Caro Ministro


Unknown


È un ministro ipotetico il mio e le domande sono retoriche, non m’illudo certo che legga il post. Soprattutto, l'aspetto più amaro, è il ministro di ogni legislatura. 

Ieri pomeriggio ho accompagnato un’amica al Pronto Soccorso per un’emergenza. A una signora, ottantotto anni mi ha confidato dopo lei, diabetica, cardiopatica, invalidità al cento per cento, veniva registrata la pressione sanguigna e l’ecocardiogramma. In codice verde, è stata sistemata sopra una lettiga. Diceva di essere stata indirizzata al punto di soccorso dal suo cardiologo – con tanto di lettera allegata al referto - solo per un prelievo, ma gli addetti rispondevano con energia che a loro della relazione clinica del cardiologo non interessava. Fin qui, niente da eccepire, magari è mancato solo un pò di tatto, nient’altro; ma poi la donna chiedeva di nuovo perché ripetere esami già fatti quando necessitava di un prelievo per enzimi, allora un’infermiera, capelli portati a coda di cavallo che scioglieva e legava nervosamente di continuo, rispondeva aggressivamente di ringraziare Iddio per averle fatto almeno l'ecocardiogramma.

Caro ministro non entro nel merito del lavoro dell’infermiere, ma riguardo al dialogo tra medico e paziente, non si può tenere udienza solo con chi sta zitto (perdoni il paradosso) perché, si presuppone che col suo silenzio, tacitamente, comprende che l'infermiere sta lavorando. Sarebbe come dire che un insegnante di scuola pubblica tratterà solo col primo della classe perché costui gratifica il proprio lavoro. Un professore deve occuparsi anche e soprattutto degli studenti più difficili, altrimenti, che scuola pubblica sarebbe?

Caro ministro, le dirò che col passare del tempo sto diventando bigotto. Credo che abbiano fatto più danni, in questo paese, certe serie tv e certi format, di quanto ne facciano le mandorle glassate per i denti. Quanti Clooney piacioni stile Medici in Prima Linea ho avuto lo spiacere di conoscere in questi anni. Certo, è più gradevole accudire lo stesso Clooney, piuttosto che un vecchio malandato che non arriverà a domani, meglio sfiorare la pelle di Belen che quella di una vecchia. È umano, non c’è nessuna forma di sarcasmo nelle mie parole. Purtroppo, mi permetterà di credere ancora che l’infermiere sia un lavoro diverso da altri. Occorre uno sforzo proprio con l’anziano perché non si può usare con tutti lo stesso linguaggio, se si vuole essere compresi da tutti.

Ieri ho assistito a uno spettacolo comico, se non fosse stato reale. Quanta rivalsa, quanto esibizionismo, quanto egotismo, in quello staff del turno diurno. Quante passeggiate con le mani in tasca, quanti frizzi lazzi e risate sguaiate nelle stanze attigue mentre i pazienti attendono, quanto coraggio nell’inveire a brutto muso contro una vecchia, vero Miss coda di cavallo?

Caro ministro, secondo lei, tutti questi professionisti sono consapevoli che i pazienti li osservano? Che aspettano qualcuno che gli risolva il malanno? E che non possono rivolgersi a loro con espressioni stile Gomorra?

E che dire del vecchio ottantacinquenne giunto in ambulanza, che chiede di andare al bagno e gli rispondono che deve stare calmo? Cinque minuti dopo, il vecchio urla che non ce la fa più ma loro stanno scrivendo il referto, poi qualcuno gli andrà a cercare un pappagallo.

I minuti passano. All’ennesimo lamento, l’infermiere, stancamente si alza. Ritorna dopo altri cinque minuti, senza pappagallo, senza padella e senza nemmeno - al limite - una busta della spesa!

È tutto occupato, dice. Il vecchio deve aspettare e stare calmo.

Caro Ministro, in tutta franchezza credo che il problema sia culturale e quindi, sostituire un elemento con un altro sarebbe la stessa cosa, eppure io sono stanco di persone che sembra stiano facendo un favore, quasi che ammalarsi sia un passatempo o una colpa. 

Per troppo tempo ho assistito a capolavori di umanità e accanimento alla dignità della persona. Ci sono passato con mio padre: nella sua ultima settimana di vita lo vidi piangere, non certo per il dolore causato dalla malattia ormai così invasiva che di dolore non ne causava più. Pannolone mai cambiato in dieci giorni - lo portavo io da fuori - stomia bilaterale mai sostituita, È per prevenire le infezioni (?!) - mi assicurava un’infermiera - a casa le sostituivo io tutti i giorni proprio per evitarne l’insorgere - ma soprattutto, dimesso in discrete condizioni di salute (?!) nel pomeriggio, e deceduto la mattina dopo.  

Quando, per emergenza, mi trovo in questi posti, rivedo sempre il mio genitore, ritrovo il suo sguardo inerme nei degenti che giacciono sulle lettighe o su un appoggio di fortuna nelle corsie.  

Tornando al Pronto Soccorso e al pomeriggio di ieri, alla signora dell’ecocardiogramma, esasperata da oltre due ore di attesa, era consigliato di andarsene (se avesse voluto, eh!), perché ancora non era stata aperta la sua cartella clinica, quindi, poteva uscire senza firmare.

La mia amica ne aveva ancora per un po’ e io mi sono allontanato per una commissione nelle vicinanze, ma caro Ministro, lei non mi crederà, passati ormai quaranta minuti da quando era giunto, il vecchio non era stato ancora accompagnato al bagno. Cose 'e pazz!



© ENRICO MATTIOLI 2017




© Enrico Mattioli 2017