Canapone e Vacca – Pausa

Leggi Anteprima Avvisiamo la gentile clientela su Create Space

 

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- Canapone? Fammi subito lo scontrino per la merenda, così faccio il turno di pausa…

- Sì Vacca, ma chiedi al cliente se ti fa passare avanti…


- Mi scusi, mi fa battere la merenda che devo andare in pausa?

- Va bene, prego.

- Le dispiace?

- No, vada…

- Perché se le dispiace, io aspetto…

- Assolutamente…

- Davvero?

- Prego…

- Sicuro?

- Passi, signor Vacca, non facciamola così lunga…

- Ah, lei è un po’ aggressivo, io le ho fatto solo una richiesta educata…

- Ok. Signor Vacca? La prego, faccia pure…

- Grazie.


- Canapone?

- Eh?

- Ma tu l’hai sentito quel cliente?

- Cioè?

- È stato veramente aggressivo!

- Mah… forse anche tu la fai sempre tanto lunga…

- Io? Vorresti dire che aveva ragione lui?

- No, non proprio che aveva ragione…

- Ah… eh, perché io gli ho fatto solo una richiesta educata…

- Certo, certo…

- Ma che mi stai liquidando come a dire che la ragione è dei fessi?

- Che cosa?

- Ah, quindi tu stai dando del fesso a me?

- No, Vacca.

- Ah… no perché non sembrava, cioè, come al solito tu ti spieghi male…

- Va bene, Vacca…

- Eh, no, perché…

- Vacca? Perdonami se ti interrompo, ma il tempo scorre, non vorrei che finisse il tuo turno di pausa!

- Oh! Eh, ma tu mi fai parlare e parlare… e parlare…

 

SOMMARIO DI SUPERCASSIERI

 


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Qual è l’attività principale nell’esistenza? Crescere? Affermarsi nella società? Trovare una strada propria? 
Qualunque sia questo compito, Emilio Santini – il protagonista della storia – e i suoi amici, non vogliono saperne di andare avanti. Tengono duro, l’unica strada da loro conosciuta è quella del portone di casa, dove vivono fin dagli anni ’70, quando erano ragazzini, in un quartiere periferico di Roma. Sullo sfondo del clima segnato dalle tensioni sociali, essi osservano scorrere la vita con indifferenza, convinti che darsi da fare non serva in questo sistema perché niente potrà cambiare. Hanno motivazioni sterili, hanno giustificazioni puerili, la vita gli va bene com’è, nel grigiore quotidiano si sono accomodati in prima fila per assistere al cambio delle stagioni. 
Nella cronaca disordinata di eventi riportati che conducono al passaggio tra la prima e la seconda repubblica in Italia, Emilio e gli amici di sempre, si apprestano a vivere il nuovo corso appoggiando l’ascesa di un politico rampante. Il calcio e la musica rock sono le loro uniche ragioni di vita, ma credono di trovare nell’onorevole Andrea Franzoni, loro caro, vecchio amico, una scorciatoia alle difficoltà dell’umano vivere. 
Emilio – un appassionato dei Beatles – guadagna pochi soldi come insegnante di chitarra, il Taciturno lavora quando ha voglia distribuendo volantini pubblicitari, il Bestemmia opera nella salumeria di un parente dopo le dieci e mai oltre le tredici, il Cobra si arrangia come autista in lavoretti poco leciti e Rigatone è un fotografo di musica rock.
C’è un conto in sospeso, però, che tutti hanno con l’uomo politico e questo li desterà dal lungo sonno regalando un assist per la rivalsa e arginare il cinismo maturato. 
Storia di una generazione afflitta dal morbo di Pete Best.

Nessuno potrebbe essere John, Paul, George o Ringo, ma tutti siamo Pete Best e in una maniera o nell’altra ci siamo dovuti adattare con quel che era rimasto. 
Emilio Santini