IL BAMBOCCIONE




Il bamboccione



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Una sorella detestabile, un lavoro provvisorio, dei genitori che lo sopportano sempre di meno. La vita di Renato Calloni è segnata dagli effetti devastanti della svastica, com’era chiamata senza precisi motivi la polvere bianca nel suo ambiente. Renato mantiene dignità e rettitudine ma perde l’occupazione, patendo i morsi di una società senza scrupoli. Ricomincia da capo, ricomincia da un fondo senza fondo. Lavoretti di breve durata e una sveglia che risuona come un ordigno, scandiscono ormai le sue giornate. La precarietà è una condizione dove le speranze abortiscono prima di essere concepite. Ti guardi, ti annusi, decidi che non è il caso nemmeno di provare. La solitudine, in una metropoli frenetica, è mitigata dai rapporti con altri emarginati perché i simili si assomigliano, ma non assottigliano.


NOTE

È il diario di un precario. Renato Calloni lavora in un grande magazzino ma i colleghi lo coinvolgono in un traffico di cocaina in cui sono implicati dirigenti e quadri aziendali. È un circolo vizioso e benché Renato sia estraneo alla vicenda, non riesce a dimostrare la sua innocenza. 

I rapporti con la sorella Olga, un personaggio che ha imparato a stare al mondo e a giocare bene le sue carte, e con i genitori, diventano insostenibili. 

Perso il lavoro, segue un percorso costituito da occupazioni temporanee. La sua esistenza si svolge ai margini. Usa la laurea di infermiere presso l’Unione Sanitaria Locale e insieme agli addetti del camper si occupa di assistenza nei centri di accoglienza, in quelle zone della città dove la concentrazione di clandestini è alta. 

Una nota positiva è che Renato ha molto tempo libero ma, ahimè, non sa come sfruttarlo. Girovaga tra quartieri di periferia, stazioni, fermate della metropolitana. La passione per il calcio giovanile unita alle competenze del nuovo lavoro, lo portano a collaborare con l'Autoricambi, la squadra del suo quartiere, come massaggiatore. 

In quella terra chiamata desolazione, i suoi migliori amici sono un tale chiamato Farfuglia, cantante balbuziente che quando canta non balbetta, e Nerone, il cane del pronto soccorso di zona.

La simpatia per Vanessa, laureanda e commessa di fast food, è volutamente platonica perché, ammette Renato, nelle sue condizioni ti guardi, ti annusi, ti chiedi perché dovresti provare

La sua casa è in realtà il bar di Varechina, un egiziano trapiantato, che è un ritrovo di extracomunitari, emarginati e tipi stravaganti con i quali, per forza di cose, solidarizza, non nascondendo un arricchimento che lo tiene, nonostante tutto, attaccato alla vita. 



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 © ENRICO MATTIOLI 2017




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