La letteratura nella vita di tutti i giorni


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Non c’è aspetto dell’esistenza che la letteratura non abbia già trattato. Si può vivere in modo frenetico condensando ogni esperienza, ma non risolvere le questioni legate alla cognizione. Eppure, basta aprire un libro, non importa quale, e prendere atto del tempo che passa (a volte invano), consapevoli che il fisico non vince mai contro le lancette. Possiamo farci una ragione, smaltire le borie, gestire silenzio e solitudine. 

Alcuni abili scrittori hanno spiegato come sarebbe stato il futuro, altri hanno chiarito cosa stava accadendo nel momento in cui loro stavano scrivendo, altri hanno raccontato che cosa era accaduto prima; altri ancora, hanno narrato come ci si sente in varie circostanze e che cosa si cela dietro un’epoca, un momento, un movimento.

La letteratura racconta la vita e dice che non v’è certezza concreta. È pericolosa e violenta, assassina e crudele, ma non mente. Nell’era della tecnologia, ha cercato di stare al passo con il suo formato elettronico. Eppure, il punto, non è questo. La televisione e i format creano una realtà artificiosa. C’è una società reale che ha ritmi lenti, come - esempio su tutti - l’attesa di un posto di lavoro o l’assistenza sanitaria, e c’è una società virtuale e fintamente virtuosa che vende dicendo di offrire, compra raccontando di liberare, raggira dicendo di giocare, una società che è indubbiamente più veloce e alla portata delle masse. Consuma e ricrea in serie a ritmi vertiginosi. Ti cerca direttamente a casa, bussa alla porta - spesso non bussa ed entra senza annunciarsi - ti chiama al telefono offrendo servizi non richiesti e insiste, persevera camuffando la voce.

Sono tutte metafore. Non è solo questo e non è soltanto quello, sono tutti questi aspetti insieme. Sono disturbi che meriterebbero di essere evocati da un punto di vista narrativo, eppure, diventando consuetudine - come ogni disagio che si rispetti - si finisce per conviverci. E scivolano via, come scivola una schiuma neutra, eludendo le maglie di qualsiasi narrazione letteraria, tali a un fatto consolidato che non merita considerazione alcuna.

La funzione della letteratura non è quella di stare al passo con una realtà virtuale che confeziona miti, ricrea illusioni e vende promesse: se ha una funzione è di raccontare il reale da cui ognuno, però, è distante perché la connessione sostituisce la comunicazione.     



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© ENRICO MATTIOLI 2017


         

 

© Enrico Mattioli 2017