Fuga dalla gabbia



Gabbie_148x210_cover


Stare bene al mondo richiede impegno, disciplina e attitudine. Nel post sulle Gabbie mentali, ho redatto una lista di aspetti da cui prendere le distanze. Ora cercherò di affrontare le cose che ci piacciono, tanto per mettere ordine.

Avere un lavoro per cui si è faticato, realizza la persona e la pone avanti rispetto al gruppo; purtroppo è così per pochi, inoltre questo non preserva da frustrazioni varie: bene, ma gli altri?

Ognuno ha le sue attitudini. Avere un campo di cui si ha pertinenza, funziona. Aiuta di meno se è l’unico perché poi si tende a estremizzarlo, spesso si diventa inopportuni se il prossimo non condivide. Di là di tutto, se si è in tempo a trasformare una passione in un’attività che garantisca da campare, è una cosa follemente gratificante.

Come fare? Già, la vecchia storia del dire e del fare. Un viaggio molto lungo comincia sempre con il primo passo. Sempre si osservano i risultati finali, mai i percorsi perché nella società concepita, conta solo l’obiettivo, se raggiunto.

Un primo passaggio è sospendere l’iniziale attesa, che non vuol dire non avere traguardi, ma solo di non ossessionarsi con i risultati. Avete mai visto uno sportivo non allenarsi e primeggiare? Un artista esibirsi senza provare? Un cuoco proporre menù senza aver mai cucinato prima?

Lasciamo stare Maradona, i Beatles o uno chef in voga: qualcuno pensa che non abbiano mai sudato prima? Il nodo sta nell’amatorialità, nel divertimento, nel non pensare all’elefante. Il fatto è che più si chiede di non pensare all’elefante, più appare la sua proboscide. Questa è la vera difficoltà. Torniamo quindi allo sforzo, all’applicazione. Eh, ma non era tra queste righe che si suggeriva la pratica del no stress, del divertimento? Certo, vedete come tutto si complica, alla fine? È un gioco di equilibri. È un gioco di pazienza. È un gioco, e quando si scherza, bisogna essere seri, per parafrasare il Marchese del Grillo.

Riguardo alla realizzazione di se stessi, io posso trattarne in modo generalista, altrimenti dovrei aprire un blog specifico o scrivere l’ennesimo libro e inflazionare il mercato. Lascio volentieri tali incombenze agli esperti. Aggiungo però che nella vita è necessario, a volte, fermarsi, riflettere, guardarsi dentro, valutare gli aspetti, meditare, tener traccia del proprio percorso. Arricchire il proprio bagaglio e mantenersi umili. Considerare che le contrarietà – spesso - sono costruite solo dalla nostra mente e se essa è in grado di creare salite, è anche in grado di inventare discese. Riflettere che un ostacolo può essere soltanto la strada necessaria per arrivare dove ci siamo prefissi.   

La maggior parte delle persone non arriverà a inventarsi il lavoro felice ma può lavorare a una vita serena: anche i ricchi piangono, ci sono degli aspetti paradossali che mostrano individui apparentemente gratificati dall’occupazione, ma che nell’intimo restano insoddisfatti. È importante lasciare sgombre le vie di fuga, gestire lo stress, lanciarsi verso l’armonia. La frustrazione generata da un passato complicato e un futuro incerto, si governa solo pensando al presente. Un passo alla volta. Gli equilibri ci attraggono inevitabilmente: se nascono i problemi, esistono anche le soluzioni.          


 

© ENRICO MATTIOLI 2017

 




© Enrico Mattioli 2017