Io sono il demonio



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Affrontare i propri demoni non è semplice. L’egocentrismo andrebbe regolarmente denunciato.

 

Più trovo me stesso e più mi faccio schifo.

Più cerco certezze e più trovo macerie.

Più invoco la pace e più raccolgo minacce.

Più vivo la vita e più muoio lentamente.

 

Sono salito sopra un monte per dominare dall’alto. Da un colle vedevo la città deserta bruciare al sole dell’estate, tutt’intorno permeava un fetore nauseante proveniente dalle fogne. Non c’era più acqua, ogni fonte era prosciugata. Era la città dei moribondi, una metropoli in cui governavano i mediocri e dove più non si avevano competenze, maggiori erano le occasioni. Tutti erano maestri nel sollevarsi dalle responsabilità. La gente, per non essere da meno, li prendeva a modello e ognuno era afflitto da un senso esagerato d’importanza personale, eppure, ciascuno accusava l’altro di una superiorità presunta.  

 

Mi sono isolato per capire. Nel deserto della mia desolazione spesso ero sopraffatto dalla disperazione e qualche volta ho pianto.

Giunto al famoso crocicchio degli incroci, ho incontrato un tale ben vestito. La giacca era bianca e anche i pantaloni. Indossava una camicia nera e una cravatta rossa, un cappello a falde e un garofano nell’occhiello della giacca. Aveva i baffi da sparviero. Sembrava il tipo che entra senza chiedere permesso e si presenta senza invito. Io ho fatto un cenno di saluto con la mano.

 

- Ciao - ha detto lui – sono il Demonio. Avrai certamente sentito parlare di me.  

- Io sono solo un progetto, sono ancora un embrione.

- Benvenuto all’interno di te stesso. Sei sicuro di voler continuare?

- Direi di sì.

- Ti serve compagnia?

- Vorrei restare da solo.

- Come vuoi. Se hai bisogno chiama.

 



 © ENRICO MATTIOLI 2017

 


 

© Enrico Mattioli 2017