Carnevale


Unknown


Pomeriggio d’inizio febbraio. Sembra già primavera, il cielo è limpido, l’aria leggera. Il cortile è pervaso dall’atmosfera di quiete che filtra dalle stanze della biblioteca della scuola. Due maestre stanno preparando i tavoli con le bibite e i vassoi di frappe. Tutto è pulito e in ordine, ma tra poco sarà una tempesta di ragazzini urlanti e sfrenati.

Candy Candy è davanti al cancello. Le squilla il cellulare.

 

- Ciao, dove sei?

- Sono qui davanti.

- Ma non dovevamo arrivare insieme?

- Sì, ma mio padre aveva un impegno e siamo usciti un po’ prima.

- Tra pochi minuti sarò lì, mia madre guida come una lumaca…

 

Lupin III giunge insieme all’Ispettore Zenigata. Vanno incontro a Candy Candy.

 

- Sei già arrivata?

- Che non si vede?

- Sei sempre la prima, eh?

- Pensa agli affari tuoi, e poi rifatti il trucco tu, ciccione: non assomigli per niente a Lupin III! 

 

Arriva Wonder Woman.

 

- Ce l’hai fatta – la riprende Candy Candy.

- Hai ragione, mia madre è proprio negata con la macchina…

 

Cominciano a entrare, tutti salutano le maestre. Ci sono Zorro e Tarzan, Haidi e Paperina. I ragazzi si radunano intorno ai tavoli. Zorro prende un piatto di carta e lo riempie di dolci. Cerca Candy Candy che sta parlottando ancora con Wonder Woman. Gli altri ragazzini cominciano a giocare a palla tra gli sguardi annoiati delle femmine.

 

- Ti ho portato le frappe – le dice Zorro.

- Voi maschi pensate solo a mangiare – risponde lei.

- Beh, allora se non le vuoi, me le mangio da solo…

- Magari una, ma una soltanto, devo stare attenta perché tra una settimana ho il saggio.

 

Giunge anche una ragazzina la cui maschera sembra ignota. È imbruttita dal trucco e contrasta con le altre ragazzine di bell’aspetto che vedendola, la tengono a distanza con commenti sarcastici. Eppure i maschietti sono tutti intorno a lei.

 

- Che razza di maschera sei? – Le chiede Zorro.

- Il mio era un personaggio famosissimo all’epoca di Nicola II Imperatore di tutte le Russie. Ai suoi piedi capitolò l’intera corte (maschile e non, pare) e con probabilità lo stesso Nicola, pure se lei era bruttissima. Il suo nome è nei libri di storia al pari di un’imperatrice.

- E come si chiamava?

- Lei era Irina Ceprova, la più grande ninfomane della storia…

- Irina Ceprova? Mai sentita questa…

- Infatti non è vero, scemo… ci hai creduto? Non avevo un vestito e così mia madre s’è inventata una burla…

 

Al momento del concorso per la maschera più bella, Irina è votata come la migliore della festa, tra l’invidia e il rancore delle altre. In realtà quella maschera non esiste, il suo nome fa sorridere e la sua storia è soltanto un gioco. Dopotutto siamo a carnevale, ogni scherzo vale. 



© ENRICO MATTIOLI 2018



© Enrico Mattioli 2018