Charles Darwin tra evoluzione e involuzione della specie

 

Charles Darwin tra evoluzione e involuzione della specie

 

Osservare la gente è il più grande spettacolo del mondo. Nei raggi delle nostre cerchie, troviamo rapporti formali, amichevoli, parentali, affettivi e professionali. Tra questi qualcuno s’è conservato, qualcun altro s’è perso di vista; altri si sono sviluppati, altri ancora rovinati. Tutti, indistintamente, costituiscono il bagaglio della nostra esperienza. Abbiamo visto queste persone in scena sul palco della vita, rapportarsi con noi e con il prossimo in situazioni diverse e con stati d’animo in continua mutazione. Di alcuni, conserviamo un buon ricordo.

In un precedente post ho trattato della competizione come il propulsore delle relazioni sociali, professionali, affettive, e di come sia spesso confusa con la superiorità. In effetti, se costretto a precisare, aggiungerei che superiorità è un termine immorale, scomodo, in un certo senso volgare ma non del tutto scorretto. Nell’articolo mi riferivo alla società dei nostri giorni e come un elevato stato di guerra costante influenzi il nostro modo di essere e di sentire.

Seguendo il pensiero darwiniano della selezione, la sopravvivenza di un individuo in rapporto all’ambiente in cui vive, è legata a qualità innate che generano un conseguente aumento della specie. Darwin non ci dice che a vincere è il più forte, ma il più adatto all’ambiente.

 

Charles Darwin è vissuto tra il 1809 e il 1892. Pubblica per la prima volta L’origine della specie, nel 1859. È un’opera che nasce da viaggi compiuti dal biologo britannico tra l’America meridionale, l’Africa Occidentale, l’Australia, le Isole Malvine e Capo Verde, dal 1831 fino al 1836.

In quel periodo Darwin affinò le qualità d’osservazione e di analisi nello studio della specie. Possiamo dire, dunque, che il lavoro ha avuto una gestazione di circa trenta anni.

A causa del concetto di evoluzione, quindi del mutamento nel corso del tempo, il testo entra in contrasto con il Libro della genesi e con la teoria della creazione diffuso dalla religione cristiana, cioè di un Dio creatore di un essere a sua immagine e somiglianza, quindi perfetto, immutabile.

Per offrire un parallelo della società dell’epoca, la seconda rivoluzione industriale – con l’introduzione dell’elettricità e del petrolio nei processi d’industrializzazione – parte dal 1870, in Europa. Già la prima, si era sviluppata in Inghilterra in un arco temporale tra il 1760 e il 1840 e riguardava il settore agricolo e dei trasporti.

La seconda rivoluzione, toccherà il settore economico-finanziario e produttivo, fornendo nuovi temi sociali come la forza lavoro e il capitale. Nel 1864, Karl Marx a Londra aveva fondato l’Associazione internazionale dei lavoratori. Le città si allargano a macchia d’olio e in modo incontrollato, i contadini si spostano dalle campagne alle fabbriche in cerca di lavoro. Le prospettive occupazionali generano i primi fenomeni di migrazione, quando già al principio dell’ottocento, masse di europei si erano trasferite nelle Americhe.

Una terza rivoluzione che riportiamo solo per cronaca, parte dal 1970 e riguarda l’elettronica.

Quello che va dalla metà del settecento alla fine dell’ottocento, fu un periodo di grandi innovazioni industriali e tecnologiche, in campo elettrico, in campo medico scientifico, nel campo dei trasporti e delle comunicazioni.

Ora, immaginare il signor Darwin impegnato nell’analisi di campioni animali e vegetali dei secoli passati e il contemporaneo sviluppo della società del suo tempo, non deve far pensare a un tizio fuori dal mondo perché la teoria dell’adattamento all’ambiente, trova lo stesso una sua applicazione.

Troviamo il concetto di Lotta per l’esistenza, nell’olocausto e nelle persecuzioni della prima metà del novecento in Europa. Lo ritroviamo nella segregazione degli afroamericani negli Stati Uniti, quanto nell’Apartheid in Sud Africa; nel genocidio degli indiani d’America avvenuto tra il 1400 e il 1500 a causa della colonizzazione europea.

È una lista infinita che riguarda ogni minoranza, ma tocca anche temi attuali quali la parità tra uomini e donne, quanto i diritti civili degli omosessuali; l’immigrazione verso l’Europa di popolazioni arabe o africane; e poi, le battaglie per la salvezza del pianeta condotte dai movimenti ambientalisti.

L’uomo, per natura, è convinto della propria superiorità non solo nei confronti degli animali e degli esseri umani più vulnerabili, ma anche verso un ecosistema stravolto per i fini di minoranze egemoni – a volte in concorrenza tra di loro e altre volte in accordo per spartirsi i mercati – le quali, intendono imporre in maniera subdola un modello identitario valido per ognuno e che essenzialmente riguarda il consumo di tutto quello che si produce.

Sempre, quando l’ambiente diventa ostile, troviamo una battaglia in cui l’essere umano lotta per la sua sopravvivenza. Oggi, ancora più spesso, assistiamo alla lotta dell’ambiente per la sua stessa conservazione.

Così è la vita, zio Charles, domani è già un altro giorno. Charles Darwin

 

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