Il buco di Warhol - Warhol and the war hole


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Reduce dalla mostra su Warhol a Palazzo Cipolla in via del Corso a Roma (ultimo giorno ieri, un'ora di fila), sono rimasto affascinato dalla sua figura. A mio avviso Andy rappresenta l'artista del futuro per antonomasia, ha proclamato e creato una serie di cose folli in modo serioso riuscendo a essere credibile. 

Avendo già scritto di centri commerciali per ben due volte, tirando in ballo questioni sul consumo e la massa, non potevo non rimaner colpito dai suoi aforismi su prodotti e marchi associati alla democrazia e non perché siano fondamentali ma perché suscitano sempre una riflessione.  


Comprare è molto più americano di pensare e io sono molto americano.

Mi sono guardato nella vetrina di un negozio e ho notato che sono proprio appariscente per la strada.

Anche un artista può affettare un salame.

Credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa; cucinare, per esempio.

Ignoro dove l'artificiale finisce e cominci il reale.

Il modo per essere controculturale e avere un successo commerciale di massa è dire e fare cose radicali in una forma conservatrice. Come ha fatto McLuhan: scrivere un libro per dire che i libri sono obsoleti.

Io ho cominciato come artista commerciale e voglio finire come artista del business.

L'idea dell'America è meravigliosa perché più una cosa è uguale e più è americana.

Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l'anticonformismo deve essere prodotto per le masse.

Quel che c'è di veramente grande in questo paese è che l'America ha dato il via al costume per cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del più povero. Mentre guardi alla televisione la pubblicità della Coca-Cola, sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola, e anche tu puoi berla.

Tutti gli scandali aiutano la pubblicità, perché non c'è migliore pubblicità della cattiva pubblicità.

La cosa più bella di Tokio è McDonal's. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald's. La cosa più bella di Firenze è McDonald's. A Pechino e a Mosca non c'è ancora niente di bello.

Se raccogliessero tutte le frasi che ho detto capirebbero che sono un idiota e la smetterebbero di farmi domande.


È stato l'incarnazione del paradosso perfino in punto di morte, quando durante un'operazione alla cistifellea - temeva la morte eppure ne era affascinato - per evitare il dolore chiese una dose molto forte di anestetico che gli risultò fatale. 

Personamente considero il suo pensiero partendo dal presupposto ossessivo del consumare come stile di vita: Andy Warhol è l'icona moderna che incarna meglio di chiunque i tempi che viviamo. Se da una parte egli si nutre artisticamente dell'industria di massa, dall'altra non lancia certo messaggi soporiferi alla stessa.  

Parliamo di impianto serigrafico come parallelo alle industrie che producono articoli da consumo. Più di un manifesto pubblicitario ha preso spunto dallo stile adottato da Warhol, più di una copertina musicale e perfino i moderni effetti fotografici usati dalle applicazioni di telefonia o pc tengono conto della lezione di Andy. E non parliamo dei format televisivi sulle varie factory, dalla gastronomia alla musica, i cui autori, coscienti non si sa quanto, in qualche modo (anzi, decisamente in un altro modo) rendono omaggio a Warhol; che però era artista pericoloso, la fauna artistica che frequentava la fattoria di Andy non aveva molto di raccomandabile per l'America benpensante e che nonostante stesse diventando più indulgente a causa della rivoluzione degli anni '60, era pur sempre erede del sogno a stelle e strisce.    

Infine, mi permetto, c'è qualcosa di sinistro e devastante perfino nel suo cognome: se aggiungiamo un'ultima vocale, otteniamo war hole, il buco della guerra oppure la guerra del buco.   

Riguardo agli innumerevoli aforismi che si trovano su internet, credo che a lui si addica perfettamente quel proverbio cinese: chi mente si ritrova sempre la verità tra le mani


Concludo con la frase sui famosi quindici minuti di notorietà (che però gli fu solo attribuita), profezia che appare come una serigrafia morale di una società che offre innumerevoli strumenti di arrivo a una fama breve attraverso il web e i social network. È probabile che Andy nella sua follia lo avesse già previsto.  



© ENRICO MATTIOLI 2014 

  



© Enrico Mattioli 2017