Libri, libretti, librazzi: il futuro dell'editoria è morto da un pezzo


No alle rime con librazzi, per piacere. Leggo sempre della questione e-book sì, e-book no, crociate a favore di Amazon e movimenti contro lo strapotere del gruppo di Seattle.

Si direbbe quasi che l’ambiente internazionale dell’editoria è in continuo fermento. Il che sarebbe un bene. Il fatto è che tutto gira a vuoto. Non si intravedono atti tesi alla costruzione di qualcosa ma solo intenti di blocco, distruzione e ostruzione. Il grande che mangia il piccolo e il piccolo che lamenta soprusi proponendo, però, solo un argine al più forte. Nessuna tattica, nessuna alternativa, si spera che l’aguzzino si renda conto del dolo, chieda scusa e apra a tutti le porte del palazzo come se gli affari non fossero affari ma coesione pacifica nel mercato. Qualcuno mi suggerisce che l’editoria non può essere solo un business ma è un settore particolare. Grazie al librazzo (opps, m’è scappata a me la rima!), lo dicevo da un pezzo e mi si rispondeva che non capivo un librazzo di strategie, di marketing, di come si gestisce un’azienda e che due più due fa sempre quattro e che va bene l’arte ma poi si chiude bottega e allora canteressimo in coro la solita filastrocca del librazzo. 

Poi con i portali web tutti possono pubblicare e non c’è filtro, selezione o bollino ed è per questo che l’editoria è in crisi, perché si pubblicano librazzi e non ci sono più i libri di una volta e c’entra poco o nulla se il grande editore tende a pubblicare selleroni, veline, sportivi e politici che scrivono di come ve l'ho spinto nel bucio, perché quelli vendono e tengono in vita il settore e se dovressimo da pubblicare i libri degli scrittori allora daje a ride: sai che si chiude in una settimana? 

Inoltre, fratello, il tuo libro non è mica un librazzo e a me mi piace un sacco, ma proprio un sacco un sacco, e mi piaceresse di avermelo nel mio catalogo editoriale ma però ci sta la crisi e mi piaceresse di più ancora se tu parteciperebbi alle spese, non dico di pagarlo tu soltanto ma almeno di farlo ai mezzi, come se si tratterebbe di un viaggio in macchina fino ad Amsterdam. Ma io non posso, fratello, perché se ci sta la crisi nell’editoria, ci sta la crisi pure per me e ti pare che ti posso compartecipare alle spese? Beh, allora, prima cosa non chiamarmi fratello, e poi ora che ci penso il tuo libro era proprio un librazzo.   

Il futuro dell’editoria sembra un aborto clandestino, una lettera a un libro mai nato e forse l’editoria non esiste, è soltanto frutto dei nostri incubi. E i libri, i libri, i libri...                                                                                                                                    



© ENRICO MATTIOLI 2014




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