Buoni propositi

 

Buoni propositi

Continuerò ancora a seguire il sentiero coperto da foglie ingiallite e ad accorgermi del susseguirsi delle stagioni. A cercare la serenità senza lasciarmi penetrare dalla pazzia altrui, dallo spreco di tempo e dagli sforzi che comportano gli obiettivi, perché, a ben vedere, ogni fine è inutile se subito dopo è cancellato per far posto al successivo.

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Cercherò un’anima nelle cose e, quando saranno definitivamente guaste, fisserò una mensola per contenere i ricordi, come quella radiolina con cui sentire le partite affacciati alla finestra della cucina, mentre una nuvola di fumo avvolgeva l’ambiente.

Troverò un divano più comodo e non lascerò che la mia postura si adatti alla scomodità del giaciglio.

Proverò a inventare di vivere senza lavorare perché se lavorare, oggi, è già una fortuna, questa costa un occhio della testa e a volte anche la vita stessa; no, non la vita in quanto esistenza ma nel senso di una sua qualità. Cercherò, dicevo, di immaginare una pensione da estendere per il tempo che rimane, perché la vita – sempre lei – è breve se la spendi male.

Resterò, finché potrò, sospeso tra i doveri che comporta il campare e tutti quegli attimi preziosi del vissuto giornaliero e staccherò di più la spina, staccherò tutte le spine che sarà possibile giacché assorbono tutta l’energia di cui ho bisogno.

Sarò ancora lì, a osservare lo spettacolo della pioggia che batte, ore e ore senza muovermi, e cancellerò il futuro per trovarmi riposato nel presente.

È stata la vita. Come una coltellata, come una pinta di birra, come il primo disco che ho ascoltato o il primo libro che ho letto. Come un fatto senza senso.

 

Cercherò un’anima nelle cose e, quando saranno definitivamente guaste, fisserò una mensola per contenere i ricordi, come quella radiolina con cui sentire le partite affacciati alla finestra della cucina, mentre una nuvola di fumo avvolgeva l’ambiente.

 

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