Esperienza


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Dice un saggio: se ripercorri gli stessi passi, ti ritroverai nella medesima situazione. Se quella situazione è insoddisfacente, hai sbagliato i tuoi passi.

L’esperienza è una consapevolezza che ti aiuta a orientarti, ma se ripeti gli stessi errori, non fai buon uso della tua esperienza che, ben inteso, non puoi più chiamare esperienza. È pur vero che tornare indietro non sempre è sbagliato, se si riconosce un errore: è riprendere da dove si era iniziato prima di perdersi. Vero, altresì - continua quel saggio - è sempre meno faticoso tornare indietro che procedere in avanti.

E ancora suggerisce il saggio: 

sfortunato chi, accecato dalla presunzione, continua a ripetere errori già commessi.

Sfortunato chi trova sempre una giustificazione alle proprie azioni.

Sfortunato il falso cieco perché non vuol vedere; il cieco vede eccome, nella sua immaginazione.

Sfortunato è chi ha sempre soluzioni per gli altri e mai per se stesso.

Considerando l’esperienza come una serie di nozioni apprese durante la vita, queste sarebbero un tesoro inestimabile; il condizionale è d’obbligo perché senza la capacità di usarlo, il tesoro diventa solo una trama di ricordi esibiti in faccia al prossimo.

Le nostre strade s’incrociano spesso con il Manuel Fantoni di turno, che, povero mitomane, fa più danni nella propria vita che in quella altrui. Nessuno potrà aiutarlo, dopotutto gli piace raccontarsi, convincere e convincersi che le proprie ipotesi siano fatti conclamati. Parla con voce profonda guardando il vuoto, trova enfasi provate in altre occasioni. Vive nella sindrome della Strega Cattiva di Cenerentola o anche de Il ritratto di Dorian Gray: uno specchio o un’immagine – la propria – su cui ripetere come un mantra pillole autoreferenziali e preghiere pagane.

Nei meandri dell’inconscio, ognuno di noi cela traiettorie simili, nessuno è estraneo a queste disfunzioni. L’esperienza arriverà in soccorso fino a farci usare quello specchio, o a farci guardare la nostra immagine, senza pretese innaturali, portandoci a sfogliare, ogni tanto, l’album dei nostri errori e a dire serenamente ho sbagliato anch’io. Altrimenti quella che crediamo esperienza, ci porterà lontano soltanto da quello che realmente siamo.  

Chiosa infine il saggio: applicare l'esperienza ha una certezza. Non ingrassa e fa saggezza.  

E l’ultimo, chiude la porta.



 © ENRICO MATTIOLI 2017



© Enrico Mattioli 2017