Genitori e figli


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- Ecco, siediti qui con la palla che mamma deve fare una telefonata… non ti alzare, gioca ma seduto che devo telefonare a Roberto. E tieni d’occhio Stella che poi s’allontana e si perde… Stella? A cuccia, qua, vicino a Francesco… e tu non giocare con la palla che poi sudi. Ricordati di tenere d’occhio Stella, che se si mette a giocare con gli altri cani…

Roberto, oi? Come stai? Non mi hai più chiamato. Eh, però ti ho chiamato io... ma perché non sei passato questa estate? Certo, lo capisco, era un po’ distante, effettivamente… hai ripreso a lavorare? Ma è fichissima ‘sta cosa… e sono contenta… e sì… e sì… certo. Sì, sì… e sì, sono al parco con Francesco e Stella… ma perché non passi? Ah, ti sei alzato da poco… Roberto? Scusa un attimo…

 

- Stella? Vieni qui, Stella! Non ti allontanare… Francesco? Ti avevo detto di guardare Stella, non lo vedi che sono al telefono?

Scusami, Roberto, stavo parlando con mio figlio. Che dicevamo? Ah, sì, prendi pure il caffè…

 

- Francesco, buono: sto parlando con Roberto!

Roby, scusa, no, dicevo a mio figlio. Insomma, perché non sei più venuto questa estate? Beh, era molto distante, però mi potevi avvertire, no? Avevo preparato tutto… vabbè, non preoccuparti. Non sono arrabbiata. No, no… davvero? Hai cambiato macchina? Ma è fichissima ‘sta cosa! Ah, te l’hanno rubata... 

Io sono al parco con mio figlio, si sta divertendo tantissimo… sì, anche il cane… eh, è cresciuto… no, il cane è cresciuto, il bambino invece è un po’ ingrassato… 

Ci vediamo oggi? Perché no? Hai prestato la macchina a tuo fratello... ma non l’hanno rubata? Ah, è lui che l’ha prestate a te… certo, certo… e oggi gli serve… allora possiamo passare noi. Sì, non ti preoccupare… ma stai scherzando? 

Che cosa? Perché ti sei tagliato i capelli? È fichissima ‘sta cosa… te li ha fatti quel tuo amico? Me lo devi presentare… senti: mandami una foto su whatsapp… sì, i capelli… vedere vedere vedere… sì, allora d’accordo? Ci vediamo oggi pomeriggio. Dopo le partite, sì. Noi per pranzo andiamo a mangiare una cosina da McDonald’s. Sì… hai proprio ragione… certo, certo, certo… a oggi pomeriggio, sì, non prima delle cinque, certo, dopo le partite, va bene… oi? Aspetto la fotina su whatsapp…

 

- Chi era mamma?

- Era Roberto. Stava prendendo il caffè. Ha detto che non è passato questa estate. Dice che era troppo distante. Lo sai che gli hanno rubato la macchina? Gliel’ho detto che siamo qui al parco. Poi ci vediamo oggi pomeriggio. Ah, lo sai che ha ripreso a lavorare?

- Mamma, andiamo a mangiare da McDonald’s?

- No, assolutamente no. Basta con quella roba. E poi non mi va e non ti va nemmeno a te.

- Ma perché?  

- Perché lo dice anche Roberto che fa male!

- Allora torniamo a casa a giocare con i videogiochi?

- No, ci giochi un pochino stasera sul computer di nonno, ma quando torniamo. 

- Ma il computer di nonno puzza…

- Come sarebbe che il computer di nonno puzza? Non fare sempre il bambino, ormai hai sei anni…

- Tanto ha detto papà che me lo regala lui un computer tutto mio…

- Sì, vabbè, ancora credi a quello… sono due mesi che non ti chiama, ma certo: lui va in vacanza in Polinesia e poi se la cava col regalino… zitto, zitto… ecco la foto di Roberto… adesso lo richiamo…

Pronto Roby? Oi? Sono fichissimi, ti stanno benissimo! Sì, davvero… Roby, allora ci vediamo oggi pomeriggio? Non prima delle cinque, tranquillo, dopo le partite… passo io da te... certo che ti riporto a casa, stai scherzando? Ma no che non facciamo tardi...




 © ENRICO MATTIOLI 2017


 

 



© Enrico Mattioli 2017