Unioni civili: una battaglia di retroguardia.


Punto_interrogativo



Continuo a leggere sulle unioni civili. Ascolto notizie di cronaca su crimini commessi all’interno delle famiglie, donne bruciate o accoltellate o prese a martellate, figli soppressi durante il sonno. Politici che passerellano su problemi di vita e di condizione, persone che non possono non dire la propria sulla questione del momento. Tifo e cori da stadio, bandiere e stendardi e slogans, certezze alimentate da una presa usb.

La questione sulle unioni civili è una battaglia di retroguardia: qualcuno si vede sconfitto (o si sente in imbarazzo) e tenta di proteggere la fuga.

Un paese non è retrogrado (o almeno solo) perché non accetta le unioni tra persone dello stesso sesso, ma perché questo sistema non ha ancora superato il concetto di famiglia (o almeno di famiglia tradizionale, se questo fa piacere a qualcuno).

Stampa Alternativa nella persona di Marcello Baraghini, nel 1975 ebbe qualche problemino (per usare un eufemismo), dopo la pubblicazione di Contro la famiglia – manuale di autodifesa e lotta per i minorenni.

Scatenò un putiferio, scosse e scandalizzò le coscienze e la pubblicazione fu sequestrata. Mi spiega Baraghini su Facebook. 

Se la fecero sotto ed avevano ragione, il libro non solo metteva alla berlina ma forniva, per la prima volta, armi non violente addirittura ai minorenni per deperire il potere dell'istituzione più subdoa e violenta esistente in Italia: la famiglia. Non potendo colpire direttamente il contenuto estrapolarono un paio di frasi, innocque nel contesto più generale, per conclamare un'esistente incitamento al furto e all'aborto. Ma oramai il libro era entrato nelle vene pulsanti italiane e nulla fu come prima a dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, dei quattro gatti (qualche decina di migliaia contro i due milioni sbandierati) del Family Day. La famiglia tradizionale, fucina di orrori e violenze, era morta e un nuovo diritto di famiglia che attinse dalle pagina di Contro la famiglia si affermò. Ecco Stampa Alternativa.

Semplicemnte ho dato la parola al demonio, lo stesso demonio che vive in quasi tutte le famiglie italiane nelle quali padri, zii, nonni, e loro amici, compiono violenze, soprattutto erotiche, su minori delle stesse loro famiglie.

Non si intende, attraverso questo articolo, far passare le Unioni Civili come la soluzione ai crimini perpetrati all'interno delle famiglie, ma solo offrire una riflessione sul fatto che un modello perfetto non esiste. L'essere umano di per sé, è un esempio di imperfezione.

Certo è che i crimini gravi non si consumano in ogni nucleo familiare, ma pensate ai casi che non emergono per paura e vergogna.  

Sognare una realtà in cui l'umanità tutta sia una famiglia è utopico e retorico, ma su determinate questioni dell'esistenza, certezze e giudizi perentori sarebbero da bandire e il dubbio sui propri convincimenti, non deve mai essere soppresso. 


© ENRICO MATTIOLI 2016      


    



© Enrico Mattioli 2017