Come se fosse un format. Appunti su guerra e terrorismo.


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La premessa fondamentale è che il terrorismo non ha giustificazione perché colpisce la gente comune. Questo aspetto vale per qualsiasi area geografica, non fanno eccezione i territori in cui si pensa di esportare democrazia e si colpiscono civili inermi.

Apparteniamo, per ragioni che non abbiamo scelto direttamente, all’area yankee: siamo noi, volenti o nolenti, gli uomini bianchi, conserviamo, inconsciamente, la stessa presupponenza con cui i nostri antenati partivano per fronteggiare gli Indiani d’America. L’idea del progresso fanatico celato da una civilizzazione presunta, legittimò lo sterminio del popolo indiano da parte dei primi europei (spagnoli, francesi e inglesi su tutti), che misero piede nel nuovo continente.

Nei secoli successivi, coloro che lì andarono a moltiplicarsi, generarono il popolo americano, per l’appunto; questa in estrema sintesi, la storia. La civilizzazione volle che la lotta all’indiano perseverasse in conformità a una cultura che andava consolidandosi.

Tra i principi degli Indiani nordamericani, troviamo la rinuncia alla proprietà della terra, l'idea di comunità che è il prolungamento della famiglia; il rapporto tra la concezione del mondo, l’ordine sociale e le relazioni con l’ambiente; il concetto del tempo e una religiosità concepita come equità con ogni forma vivente: alberi, animali, piante, sono fratelli e sorelle, per l’indiano. I primi nativi americani credevano che la verità sapesse difendersi dalla profanazione.

Le popolazioni indiane erano molteplici e ognuna con la propria filosofia e spiritualità. Le loro origini erano antichissime, si attesta che i primi insediamenti dell’uomo in Nord America siano avvenuti da diecimila a settantamila anni fa, ma è d’obbligo compiere un balzo temporale (almeno fino a qualche secolo passato), per arrivare al nodo della questione: il nativo americano è essenzialmente un uomo che lavora per il proprio bisogno e non per sfruttare risorse, accumulare e reinvestire profitto. Non recinta i campi coltivati né erige frontiere. Il conquistatore europeo, ebbro di superiorità, avanza pretese su quelle terre perché le risorse non sono sfruttate opportunamente: quegli abitanti non sono degni di vive su quel suolo.

Lo sterminio del nativo americano durò dai primi insediamenti spagnoli del 1521 in Florida, fino alla fine del 1890 con la morte di Toro Seduto e poi il massacro di Wounded Knee.

La popolazione indiana era ormai ridotta a poche migliaia inoffensive, fiaccate da schiavitù e restrizioni. Pensare però, a tutte queste tribù come a popoli inermi è ovviamente sbagliato. Il nativo americano era un guerriero che si difendeva dalle invasioni e dalle violazioni.

A scanso di equivoci, non s’intende paragonare l’odissea del popolo indiano alle realtà islamiche, siamo, come detto, filo occidentali per discendenza, legati alla bandiera stelle e strisce da contratti capestro e trattati inviolabili al punto che, provocatoriamente, sarebbero da superare sovranità italiche e votare direttamente alle elezioni d’oltreoceano. 

Ora, per considerare le cose da una prospettiva più opportuna, bisogna superare il concetto dell’esistenza personale sulla terra: lo yankee ha pazienza. Ha impiegato circa trecentocinquant’anni per ridurre il popolo indiano al silenzio e cancellarne cultura e religione. Ha investito del tempo per sconfiggere il nazismo e prolungare un conflitto mondiale che avrebbe fiaccato anche gli alleati europei ai quali successe come guida economica e politica. Lo yankee ha fallito in Vietnam ma ha fatto tesoro della sconfitta. La struttura finanziaria e militare americana, considera la guerra come un format. Non sono io a dirlo, se lo dicono da soli loro stessi. La letteratura americana è caratterizzata da scrittori che ne hanno contestato il sogno e così il cinema, la musica. Questa è l’altra America, quella che amo.

Molti di noi non vedranno la sconfitta del terrorismo che durerà ancora per anni ma che avverrà comunque. Dovremo necessariamente abituarci come a un fatto quotidiano, come a una notizia consueta, come a una rubrica. Come fosse un format, appunto.


Certa gente è nata per sventolare la bandiera


Oh, sono rossi, bianchi e blu


E quando la banda suona "Hail to the Chief"


Puntano il cannone contro di te... oh mio dio!


Non io, non io, io non sono un figlio di un senatore, no


Non io, non io, io non sono un figlio di un senatore, no
 Yeah



 

 © ENRICO MATTIOLI 2016      


    


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