose più strane, amando l’alieno)