La cocomera



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Il malumore del vecchio Alvaro, esalato di senilità, traspare quando lui, rincasando dal passeggio, pulisce le scarpe sul ciglio della porta: se lo zerbino non è ben allineato, è certo che in casa Malacosta il clima si fa funesto. Quel tappetto, regalo del mal sopportato genero, raffigura un’anguria che il vecchio chiama impropriamente la cocomera, a sottolineare con quella storpiatura oltre a un basso gradimento del regalo, un’avversione nei confronti del giovane di nome Odoacre, medico di base con lo studio al primo piano del condominio e che nel giro di due anni gli è diventato genero mettendogli a soqquadro l’esistenza. Fu lui, infatti, che proibì ad Alvaro di fumare per non peggiorare l’enfisema. Il vecchio, però, ora sostiene vivacemente di non sentirsi più quello di una volta, ma non è dato sapere se Alvaro intenda per via della parentela oppure per la mancanza delle sigarette. È per questo che sfoga le sue frustrazioni battendo con vigore le scarpe sulla cocomera? Sembra che anziché pulirle, voglia sbatterle sul muso di qualcuno.      

Matilde Malacosta, invece, è colei che di quella parentela ne fa un vanto con tutto il condominio e oltre. È anche la moglie di Alvaro, ovviamente, e la cocomera diviene spesso motivo delle loro contese.

È mezza mattina. Le sedie sono sopra il tavolo. Con modo secco, burbero, quasi che in quelle ramazzate intendesse dare ancora un ritmo all'esistenza, donna Matilde spazza la cucina. Fuori piove. In sottofondo, il notiziario radiofonico: Ancora nessuna svolta sulla fuga dei banditi che ieri a mezzogiorno hanno assaltato l’ufficio postale.

Alvaro siede in salotto, sulla poltrona appena sotto la foto dei tre nipotini. Laborioso, sbuccia i fagioli.

Dalla cucina, con tono di rimprovero, la moglie lo coglie: - Ti sei accorto che è finito l’olio?

- Se ne ho prese tre bottiglie la scorsa settimana...

- Sei sicuro?

- Sono sì, sicuro! Tu piuttosto: dove le hai messe?

 

Si sposta verso la cucina: - Non vedi che le tieni in mano? - Le dice.

- Le ho trovate adesso! - Gli risponde. Lui scuote la testa, lei prende il soprabito.    

- Mica vorrai uscire con questo tempo? - Fa lui.

- Vado al mercato: è finita la frutta - replica seccata.

- Allora vado io. Tu è meglio che ti riguardi.

Matilde è sorpresa. - Sai scegliere le arance? 

- Beh!

- Vai dalla signora Valeria, che è tanto brava. Ha il banco in fondo, dopo il vecchio Marcello. 

- In fondo dove? - Urla Alvaro.

- Dopo il banco del vecchio Marcello...

- Marcello si è spostato: adesso è proprio all’entrata.

- Appunto: in fondo dall’inizio!

 

Alvaro con gesto lento prende il cappello e l’ombrello. Matilde si raccomanda: - E non fare tardi, e non prendere tutto quel peperoncino, e lascia in ordine la cocomera quando rientri che una cocomera è lo specchio della casa: che cosa penserà la gente? 

Gironzola per la casa e pensa: da quando Odoacre gli ha impedito di fumare, è peggiorato: che il fumo rinvigorisca le cervella?

Alvaro apre e accompagna delicato la porta, lasciando dentro casa le raccomandazioni della moglie che, del resto, conosce a memoria. Nello stesso momento la signora Tabacci dal terzo piano, esce sbattendo la blindata; il riverbero scuote la ringhiera delle scale.

 

- Buongiorno sig. Alvaro.

- Signora Tabacci, lei è sempre in forma...

- Le scale sono una bella ginnastica per il cuore.

- Devo dirlo a mia moglie. Palpitazioni, aritmia...

- Poverina. Deve andarci cauta allora...

- E perché? Visto mai un colpo secco!

- Lei è il solito mattacchione...

- Signora mia, io sono una vittima!         

- Di nuovo al mercato?

- Vado a prendere la frutta. Vitamine ci vogliono...

- Ma cosa ci fa con tutti quei peperoncini?

- Se un giorno ci vediamo per un caffè, glielo dico! 

- Che paravento... lascio a lei la delega per la riunione di domani? Io sono sempre di corsa...

- Ci mancherebbe. Lo faccio con piacere.

- Arrivederci sig. Malacosta, devo andare.       

 

La donna fugge lasciando il vecchio da solo. Sempre di corsa, sempre di corsa... - borbotta lui.

Arriva davanti alla guardiola. Il portiere è immerso nella lettura dei quotidiani sportivi e non si accorge nemmeno che la bella signora lo saluti. Alvaro lo fissa e urla: - Ah! Quindici anni di meno!  

 

Il portiere ha un sussulto, poi lo guarda e lo manda al diavolo: - Ma va là, mister peperoncino...


Alvaro si ferma davanti alla cassetta della posta. Cerca la chiave; si guarda intorno e apre furtivo il portello. Estrae un pacchetto di sigarette ed esce. Saluta gli altri pensionati sotto il portone. 

 

- Ciao, vecchi rimbambiti!

- Hey Alvaro... è l’ora del peperoncino?

 

Il vecchio Malacosta ridacchia soddisfatto e accende una sigaretta.

 

A casa Matilde pulisce le orate e le spigole. Ciccia, la gatta, fissa gli scarti e gli strofina tra le gambe. Matilde, distratta da un vago ronzare, pensa: elicotteri! Forse stanno cercando qualcuno o è accaduto qualcosa. Quel rimbambito è uscito adesso, non può averne combinata un’altra delle sue...

Regala la testa della spigola alla gatta, ma continua a sentire il rumore dall’alto, la stessa sensazione di cinquant’anni prima, quando un bombardamento distrusse la casa dei suoi.

Mette il prezzemolo e l’aglio, un pizzico di peperoncino dentro le orate; spruzza un goccio di limone e un cucchiaio d’olio. Sistema il tutto e accende il forno. 

Esce in balcone a leggere il giornale e non ci riesce. Ciccia è ai suoi piedi. Matilde guarda i comignoli del palazzo di fronte e più in alto, per vedere l’elicottero di cui continua a sentire il rumore.

E’ distolta dal grill. Mezz’ora e il pesce è bello e cotto. Ciccia gli ronza intorno e con la zampa si lucida il pelo tigrato grigio.

Alvaro sta tornando. Entra nel portone e ripone il pacchetto di sigarette nella cassetta della posta. Pianta la cicca che tiene tra le labbra nel vaso davanti alla guardiola. Dalla sporta estrae un peperoncino: lo strofina sul cappotto e comincia a masticarlo. Chiama l’ascensore, che non ha certo un rumore silenzioso. 

Matilde sente che il marito sta tornando e si avvicina all’ingresso.

Alvaro gira la chiave e apre. La moglie lo aspetta sul corridoio a mani conserte. Matilde prende la sporta e controlla la spesa, continuando a borbottare.

Cosa ci farà con tutto questo peperoncino... vecchio rimbambito!

Fuori, la cocomera è in ordine perfetto. Ciccia esce e si accomoda sul quel tappeto col ronfare tipico di un elicottero in volo.



© ENRICO MATTIOLI 2017




© Enrico Mattioli 2017